Il drammaturgo britannico e
vincitore del Premio Nobel di Letteratura 2005,
Harold Pinter, nel discorso che ha preparato per la
cerimonia di ricevimento del Premio, effettuata a
Stoccolma pochi giorni fa, ha accusato gli Stati
Uniti d’avere commesso crimini sistematici
provocando centinai di migliaia di morti in tutto il
mondo e d’aver sottomesso con la brutalità numerosi
Stati.
Nel suo discorso d’accettazione del
Nobel, trasmesso in video Stoccolma, dato che lo
scrittore di 75 anni è molto malato di cancro e non
ha potuto assistere di persona, Pinter ha fatto un
ripasso della politica estera degli USA dalla
Seconda Guerra Mondiale.
Egli ha registrato il suo discorso
di un’ora circa con inclusa una poesia di Neruda,
poco prima di ricoverarsi in un ospedale di Londra.
I medici gli avevano già proibito di assistere alla
premiazione di Stoccolma.
Pinter ha emesso un forte giudizio
contro il presidente Bush e contro Tony Blair,
reclamando un processo per i due nella Corte Penale
Internazionale dell’Aia per i crimini di guerra
compiuti in Iraq.
L’invasione dell’Iraq è stata
un’azione da banditi, un evidente atto di terrorismo
di stato, dimostrando un disprezzo assoluto per il
concetto di legge internazionale.
"Quanta gente dovranno uccidere
prima d’essere considerati assassini di massa e
criminali di guerra? Centomila? Sono già più che
sufficienti, ho pensato e per questo sarebbe giusto
che Bush e Blair fossero processati dal Tribunale
Penale Internazionale... ma Bush è stato pronto e
non lo ha ratificato!"
Pinter ha segnalato come esempio
dell’attuazione degli USA in politica estera il caso
del Nicaragua e l’appoggio dato dagli USA alla
dittatura di Somoza per 40 anni. Il disprezzo per i
Sandinisti che giunsero al potere nel 1979 e che
sono stati sconfitti grazie all’apporto degli Stati
Uniti che hanno denunciato i successi dei Sandinisti
come una sovversione marxista – leninista!
L’esempio era molto pericoloso
sostenevano. Se si permetteva al Nicaragua di
fissare delle norme di base nella giustizia sociale
ed economica, se si permetteva loro si far crescere
il livello dell’educazione, della salute e di
raggiungere un’unità sociale e un rispetto nazionale
proprio, i paesi vicini avrebbero cercato di fare lo
stesso e in quel momento c’era una feroce resistenza
allo status quo in El Salvador.
I crimini sistematici degli USA sono
stati le attuazioni in Indonesia, Grecia, Uruguay,
Brasile, Paraguay, Haiti, Turchia, Filippine,
Guatemala, El Salvador e Cile., A proposito di
questo ultimo paese ci sono stati centinaia di
migliaia di morti che si possono decisamente
attribuire alla politica estera degli Stati Uniti.
Sì!, ha affermato ancora Pinter.
Il Nobel ha detto che i crimini
degli USA sono stati sistematici, costanti, infami e
spietati, ma sono poche le persone che ne hanno
parlato. Questo per via di una enorme manipolazione,
una sorta di ipnosi attraverso la quale Washington
vuole passare come il difensore della bontà
universale.
Prima gli Stati Uniti favorivano i
conflitti di bassa intensità nei quali le persone
morivano più lentamente, ma adesso si sono resi
conto che non è più necessaria la riserva.
Lo scrittore ha assicurato che per
Bush e Blair la morte di almeno 100.000 iracheni per
le bombe e i missili sono un fatto che li lascia
assolutamente indifferenti.
Pinter a questo punto della sua
relazione ha recitato la poesia "Spiego alcune cose"
dal libro "La terza residenza" di Pablo Neruda.
Egli ha iniziato il suo discorso
parlando delle difficoltà di dire la verità
nell’arte, ma con il dovere di chiedersi come
cittadino se ai politici non interessa la verità, ma
solo mantenersi al potere. Da lì le menzogne che
l’Iraq aveva le armi di distruzione di massa.
"Come sa bene tutto il mondo la
giustificazione dell’invasione era che Hussein
possedeva armi do distruzione di massa,
pericolosissime, alcune delle quali si potevano
lanciare in 45 minuti e potevano provocare mostruose
distruzioni irrimediabili. Hanno assicurato che era
così, ma non era vero. Ci hanno raccontato che
l’Iraq aveva relazioni con Al Qaeda e che era
responsabile in parte delle atrocità avvenute a New
York l’11 settembre del 2001. Ci hanno assicurato
che era tutto vero, ma non lo era. Ci hanno
raccontato che l’Iraq era una minaccia per la
sicurezza del mondo... che era così! Ma non era vero!"
Alla fine del suo discorso Pinter ha
chiesto: "Che cos’è successo alla nostra sensibilità
morale? L’abbiamo avuta davvero qualche volta? Cosa
significano queste parole? Si riferiscono a termini
poco usati in questi giorno... Le coscienze? Una
coscienza che va usata non solo per i nostri atti,
ma per condividere le responsabilità con gli atti
degli altri. Tutto è morto! Guardate Guantánamo!
Credo che nonostante le enormi difficoltà che
esistono una ferma determinazione per definire
l’autentica verità delle nostre vite e delle nostre
società è una necessità cruciale che danneggia tutti
noi. Di fatto è un obbligo e se una determinazione
come questa non fa parte d’una nuova visione
politica non abbiamo speranza di recuperare quello
che forse abbiamo gia perduto quasi del tutto: la
dignità come persone!"
Pinter è nato il 10 ottobre del 1930
ed è considerato uno dei maggiori esponenti del
teatro dell’assurdo e di molti libri.
Alcuni mesi fa Pinter aveva
annunciato che aveva deciso di abbandonare il teatro
per dedicarsi a tempo pieno alla critica politica,
senza tralasciare la poesia.
Pinter appartiene alla generazione
dei giovani arrabbiati britannici e le sue critiche
politiche più forti sono state espresse negli ultimi
tempi, contro la guerra in Iraq nella quale la Gran
Bretagna ha seguito fedelmente i dettami degli Stati
Uniti. (Da Rebelión).