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La resistenza intensifica le sue
azioni contro la polizia irachena e gli oleodotti
● Altri due soldati nordamericani
sono morti in Iraq questo fine settimana ● Sono
2.168 gli effettivi USA uccisi dall’inizio della
guerra
BAGHDAD, 26 dicembre. – La resistenza ha inflitto
lunedì altre otto perdite alla polizia irachena ed
ha attaccato un oleodotto situato a nord della
capitale nell’ambito della sua tattica di ostacolare
la produzione di petrolio.
Il
Ministero degli Interni iracheno ha reso noto che
cinque agenti sono morti e altri tre sono rimasti
feriti quando una trentina di insorti hanno
attaccato con lanciamissili RPG e armi leggere un
posto di blocco nei pressi della città di Baquba, a
nord di Baghdad.
L’azione è avvenuta di mattina ed è durata circa
dieci minuti.
Un
altro commando ribelle ha fatto detonare un ordigno
esplosivo in un tratto dell’oleodotto della
raffineria di Baiji, a nord di Baghdad, che conduce
il combustibile verso la capitale.
Il
sabotaggio ha provocato un grande incendio e gli
addetti a questo tipo di incidenti stanno cercando
di spengere le fiamme.
Alcune
tv regionali hanno commentato che le installazioni
petrolifere costituiscono frequentemente l’obiettivo
degli attacchi della resistenza, che cerca di
impedire la produzione di petrolio.
Secondo
gli esperti è stato proprio l’oro nero il motivo
fondamentale dell’invasione anglo-nordamericana del
marzo 2003.
Un’auto-bomba è esplosa nel centro di Baghdad al
passaggio di un convoglio militare iracheno. Il
Ministero degli Interni non ha registrato perdite di
nessun tipo tra i membri della pattuglia.
Le
stesse fonti hanno ricordato che il giorno prima il
Comando Centrale delle truppe statunitensi
d’occupazione aveva confermato la morte di altri due
soldati in Iraq questo fine settimana.
Un
militare ha perso la vita domenica mattina per lo
scoppio di un ordigno artigianale al passaggio di
una pattuglia che vigilava un settore della
capitale. Il comunicato dell’Esercito ha evitato di
fornire dati sull’identità e il rango
dell’uniformato caduto.
Il
secondo soldato è morto quando un gruppo di ribelli
ha lanciato granate a frammentazione contro una
pattuglia che effettuava la sua ronda di routine.
Un’azione contro membri del Servizio d’Informazione
dell’Esercito è avvenuta sabato nei pressi della
città di Hawiyah, a nord di Baghdad.
Dall’inizio della guerra (marzo 2003) gli Stati
Uniti hanno perso in Iraq 2.168 effettivi, la
maggior parte dei quali abbattuti dagli insorti.
POWELL
METTE IN GUARDIA SULLA POSSIBILITÀ DI UNA GUERRA
CIVILE IN IRAQ
Washington, 26 dic. - L’ex segretario di Stato
nordamericano, Colin Powell, ha dichiarato di
sentirsi preoccupato dalla possibilità che le
elezioni in Iraq possano accentuare le divisioni
etniche e portare a una guerra civile, ha reso noto
AFP.
Powell ha
assicurato che in Iraq si è ampliato il sostegno a
un “maggior fondamentalismo” dell’etnia
maggioritaria sciita, cosa che inquieta molta gente
e avverte che potrebbero esserci da sei a otto mesi
d’incertezza prima della formazione di un Governo
stabile.
“È un
fatto che ci dovrebbe preoccupare”, ha indicato
Powell nel programma This Week dell’ABC.
L’ex
segretario di Stato nordamericano ha manifestato la
sua preoccupazione per la forza delle milizie
sciitte nel sud dell’Iraq. “La loro lealtà è con la
loro tribu, etnia e regione e non necessariamente
con lo sforzo effettuato a livello nazionale o col
Governo centrale”.
“Il
punto è: saranno gli sciiti sufficientemente
sensati, quando avranno assunto l’autorità, per
esercitarla in modo da proteggere gli interessi e i
diritti dei sunniti?”
“Se gli sciiti
vedranno soltanto (in questi risultati)
un’opportunità per opprimere i sunniti, allora
avremo dei problemi e si potrebbe verificare una
guerra civile”, ha sottolineato Powell. |