Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

    

E S T E R I

L'Avana. 27 Dicembre 2005

La resistenza intensifica le sue azioni contro la polizia irachena e gli oleodotti
● Altri due soldati nordamericani sono morti in Iraq questo fine settimana ● Sono 2.168 gli effettivi USA uccisi dall’inizio della guerra

BAGHDAD, 26 dicembre. – La resistenza ha inflitto lunedì altre otto perdite alla polizia irachena ed ha attaccato un oleodotto situato a nord della capitale nell’ambito della sua tattica di ostacolare la produzione di petrolio.

Il Ministero degli Interni iracheno ha reso noto che cinque agenti sono morti e altri tre sono rimasti feriti quando una trentina di insorti hanno attaccato con lanciamissili RPG e armi leggere un posto di blocco nei pressi della città di Baquba, a nord di Baghdad.

L’azione è avvenuta di mattina ed è durata circa dieci minuti.

Un altro commando ribelle ha fatto detonare un ordigno esplosivo in un tratto dell’oleodotto della raffineria di Baiji, a nord di Baghdad, che conduce il combustibile verso la capitale.

Il sabotaggio ha provocato un grande incendio e gli addetti a questo tipo di incidenti stanno cercando di spengere le fiamme.

Alcune tv regionali hanno commentato che le installazioni petrolifere costituiscono frequentemente l’obiettivo degli attacchi della resistenza, che cerca di impedire la produzione di petrolio.

Secondo gli esperti è stato proprio l’oro nero il motivo fondamentale dell’invasione anglo-nordamericana del marzo 2003.

Un’auto-bomba è esplosa nel centro di Baghdad al passaggio di un convoglio militare iracheno. Il Ministero degli Interni non ha registrato perdite di nessun tipo tra i membri della pattuglia.

Le stesse fonti hanno ricordato che il giorno prima il Comando Centrale delle truppe statunitensi d’occupazione aveva confermato la morte di altri due soldati in Iraq questo fine settimana.

Un militare ha perso la vita domenica mattina per lo scoppio di un ordigno artigianale al passaggio di una pattuglia che vigilava un settore della capitale. Il comunicato dell’Esercito ha evitato di fornire dati sull’identità e il rango dell’uniformato caduto.

Il secondo soldato è morto quando un gruppo di ribelli ha lanciato granate a frammentazione contro una pattuglia che effettuava la sua ronda di routine. Un’azione contro membri del Servizio d’Informazione dell’Esercito è avvenuta sabato nei pressi della città di Hawiyah, a nord di Baghdad.

Dall’inizio della guerra (marzo 2003) gli Stati Uniti hanno perso in Iraq 2.168 effettivi, la maggior parte dei quali abbattuti dagli insorti.

POWELL METTE IN GUARDIA SULLA POSSIBILITÀ DI UNA GUERRA CIVILE IN IRAQ

Washington, 26 dic. - L’ex segretario di Stato nordamericano, Colin Powell, ha dichiarato di sentirsi preoccupato dalla possibilità che le elezioni in Iraq possano accentuare  le divisioni etniche e portare a una guerra civile, ha reso noto AFP.

Powell ha assicurato che in Iraq si è ampliato il sostegno a un “maggior fondamentalismo” dell’etnia maggioritaria sciita, cosa che inquieta molta gente e avverte che potrebbero esserci da sei a otto mesi d’incertezza prima della formazione di un Governo stabile.

“È un fatto che ci dovrebbe preoccupare”, ha indicato Powell nel programma This Week dell’ABC.

L’ex segretario di Stato nordamericano ha manifestato la sua preoccupazione per la forza delle milizie sciitte nel sud dell’Iraq. “La loro lealtà è con la loro tribu, etnia e regione e non necessariamente con lo sforzo effettuato a livello nazionale o col Governo centrale”.

“Il punto è: saranno gli sciiti sufficientemente sensati, quando avranno assunto l’autorità, per esercitarla in modo da proteggere gli interessi e i diritti dei sunniti?”

“Se gli sciiti vedranno soltanto (in questi risultati) un’opportunità per opprimere i sunniti, allora avremo dei problemi e si potrebbe verificare una guerra civile”, ha sottolineato Powell.

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