Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

    

S T A M P A  E S T E R A

L'Avana. 20 Dicembre 2005

RSF e l’assassinio di José Couso
• E altri giornalisti

EMILIO MARÍN

Reporters  Senza Frontiere – RSF - è una ONG con un presidente a vita, finanziata da alcune multinazionali. Coerente con la sua base materiale e ideologica, RSF ha denunciato  Cuba come “il peggiore paese dell’America Latina per di libertà di stampa”.

Ma la realtà elenca i giornalisti, come José Couso in Iraq, per lo sparo di un carro armato degli Stati Uniti.

Robert Ménard è presidente a vita di RSF, un nome inadeguato perché questa organizzazione ha ben delimitato le proprie frontiere ideologiche.

Quando la NATO ha aggredito la Iugoslavia nel 1999, sono morti 16 giornalisti sotto i bombardamenti che colpirono l’edificio della radio e la televisione della Serbia.

Nella relazione  del 2000 di RSF non sono nemmeno stati nominati: probabilmente l’amnesia era dovuta al fatto che RSF riceve milioni di dollari da noti fabbricanti d’armamenti, come Jean-Guy Lagardére e Serge Dessault.

Nel novembre del 2004, durante un Foro Internet organizzato dal settimanale Le Nouvel Observateur, Ménard ha ammesso che il bilancio annuale della sua organizzazione è di circa quattro milioni di dollari ed ha spiegato che la maggior parte del denaro RSF lo raccoglie con aste, la vendita di calendari e di fotografie... ma queste attività in realtà apportano alcune migliaia di Euro e nulla più!

I finanziamenti di RSF provengono da alcune multinazionali  e dalla CIA, che ha nell’organizzazione la sua punta di lancia per attaccare Cuba. Tra le imprese che finanziano  RSF ci sono Publicis, una multinazionale che gestisce una buona porzione della pubblicità internazionale, la newyorchese Saatchi & Saatchi e la francese Vivendi, attraverso Vivendi Universal Publishing Services.

Ménard ha operato per conto della CIA nel 1998 quando ha contattato vari giornalisti cubani per conto della Sezione d’Interessi di Nordamerica (SINA).

Nell’occasione ha avuto però la “sfortuna” di reclutare e rivelare i suoi piani a chi fingeva d’essere un mercenario ma era un agente dei servizi segreti cubani: il giornalista  Néstor Baguer.

Con questi precedenti, nessuno si deve sorprendere se pochi giorni fa, è stato diffuso l’attacco preparato da RSF contro il governo cubano, che appare  come il peggiore della regione perchè impedisce la libertà di stampa.

L’Avana ha “migliorato” la sua penultima posizione tra i “cattivi” di tutto il mondo” andando al settimo posto, solo perché in altri paesi la situazione è peggiorata.

Ménard ha sottolineato il fatto per non dare a Fidel Castro neanche questo ironico margine di miglioramento.

Il criterio con cui questo parigino presenta il suo campionato di libertà di stampa assomiglia come una goccia d’acqua al metodo già utilizzato dalla Società Interamericana di Stampa (SIP). Le due  organizzazioni attaccano prima di tutto Cuba e il Venezuela.

Fidel Castro è stato ferocemente attaccato  per l’arresto, i processi e la detenzione di 70 controrivoluzionari, nel marzo del 2003, che erano agenti al soldo degli Stati Uniti e cercavano di destabilizzare il governo del loro stesso paese. Tra gli arrestai solo quattro erano giornalisti e il più noto, Raúl Rivero, è già stato liberato per motivi di salute.

Ménard, che definisce Cuba il peggior paese  d’America Latina, è sicuramente deluso perchè nell’Isola non sono mai - dopo il 1959 - avvenuti casi d’esecuzione extragiudiziaria, di scomparsa forzata di persone e tanto meno si sono viste persone, giornalisti o meno, torturate. 

RSF ha una visione molto più positiva della Colombia, dove i successivi governi, i militari e i “para” hanno assassinato centinaia di giornalisti negli ultimi due decenni. La spiegazione è molto semplice: Ménard ha relazioni politiche e fa affari con la Freedom House dell’agente della CIA, Frank Calzón, e con l’ex re della pizza e capitano dei marine in Vietnam, Leopoldo Fernández Pujals, reinserito tra i terroristi e mafiosi di Miami.

Assieme alla SIP, presieduta d’Alejo Miró Quesada Cisneros, di El Comercio di Lima, RSF ha sparato duramente contro Hugo Chávez. Uno dei suoi attacchi è avvenuto alla fine del 2004 contro la “Legge di Responsabilità Sociale nella Radio e Televisione della repubblica Bolivariana del Venezuela”.

RSF ha dichiarato che si trattava di  una “legge trappola” ma in realtà stava  difendendo i grandi mezzi privati e soprattutto lo zar della TV e amico di José María Aznar, Gustavo Cisneros.

La relazione di RSF stabilisce tre zone dove la libertà di stampa ha avuto i maggiori problemi: l’Asia Orientale (Birmania, Cina, Vietnam e Lao); l’Asia Centrale (Turkmenistan, Uzbekistan e Kazaquistan) e il Medio Oriente (Iran, Iraq, Arabia Saudita e Siria).

Abbiamo già citato  i paesi pericolosi – per RSF - nell’America Latina. Qualsiasi coincidenza con la diagnosi del Dipartimento di Stato e la CIA non è affatto casuale.

CON I CARRI ARMATI

Ménard rifiuta di occuparsi della vita del giornalista afro americano Mumia Abu Jamal, che si trova dal 1982 nel corridoio della morte, ma questo era prevedibile. “Non abbiamo fatto mai nulla e non ne parleremo mai. Non si tratta di un tema di libertà di stampa”, ha risposto nel Foro di Le Nouvel Obserbateur parlando di Mumia.

Ma, non à stata chiara però l’operazione di RSF contro la diffusione della verità sul caso di José Couso, cameraman di Telecinco della Spagna, assassinato l’8 ottobre del 2003 nell’Hotel Palestina di Bagdad.

Couso è morto  per lo sparo di un carro armato statunitense contro l’albergo dove notoriamente alloggiava la stampa internazionale da quando era iniziata l’occupazione militare.

Nello stesso giorno in cui Ménard diffondeva la sua relazione manipolata, i familiari e gli amici di Couso chiedevano al Tribuanale Nazionale  l’estradizione in Spagna dei tre militari implicati nel crimine: il sergente Thomas Gibson, dalla compagnia A del reggimento di blindati No.64 della terza divisione di fanteria corazzata dell’esercito degli Stati Uniti, autore dello sparo e il capitano Philiph Wolford, capo di quell’unità, assieme al tenente colonnello Philiph de Camp ce comandava il Reggimento di chi ordinato di sparare.

Quel proiettile ha ammazzato il cameraman spagnolo e il reporter Taras Protsyuk, dell’Agenzia Reuters.Nello stesso giorno gli USA bombardarono le catene televisive arabe Al Jazeera e Abu Dhabis, ammazzando il giornalista Tareq Ayub. Poi, le truppe d’occupazione hanno ucciso Mazen Dana della Reuters,  Alí al Jabit e Alí Abdel Asís di Al Arabica TV. 

La giornalista italiana Giuliana Sgrena si è salavata a stento in un’immotivata  sparatoria da parte dei marins nordamericani mentre la stavano trasferendo all’aeroporto dopo la sua liberazione.

La relazione del giudice spagnolo lamenta l’assenza di collaborazione da parte delle autorità statunitensi alle due petizioni giudiziarie emesse dalla Procura il 21 aprile del 2004 e il 6 giugno del 2005”, accusando Washington di non voler dare informazioni su come si erano svolti i fatti che avevano provocato due morti al piano No. 15 dell’albergo di Baghdad e di non aver nemmeno svolto investigazioni sui tre accusati.

George W. Bush manderà una relazione  alla giustizia di Madrid e permetterà l’estradizione degli assassini del giornalista in Spagna ?

Non è molto improbabile e Ménard – RSF – non si dedica certamente alla diffusione del caso Couso con denunce in ambito internazionale.

Il suo mestiere è un altro: attaccare Fidel Castro perchè Cuba si difende dal blocco e dal terrorismo e tacere sulla morte dei giornalisti avvenute per i proiettili  lanciati dagli Abrams M-1 sulle rive del Tigri.

La chimata Reporters senza Frontiere ha frontiere ideologiche e sponsors miliardari. (Fonte: La Arena)

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