CIRCA 2 milioni di persone hanno
appreso a leggere e scrivere in 13 paesi della
regione da quando il programma d’alfabetizzazione
Io si che posso è stato applicato in Venezuela
fino all’inizio della sua utilizzazione in Bolivia.
Le ricorrenti incursioni di Cuba
nelle campagne d’alfabetizzazione – a partire da
quella che nel 1961 permise di dichiarare il paese
territorio libero dall’analfabetismo – garantiscono
la preparazione dei professionisti cubani che
prestano collaborazione in altre nazioni.
L’utilizzo della televisione come
mezzo di sostegno nei modelli educativi
d’alfabetizzazione è stata un’idea di Fidel. In
precedenza, nel 1998, venne creato un progetto per
mezzo del quale impararono a leggere e scrivere
circa 100.000 haitiani.
L’uso della televisione è stato
introdotto quando la Rivoluzione bolivariana ha
deciso di sradicare l’analfabetismo. La nuova
variante permette di imparare a leggere e scrivere
in 7 settimane. È stato così cambiato il paradigma
dell’educazione tradizionale, che esige la presenza
del professore di fronte agli alunni.
Il modello è stato denominato Io
si che posso proprio in Venezuela ed ha permesso
l’alfabetizzazione di 1,4 milioni di cittadini del
paese sudamericano. La gran parte degli
alfabetizzati ha deciso di continuare a studiare in
un altro progetto per raggiungere il 6º grado.
Questo programma di continuazione si chiama Io si
che posso continuare. Coloro che lo iniziano
hanno già terminato la prima fase, raggiungendo un
livello equivalente al 4º grado.
L’applicazione del sistema Io si
che posso, secondo il direttore della Cattedra
d’Alfabetizzazione ed Educazione per Adulti dell’Istituto
Pedagogico Latinoamericano e Caraibico (IPLAC), José
Ricardo del Real, "coinvolge grandi gruppi di
persone con una considerevole economizzazione di
risorse e garantendo sempre la qualità del processo".
Sono numerosi i metodi
d’alfabetizzazione esistenti nel mondo, ma nessuno è
come questo. Tutti gli altri sono basati sulla
presenza dell’insegnante, che dev’essere ben
preparato a svolgere questo lavoro. Il metodo cubano
necessita soltanto di personale di sostegno, del
quale può far parte qualsiasi persona alfabetizzata
della comunità che abbia superato un breve corso, in
quanto il lavoro principale viene svolto dalle
lezioni registrate nei video.
Secondo del Real "il metodo è molto
flessibile e può essere adattato alle realtà delle
differenti comunità". È già stato confezionato in
portoghese, inglese e francese, oltre che in
spagnolo. Nel caso della Bolivia, per esempio, il
programma è in fase di adattamento alle
caratteristiche sociali, culturali e linguistiche,
in modo che possa venire priorizzato l’insegnamento
di ognuno degli idiomi parlati in questo paese".
Il presidente Evo Morales si era
impegnato ad eliminare l’analfabetismo poco tempo
prima che si iniziasse un’opera concreta in questo
senso, con l’obiettivo di poter contare su una
popolazione meglio preparata per affrontare lo
sviluppo del paese.
Félix Patzi, ministro cubano dell’Educazione,
ha affermato a L’Avana durante il congresso
internazionale ‘Università 2006’, che la
modernizzazione del programma educativo boliviano
sarà in funzione delle necessità della nazione e del
riscatto dell’identità culturale dei popoli indigeni.
Io si che posso è un metodo
creato per alfabetizzare giovani e adulti, basato
sull’ampiezza della conoscenza che queste persone
hanno dei numeri, anche se non sanno leggere. È
molto facile insegnare loro a scrivere per mezzo di
un’associazione di lettere e numeri.
La realizzazione di campagne
d’alfabetizzazione può costituire un palliativo per
ridurre gli alti indici di analfabetismo esistenti
nei paesi poveri ma, come ha segnalato José del
Real, "è necessaria una volontà politica dei Governi
che garantisca la continuità dell’insegnamento,
affinchè il numero degli analfabeti non continui a
crescere".
Il metodo Io si che posso è
stato utilizzato (avvalendosi della consulenza
cubana) in Nuova Zelanda, Ecuador ed in alcuni stati
messicani come Michoacán e Oaxaca. Sempre
adattandolo alle caratteristiche di ogni regione.
Il Primo Congresso Internazionale
d’Alfabetizzazione si è svolto a Cuba nel 2005. Cuba
ha offerto il programma Io si che posso all’UNESCO,
per contribuire a ridurre in poco tempo gli indici
di analfabetismo. Un rilevante numero di paesi ha
riconosciuto i risultati soddisfacenti del progetto
durante la 33º Conferenza Generale di quest’organizzazione
dell’ONU.
La Conferenza ha stabilito che, dal
5 al 9 giugno di quest’anno si svolgerà a L’Avana il
Seminario Internazionale sulle Politiche
d’Alfabetizzazione e Post-Alfabetizzazione. Tra le
principali tematiche che verranno affrontate ci
saranno: Alfabetizzazione bilingue e multilingue;
Sviluppo interculturale; Approccio di genere e
ruralità; Alfabetizzazione in comunità indigene e di
persone con necessità educative speciali.
Altre importanti informazioni sul
Seminario possono venire richieste inviando una mail
all’indirizzo