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Dieci congressisti degli USA verranno
a Cuba per due giorn
• La maggior delegazione in visita
nell’Isola dal 1959
Granma Int. – La maggior delegazione di congressisti
statunitensi che ha visitato Cuba dal 1959 giungerà
nell’isola venerdì 16, ha pubblicato El Nuevo Herald
con alcune dichiarazioni del congressista William
Delahunt.
La delegazione che rappresenta i due partiti rimarrà
a Cuba sino a domenica 17 ed ha gia confermato vari
incontri con personalità del governo cubano e
diplomatici degli USA presenti nell’Isola.
“Questa è la delegazione più grande mai inviata a
Cuba dal Congresso ed è davvero nuova per la su
formazione: tutti i suoi membri vogliono esplorare
nuove opportunità di dialogo. A me interessano
soprattutto i viaggi dei nostri connazionali
nell’Isola” ha dichiarato William Delahunt, “ma gli
altri hanno altre idee e le esporranno”.
Oltre a Delahunt, formano parte del gruppo i
repubblicani Jeff Flake, Jo Ann Emerson e Mike
Conaway e i democratici James P. McGovern, Jane
Harman, Gregoy Meeks e Hilda Solis.
Tutti fanno parte del detto Gruppo di lavoro su
Cuba, creato due anni fa da Delahunt e Flake, due
veterani che vogliono realizzare contatti
nell’Isola.
“Abbiamo organizzato il gruppo con l’obiettivo
preciso di cambiare e dare una nuova svolta alle
relazioni bilaterali, mettendo a fuoco soprattutto
il permesso di viaggiare a Cuba” ha detto Delahunt.
In un discorso nel Consiglio Nazionale delle
Relazioni Internazionali a Washington, il
congressista democratico ha rivelato che l’anno
prossimo la Camera dei Rappresentanti con tutta
probabilità approverà un rilassamento delle
restrizioni di viaggio nell’Isola e sull’invio delle
rimesse.
Delahunt è convinto che le regole che limitano i
nordamericani nelle visite familiari nell’Isola –
solo una ogni tre anni – e restringono l’invio delle
rimesse – solo 100 USD a trimestre - sono crudeli e
devono cambiare presto.
Il 2 dicembre, giorno della fondazione delle Forze
Armate Rivoluzionarie, il primo vicepresidente di
Cuba, Raúl Castro, ha presieduto la sfilata militare
ed ha espresso la possibilità di stabilire negoziati
con Washington.
“Volgiamo riaffermare la nostra disposizione di
risolvere, negoziando, la contesa prolungata tra gli
USA e Cuba, sempre e quando l’Unione accetterà la
condizione che il nostro paese non tollererà mai
ombre sulla sua indipendenza, con una base di
reciprocità, uguaglianza, non ingerenza e rispetto
mutuo” ha detto Raúl Castro ed è stata la seconda
volta che ha menzionato questi temi da quando ha
assunto il potere il 31 luglio.
La prima volta ne parlato in agosto, in
un’intervista rilasciata al quotidiano cubano di
governo Granma. (RHC).
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