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Le nuove misure sono freddi
calcoli di sondaggi
Di WILLIAM DELAHUNT*
-preso dal Miami Herald-
Deviare risorse delle indagini contro il terrorismo
con opprimente burocrazia governativa e proibire
alle famiglie aiutare o vedere i suoi parenti.
Quella è la nuova politica degli Stati Uniti verso
Cuba.
Come se 4 decenni di embargo fallito non fossero
sufficiente, la Casa Bianca ha peggiorato molto le
cose. Per dimostrare agli esiliati di linea dura
della Florida il suo disprezzo di Fidel Castro, la
Casa Bianca punirà con la futura stabilità della
Cuba dopo Castro i più critici cioè la moderata
comunità cubano-americana.
L’amministrazione di Bush ha recentemente annunciato
una serie di passi provocatori per scalzare il
governo cubano. Tuttavia il vero impatto –come
l’attuale proibizione dei viaggi- è principalmente
contro i cittadini nordamericani.
Nulla è più chiaro delle indurite restrizioni contro
i cubano-americani. Finora possono viaggiare
all’lsola ogni anno senza problemi. Le lacrime di
felicità nell’aeroporto José
Martí dell’Avana che si vedono quando si riuniscono
i parenti dopo aver attraversato lo stretto della
Florida sono l’indelebile testamento della profonda
devozione del popolo di Cuba alla santità della
famiglia e la speranza che un giorno l’unico
ostacolo agli incontri familiari sarà il volo di 40
minuti.
Quello spirito adesso è apparentemente contrario
alla politica estera degli USA. Le nuove misure
permettono ai cubano-americani di visitare l’lsola
una volta ogni tre anni e solo se possono ottenere
un permesso del Dipartimento del Tesoro.
La Casa Bianca
ha anche ristretto le rimesse. Con questi
cambiamenti agli americani sono si permette di
inviare effettivo ai bambini cubani, ai genitori, ai
mezzi fratelli e ai nonni. Esclusi i cugini e i
nipoti.
Come politica estera, questo scalza in più la forza
più effettiva per la democrazia a Cuba: gli scambi
diretti tra cubani e americani ordinari, specie i
cubano americani. Come politica nazionale, crea un
pesante mandato federale alla “politica dei viaggi”
per mettere in vigore le nuove misure. Come
politica, subordina tutto l’altro a un imperativo
elettorale semplice: farsi simpatico a un ridotto e
marginale elemento del sud della Florida.
Non importa che
l’agenzia federale responsabile della localizzazione
dei beni di Osama bin Laden sperperi il 20% delle
sue risorse giudicando i nordamericani che viaggiano
a Cuba, sia innocentemente che legalmente. O che le
nuove misure si presentino solo pochi mesi dopo la
votazione, con grandi maggioranze dei partiti, della
Camera e il Senato per mettere fine alla proibizioni
dei viaggi.
Le nuove misure contro Cuba sono un calcolo freddo
basato sui sondaggi più legati al conteggio dei voti
a Miami che alla democrazia all’Avana.
E’ però un
calcolo sbagliato che non indebolirà la risoluzione
di Castro.
Il sotto segretario di Stato Roger Noriega mentre
annunciava i cambiamenti ha detto che il nostro
obiettivo era “liberare il popolo cubano dalla
dipendenza dalla carità internazionale”.
Per un cubano-americano, il ritorno all’lsola per il
funerale di un fratello o l’invio di denaro a una
zia bisognosa non è carità internazionale. E’
onorare il più fondamentale dei valori familiari.
Prendersela con queste responsabilità familiari non
aiuta gli interessi degli Stati Uniti.
* Il rappresentante William Delahunt,
democratico del Massachusetts, lavora nel Comitato
della Camera negli Affari Esteri e partecipa al
Gruppo di Lavoro del Congresso su Cuba.
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