Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

    

S T A M P A   E S T E R A

L'Avana. 19 Dicembre 2005

Il Premio Nobel di Letteratura 2005, Harold Pinter
• Ha accusato gli USA per i loro crimini nel mondo

Il drammaturgo britannico e vincitore del Premio Nobel di Letteratura 2005, Harold Pinter, nel discorso che ha preparato per la cerimonia di ricevimento del Premio, effettuata a Stoccolma pochi giorni fa, ha accusato gli Stati Uniti d’avere commesso crimini sistematici provocando centinai di migliaia di morti in tutto il mondo e d’aver sottomesso con la brutalità numerosi Stati.

Nel suo discorso d’accettazione del Nobel, trasmesso in video Stoccolma, dato che lo scrittore di 75 anni è molto malato di cancro e non ha potuto assistere di persona, Pinter ha fatto un ripasso della politica estera degli USA dalla Seconda Guerra Mondiale.

Egli ha registrato il suo discorso di un’ora circa con inclusa una poesia di Neruda, poco prima di ricoverarsi in un ospedale di Londra. I medici gli avevano già proibito di assistere alla premiazione di Stoccolma.

Pinter ha emesso un forte giudizio contro il presidente Bush e contro Tony Blair, reclamando un processo per i due nella Corte Penale Internazionale dell’Aia per i crimini di guerra compiuti in Iraq.

L’invasione dell’Iraq è stata un’azione da banditi, un evidente atto di terrorismo di stato, dimostrando un disprezzo assoluto per il concetto di legge internazionale.

"Quanta gente dovranno uccidere prima d’essere considerati assassini di massa e criminali di guerra? Centomila? Sono già più che sufficienti, ho pensato e per questo sarebbe giusto che Bush e Blair fossero processati dal Tribunale Penale Internazionale... ma Bush è stato pronto e non lo ha ratificato!"

Pinter ha segnalato come esempio dell’attuazione degli USA in politica estera il caso del Nicaragua e l’appoggio dato dagli USA alla dittatura di Somoza per 40 anni. Il disprezzo per i Sandinisti che giunsero al potere nel 1979 e che sono stati sconfitti grazie all’apporto degli Stati Uniti che hanno denunciato i successi dei Sandinisti come una sovversione marxista – leninista!

L’esempio era molto pericoloso sostenevano. Se si permetteva al Nicaragua di fissare delle norme di base nella giustizia sociale ed economica, se si permetteva loro si far crescere il livello dell’educazione, della salute e di raggiungere un’unità sociale e un rispetto nazionale proprio, i paesi vicini avrebbero cercato di fare lo stesso e in quel momento c’era una feroce resistenza allo status quo in El Salvador.

I crimini sistematici degli USA sono stati le attuazioni in Indonesia, Grecia, Uruguay, Brasile, Paraguay, Haiti, Turchia, Filippine, Guatemala, El Salvador e Cile., A proposito di questo ultimo paese ci sono stati centinaia di migliaia di morti che si possono decisamente attribuire alla politica estera degli Stati Uniti. Sì!, ha affermato ancora Pinter.

Il Nobel ha detto che i crimini degli USA sono stati sistematici, costanti, infami e spietati, ma sono poche le persone che ne hanno parlato. Questo per via di una enorme manipolazione, una sorta di ipnosi attraverso la quale Washington vuole passare come il difensore della bontà universale.

Prima gli Stati Uniti favorivano i conflitti di bassa intensità nei quali le persone morivano più lentamente, ma adesso si sono resi conto che non è più necessaria la riserva.

Lo scrittore ha assicurato che per Bush e Blair la morte di almeno 100.000 iracheni per le bombe e i missili sono un fatto che li lascia assolutamente indifferenti.

Pinter a questo punto della sua relazione ha recitato la poesia "Spiego alcune cose" dal libro "La terza residenza" di Pablo Neruda.

Egli ha iniziato il suo discorso parlando delle difficoltà di dire la verità nell’arte, ma con il dovere di chiedersi come cittadino se ai politici non interessa la verità, ma solo mantenersi al potere. Da lì le menzogne che l’Iraq aveva le armi di distruzione di massa.

"Come sa bene tutto il mondo la giustificazione dell’invasione era che Hussein possedeva armi do distruzione di massa, pericolosissime, alcune delle quali si potevano lanciare in 45 minuti e potevano provocare mostruose distruzioni irrimediabili. Hanno assicurato che era così, ma non era vero. Ci hanno raccontato che l’Iraq aveva relazioni con Al Qaeda e che era responsabile in parte delle atrocità avvenute a New York l’11 settembre del 2001. Ci hanno assicurato che era tutto vero, ma non lo era. Ci hanno raccontato che l’Iraq era una minaccia per la sicurezza del mondo... che era così! Ma non era vero!"

Alla fine del suo discorso Pinter ha chiesto: "Che cos’è successo alla nostra sensibilità morale? L’abbiamo avuta davvero qualche volta? Cosa significano queste parole? Si riferiscono a termini poco usati in questi giorno... Le coscienze? Una coscienza che va usata non solo per i nostri atti, ma per condividere le responsabilità con gli atti degli altri. Tutto è morto! Guardate Guantánamo! Credo che nonostante le enormi difficoltà che esistono una ferma determinazione per definire l’autentica verità delle nostre vite e delle nostre società è una necessità cruciale che danneggia tutti noi. Di fatto è un obbligo e se una determinazione come questa non fa parte d’una nuova visione politica non abbiamo speranza di recuperare quello che forse abbiamo gia perduto quasi del tutto: la dignità come persone!"

Pinter è nato il 10 ottobre del 1930 ed è considerato uno dei maggiori esponenti del teatro dell’assurdo e di molti libri.

Alcuni mesi fa Pinter aveva annunciato che aveva deciso di abbandonare il teatro per dedicarsi a tempo pieno alla critica politica, senza tralasciare la poesia.

Pinter appartiene alla generazione dei giovani arrabbiati britannici e le sue critiche politiche più forti sono state espresse negli ultimi tempi, contro la guerra in Iraq nella quale la Gran Bretagna ha seguito fedelmente i dettami degli Stati Uniti. (Da Rebelión).
 

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