Montaner intervistato contraddiceva
Montaner terrorista e rispondendo alla domanda: "Pensa
che questi impegni le hanno lasciato il tempo di
scrivere, cioè di praticare la sua iniziale
vocazione?", ha segnalato.
"Caro Lauro, ma certo che sì. Ho 61
anni e da 15 la detta Rivoluzione cubana mi ha
mantenuto perfettamente occupato..."
Tutto lì insomma! Siamo in presenza
di’un terrorista precoce, qualcuno che gli psicologi
degli USA definiscono come un "teenager terrorist".
In un suo articolo, Montaner
riconosce che in effetti, come ha segnalato Jean Guy
Allard, egli fu detenuto nel dicembre del 1960 a 17
anni per aver "Cospirato contro i Poteri dello Stato"
e oggi vuole farci credere che cospirare contro i
poteri dello stato non ha niente a che vedere con il
terrorismo.
In un’ulteriore occasione Montaner
intervistato ha ancora contraddetto Montaner
terrorista. Angel de Jesús Piñeira lo intervistò
nell’aprile del 1962 per la rivista Avance di Miami,
nella quale si legge che Carlos Alberto Montaner
condivideva la guida di "Azione e Sabotaggio", dell’Organizzazione
Riscatto Studentesco, con Alfredo Carrión Obeso.
Nella semantica attuale "terrorismo"
è la stessa cosa che negli anni ‘60 si chiamava "azione
e sabotaggio". Tutto lì!
Montaner dice: "... siamo stati
arrestati proprio mentre si cominciava a prender
parte alla guerriglia contadina sull’Escambray, dove
si lottava eroicamente per cercare d’impedire il
consolidamento della dittatura comunista a Cuba..."
Ha forse dimenticato, a 62 anni, che
furono gli Stati Uniti attraverso la CIA a creare e
fomentare il banditismo nell’Escambray, che costò la
vita a più di 500 cubani, tra i quali i maestri
alfabetizzatori Conrado Benitez e Manuel Ascunce?
Montaner giornalista, sfuggendo alle
accuse di terrorista si rivela un criminale agente
della CIA. Tutto lì!
Da un punto di vista la miglior
risposta da parte di Montaner all’accusa di essere
un agente della CIA, che gli ha fatto Jean Guy
Allard, era far finta di niente...
Dopo tutto questo lo consiglia anche
Vaclav Havel ai salariati del governo degli USA che
radicano a Cuba.
Montaner non ha però seguito i saggi
consigli di Havel e questo fa parte degli aspetti
insondabili della natura umana.
A Cuba e in altri luoghi dell’America
latina si cita un proverbio che sostiene che "I
peperoni bruciano la bocca a chi li mangia!" e
questo spiega perchè Montaner non ha ascoltato Havel!
In un discorso del 2002, Douglas
Feith, capo degli affari politici del Pentagono
riconobbe lo sgradevole fatto che negli ultimi tre
decenni il mondo - e anche gli Stati Uniti – stavano
tollerando il terrorismo e aggiunse che nel mondo,
dopo l’11 settembre, nessuno che aspiri ad essere
rispettabile può tollerare e tanto meno sostenere
terroristi che in passato possano essere stati visti
come "difensori della libertà".
Forse questo spiega in parte perchè
Montaner fugge spaventato dal suo passato e confessa
con amarezza: " A volte ho la sensazione che la
nostra storia o la storia della mia generazione sia
quella d’un gruppo prigioniero di una sorta di
sabbie mobili maledette".
A confessione di parte non serve
apportare di prove...(Rebelión)