Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

    

E S T E R I

L'Avana. 27 Dicembre 2005

Denunciano che le prigioni  degli USA
in Iraq sono superaffollate

Washington, (PL) – Le prigioni più grandi in Iraq  sono strapiene e la vigilanza occupa almeno 3700 soldati di questo paese, dicono le autorità.

In accordo con il generale John Gardner, responsabile principale delle prigioni nel paese asiatico, l’esercito degli USA mantiene attualmente detenuti 14 mila 500 prigionieri considerati pericolosi. 

L’ufficiale ha anticipato che la maggioranza dei detenuti di questi penitenziari sarà trasferito prima del 2007 ai responsabili di Baghdad, anche se durante una recente ispezione sono stati notati evidenti maltrattamenti ai prigionieri da parte delle nuove autorità dell’Iraq.

Consegneremo le installazioni e i reclusi quando l’attuale governo rispetterà le norme adeguate per il trattamenti dei prigionieri, ha detto Gardner, citato da varie agenzie di stampa.

La coalizione degli aggressori contro il governo di Saddam Hussein, guidata da Washington, ha attaccato l’Iraq nel marzo del 2003. Sino ad oggi sono morti 2165 soldati degli USA e almeno 16.000 sono stati feriti.

Alla metà dell’anno scorso la Casa Bianca ha auspicato la costituzione di un governo di transizione in Iraq, integrato da funzionari leali a Washington e le stesse autorità adesso sono sospettate di torturare i propri compatrioti prigionieri.

L’ambasciatore degli USA a Baghdad, Zalmay Khalilzad, ha informato che 120 prigionieri, vittime di abusi, sono stati trasferiti in due prigioni custodite dalle forze di sicurezza sciite del ministero degli interni. 

Dopo mesi di controversie e un mare di critiche internazionali con scambi di concessioni, la Casa Bianca ha accattato la scorsa settimana un accordo con il Congresso, accettando un’interdizione contro la tortura ai prigionieri.

Le fonti legislative indicano che il senatore repubblicano John McCain ha incontrato il presidente Bush come corollario dell’accordo siglato tra i due poteri politici degli Stati Uniti.

Il patto è una sconfitta per Bush perchè per mesi l’autorità nazionale ha respinto il progetto di proibire esplicitamente la tortura, il trattamento disumano, crudele o degradante per i detenuti accusati di terrorismo.

Nell’ottobre scorso la Casa Bianca aveva minacciato di vietare la legge e il vice presidente Cheney aveva chiesto ai senatori repubblicani di escludere la CIA dagli statuti contro la tortura.

L’emendamento presentato da Mc Cain condanna il trattamento crudele, disumano e degradante di qualsiasi individuo in potere degli agenti federali degli USA, senza considerare il luogo o il paese dove il soggetto è custodito.

I funzionari vicino a Bush hanno condannato l’idea di McCain perchè “legherà le mani del capo dello stato nella sua lotta internazionale contro il terrorismo”.

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