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Denunciano che le prigioni degli USA
in Iraq sono superaffollate
Washington, (PL) – Le prigioni più grandi in Iraq
sono strapiene e la vigilanza occupa almeno 3700
soldati di questo paese, dicono le autorità.
In accordo con il generale John Gardner,
responsabile principale delle prigioni nel paese
asiatico, l’esercito degli USA mantiene attualmente
detenuti 14 mila 500 prigionieri considerati
pericolosi.
L’ufficiale ha anticipato che la maggioranza dei
detenuti di questi penitenziari sarà trasferito
prima del 2007 ai responsabili di Baghdad, anche se
durante una recente ispezione sono stati notati
evidenti maltrattamenti ai prigionieri da parte
delle nuove autorità dell’Iraq.
Consegneremo le installazioni e i reclusi quando
l’attuale governo rispetterà le norme adeguate per
il trattamenti dei prigionieri, ha detto Gardner,
citato da varie agenzie di stampa.
La coalizione degli aggressori contro il governo di
Saddam Hussein, guidata da Washington, ha attaccato
l’Iraq nel marzo del 2003. Sino ad oggi sono morti
2165 soldati degli USA e almeno 16.000 sono stati
feriti.
Alla metà dell’anno scorso la Casa Bianca ha
auspicato la costituzione di un governo di
transizione in Iraq, integrato da funzionari leali a
Washington e le stesse autorità adesso sono
sospettate di torturare i propri compatrioti
prigionieri.
L’ambasciatore degli USA a Baghdad, Zalmay
Khalilzad, ha informato che 120 prigionieri, vittime
di abusi, sono stati trasferiti in due prigioni
custodite dalle forze di sicurezza sciite del
ministero degli interni.
Dopo mesi di controversie e un mare di critiche
internazionali con scambi di concessioni, la Casa
Bianca ha accattato la scorsa settimana un accordo
con il Congresso, accettando un’interdizione contro
la tortura ai prigionieri.
Le fonti legislative indicano che il senatore
repubblicano John McCain ha incontrato il presidente
Bush come corollario dell’accordo siglato tra i due
poteri politici degli Stati Uniti.
Il patto è una sconfitta per Bush perchè per mesi
l’autorità nazionale ha respinto il progetto di
proibire esplicitamente la tortura, il trattamento
disumano, crudele o degradante per i detenuti
accusati di terrorismo.
Nell’ottobre scorso la Casa Bianca aveva minacciato
di vietare la legge e il vice presidente Cheney
aveva chiesto ai senatori repubblicani di escludere
la CIA dagli statuti contro la tortura.
L’emendamento presentato da Mc Cain condanna il
trattamento crudele, disumano e degradante di
qualsiasi individuo in potere degli agenti federali
degli USA, senza considerare il luogo o il paese
dove il soggetto è custodito.
I funzionari vicino a Bush hanno condannato l’idea
di McCain perchè “legherà le mani del capo dello
stato nella sua lotta internazionale contro il
terrorismo”. |