Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

    

S T A M P A   E S T E R A

L'Avana. 29 Luglio 2004

Le nuove misure sono un freddo
calcolo di inchieste

Bill Delahunt*
Estratto dal Miami Herald

Sviare le risorse delle investigazioni contro il terrorismo con stupefacente burocrazia di governo e proibire alle famiglie di aiutare e di vedere i parenti: questa è la nuova politica degli Stati Uniti verso Cuba.

Come se quattro decenni di inutile blocco non fossero sufficienti, la Casa Bianca ha peggiorato le cose per dimostrare il suo disprezzo verso Castro agli esiliati della Florida. La Casa Bianca vuole punire i più critici sulla futura stabilità della Cuba dopo Castro: la moderata comunità cubano americana.

L’amministrazione di Bush, di recente, ha annunciato una serie di passi provocatori per danneggiare il governo cubano, ma il vero impatto, come le attuali proibizioni di viaggiare vanno soprattutto contro i cittadini nordamericani.

Tutto questo è ben chiaro: sono state rafforzate  le restrizioni contro nientemeno che i cubano americani! Sino ad oggi potevano andare a Cuba una volta ogni anno senza troppi problemi... Le lacrime di felicità nell’aeroporto José Martí dell’Avana che si possono vedere quando i parenti si riuniscono dopo aver attraversato lo stretto  della Florida, sono una testimonianza indelebile della profonda devozione della popolazione di Cuba alla santità della famiglia e alla speranza che un giorno il solo ostacolo alle riunioni familiari saranno i 40 minuti di volo!

Ora gli Stati Uniti con le nuove misure permettono di fare un viaggio ogni tre anni. Inoltre la Casa Bianca ha ristretto notevolmente le rimesse con questi cambiamenti. Si permette ai cubano americani di inviare denaro solamente ai figli a Cuba,  ai genitori, fratelli, sorelle e nonni. Niente agli altri parenti come nipoti, zii, cugini.

Come politica estera questo atteggiamento scava una trincea nella forza effettiva per lo sviluppo della democrazia a Cuba e impedisce gli scambi diretti tra cubani e americani  in generale e specialmente tra cubano – americani.

Come politica nazionale crea una pesante situazione federale nella politica dei viaggi per porre in vigore le nuove misure. Come politica subordina tutto il resto  a un imperativo elettorale semplice: avere le simpatie di un piccolo e marginale gruppo del sud della Florida!

Non importa che l’agenzia federale responsabile della localizzazione dei beni di Osama Bin Ladin disperda il 20% delle risorse, perseguendo i cittadini nordamericani che viaggiano a volte innocentemente e altre legalmente a Cuba o che le nuove misure su presentino solo  pochi mesi dopo che la Camera e il Senato hanno votato con una forte maggiorana dei due partiti per porre fine alle proibizioni di viaggiare a Cuba.

Le nuove misure contro Cuba sono un calcolo freddo, basato su inchieste che hanno meno a  che vedere con la democrazia all’Avana che  con il conteggio dei voti  a Miami.

Ma si tratta di un pessimo calcolo che non spezzerà la fermezza di Castro.

Annunciando i cambiamenti, il vice segretario di stato, Roger Noriega, ha detto che “Il nostro obiettivo è liberare il popolo cubano dalla dipendenza  della carità internazionale!”

Per un cubano - americano il ritorno nell’Isola per partecipare al funerale di un fratello e mandare un aiuto in danaro a una zia pensionata non è “carità internazionale”... è onorare il più fondamentale dei valori familiari!

Impedire lappliaczione di  queste respisnabilita famialiri nonaiuta gliinetressi delgi statauniti

Ilrprenstante BilDelahunt democratc del msachussets siocupa del comitao dellerelaion netrnazionalai nellamer dierpprenstani e partecipa a grupo dilavoro delcongresso su cuba
 

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