Il decimo anniversario dell’accesso
di Cuba ai servizi Internet, la rete delle reti
delle conoscenze nel cosiddetto cyberspazio, si
compie quest’anno con un bilancio positivo su tutti
i fronti di lavoro del paese.
Correva l’anno 1996 quando la
dottoressa Rosa Elena Simeón, allora ministra di
Scienza, Tecnologia e Ambiente, segnalò durante la
cerimonia inaugurale il difficile cammino che si
stava iniziando e definì la messa in marcia di
Internet nel nostro territorio come una "lotta
complessa dove dovremo applicare tutta la nostra
intelligenza, creatività e disciplina, allo scopo di
approfittare al massimo delle opportunità
d’informazione per settori vitali..."
L’esistenza di 377.000 computers
(con una proporzione di 3,4 ogni 100 abitanti),
usate per scopi di pubblica utilità, permette di
affermare oggi che Cuba sta estendendo la
socializzazione delle Nuove Tecnologie dell’Informazione
(TIC).
La media aumenta considerevolmente
se si considera che queste macchine si trovano in
centri di studio, culturali, industriali e sanitari,
oltre che nelle banche e negli uffici postali.
Il 100% dei centri d’insegnamento,
per esempio, utilizza le TIC come appoggio ai
programmi scolastici, assieme a televisori e video,
a vantaggio dei 2.230.658 studenti delle 12.784
scuole esistenti.
Tutti gli istituti di studio del
paese impiegano computers nel processo
docente-educativo, comprese 2.368 scuole rurali con
pannelli solari fotovoltaici, 93 delle quali hanno
un numero di iscritti pari a un solo alunno.
Sta contemporaneamente aumentando il
numero di persone con accesso a Internet ed al
servizio di posta elettronica – circa 900.000 –, che
possono utilizzare sale pubbliche adibite a questi
servizi. Solo attraverso la rete della salute
INFOMED, accedono personalmente 30.000
professionisti, medici e paramedici. In questo
stesso settore si sta attualmente espandendo
l’informatizzazione e connessione in rete dei
consultori del medico e dell’infermiera della
famiglia, nucleo fondamentale dell’assistenza
sanitaria primaria alla popolazione.
E che dire dell’economia?
L’imprenditore che al giorno d’oggi
disponga soltanto di una parte dell’informazione,
per quanto ampia e attualizzata sia, sta camminando
lungo la strada del fallimento.
Commenti simili potrebbero essere
fatti in rapporto ai criteri per valutare nuovi
esperimenti scientifici a Cuba.
Internet permette di conoscere
rapidamente quel che è stato conseguito in qualsiasi
parte del mondo in tutti i rami della scienza e
sulla base di quali presupposti teorici.
Quali sono i vantaggi? Da una parte
non si perde tempo ripetendo ciò che altri hanno già
fatto e dall’altra si accelerano le ricerche,
comprovando infine la novità o l’obsolescenza delle
idee sul tappeto. Non si perdono nè tempo nè risorse.
E per quanto riguarda l’ampio mondo
delle conoscenze attualizzate che Internet apre tra
gli studenti di qualsiasi grado ed età?
L’ampio viale di Internet che Cuba
ha iniziato a percorrere dieci anni fa permette oggi,
da qualsiasi punto di vista si guardi, di accelerare
il passo verso il pieno sviluppo economico,
scientifico e culturale del paese.
Senza contare la capacità
moltiplicatrice che la rete delle reti ha permesso
di dare ai messaggi cubani di pace e solidarietà
emessi quotidianamente da entità statali, ministeri,
organizzazioni non governative e persone che vi
accedono individualmente. Oggi, in questo grande e
complesso mondo, la verità di Cuba si può trovare in
ogni angolo, ogni giorno, ad ogni ora, grazie ad
Internet. I Cinque Eroi ingiustamente prigionieri
nelle carceri statunitensi vengono difesi mediante
Internet nel territorio dell’Impero così come nel
resto del mondo.
Internet a Cuba, nel suo decimo
anniversario, sta avanzando in tutti i campi dell’opera
umana.
STORIA DI UNA RETE
Internet è una parola inglese che
significa "nella rete". Le sue origini risalgono ad
un progetto militare statunitense che puntava ad
ottenere una rete di comunicazioni sicura che
potesse essere mantenuta anche nel caso che venisse
meno uno dei suoi punti d’appoggio. Nacque così
ARPA, rete d’informazione iniziata nel 1960, che si
propose di collegare tra loro equipaggiamenti
situati in luoghi diversi, anche se qualcuno di
questi fosse momentaneamente fuori servizio nel
quadro di un conflitto militare. I sistemi o
protocolli che permisero infine quest’interconnessione
vennero sviluppati nel 1973 dall’informatico Vinton
Cerf e dall’ingegnere Robert Kahn, anche lui
statunitense, conosciuti come Protocollo di Internet
(IP) e Protocollo di Controllo di Trasmissione (TCP).
Questa Internet incipiente (chiamata
ARPANET), già fuori dall’ambito strettamente
militare, ebbe un grande sviluppo negli Stati Uniti,
connettendo tra loro una gran quantità di università
e centri di ricerca. Centri europei e del resto del
mondo si unirono alla rete, formando quella che è
conosciuta come la grande ragnatela mondiale (World
Wide Web). ARPANET cessò di esistere nel 1990.
L’informatico britannico Timothy
Berners-Lee, sviluppò la World Wide Web per
l’Organizzazione Europea di Ricerca Nucleare, alla
fine del 1989. Il suo piano era quello di creare una
rete per lo scambio d’informazioni tra i ricercatori
che partecipavano a progetti legati a quest’organizzazione.
L’obiettivo si realizzò utilizzando archivi
contenenti l’informazione in forma di testi, grafici,
suono e video. Questo sistema di ipertesti propiziò
lo straordinario sviluppo di Internet come mezzo
attraverso il quale circola una gran quantità
d’informazione e si può navigare utilizzando i
cosiddetti ipervincoli.
È attualmente in fase di sviluppo il
cosiddetto Internet 2, una ridefinizione del sistema
che ha come obiettivo principale lo scambio di dati
multimediali in tempo reale; questo progresso si
verificherà di pari passo con il miglioramento delle
linee di comunicazione, con la banda larga come
principale alleato.
Il 90% delle informazioni in
Internet viene generato in lingua inglese per circa
300 milioni di computers disseminati in tutto il
mondo, fondamentalmente nei paesi dall’alto sviluppo
economico.