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Giustizia e libertà immediata
per i Cinque
• L’incontro nella sede della OSPAAAL
Granma Int. – Vari rappresentanti della
Organizzazione di Solidarietà con i Popoli d’Asia,
Africa e America Latina (OSPAAL), hanno organizzato
un nuovo incontro di solidarietà con la causa dei
Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi
nelle prigioni nordamericane, per esigere giustizia
e la loro libertà immediata.
Durante l’incontro con i familiari di Gerardo
Hernández, Ramón Labañino, Fernando González,
Antonio Guerrero e René González, sono stati
presentati i nuovi posters che si useranno per la
giornata internazionale di promozione e di appoggio
alla nobile causa dei Cinque.
L’avvocatessa Nurys Piñero, del gruppo della difesa
dei Cinque cubani, ha offerto un’attualizzazione del
caso politicizzato da Washington ed ha spiegato che
vanno ricordati tutti gli elementi dell’ingiusta
condotta della Procura dal momento stesso della
detenzione, avvenuta il 12 settembre del l998.
L’avvocatessa ha precisato che entro il 22 dicembre
prossimo, la Procura degli USA dovrà presentare
alla Corte Federale la sua relazione e gli argomenti
che ritiene debbano rimanere nell’appello, per
continuarne il tramite.
“La Corte potrà decidere se ascoltare argomenti
orali o emettere la sua decisione su una possibile
richiesta di riconsiderazione o di un procedimento
davanti alla Corte Suprema. Ogni volta diviene più
esteso questo processo e per questo è indispensabile
la denuncia e la conoscenza dell’opinione pubblica
del caso”.
La Piñero ha ricordato che si deve combattere perchè
non solo si dia una soluzione alla causa, ma che si
imponga un comportamento che freni le costanti
violazioni e le torture psicologiche che si
esercitano contro i Cinque e le loro famiglie. Il
governo degli Stati Uniti ha cambiato il
procedimento per la richiesta delle visite
temporanee in forma tale che attualmente la
richiesta deve provenire dal territorio USA e dalla
stessa persona che dovrà ricevere la visita, che
dovrà chiedere per telefono l’appuntamento che si
svolgerà nell’Ufficio d’Interesse degli USA,
all’Avana. Questo impedisce maggiormente le
possibilità di ottenere un visto per i familiari dei
Cinque, perchè questi cubani innocenti sono
rinchiusi in prigioni d’alta sicurezza e per loro è
impossibile chiamare con un telefono perchè sono
soggetti alla dura disciplina imposta. È molto
difficile pensare che nel 2007 un familiare potrà
visitare uno dei Cinque... Si stanno commettendo
incredibili ingiustizie e questa è una vera tortura
psicologica che non ferisce solo i Cinque, ma tutti
i loro cari che necessitano tanto questi contatti.
Queste ingiustizie vanno impedite ed eliminate e
per questo i familiari continuano instancabili la
loro lotta e la strada della denuncia e della
solidarietà” ha affermato ancora l’avvocatessa.
(RHC).
ESIGONO A MIAMI LA LIBERTÀ DEI CINQUE
Granma Int. - Organizzazioni e personalità della
cultura e della società di Miami hanno realizzato un
incontro in un popolare ristorante di questa città
per reclamare la libertà dei Cinque antiterroristi
cubani ingiustamente reclusi negli USA.
Tutte le organizzazioni che compongono la Alianza
Martiana a Miami: la Brigata Antonio Maceo,
l’Alleanza dei Lavoratori della Comunità Cubana
(ATC), la Alianza Martiana - come organizzazione
individuale - il Circolo Bolivariano di Miami e
l’Associazione delle Donne Cristiane in Difesa
della Famiglia, hanno organizzato l’incontro per
ricordare l’ingiusta condanna inflitta ai Cinque,
detenuti da più di otto anni.
L’incontro avvenuto ha coinciso con una nuova prova
della natura terrorista della direzione del settore
dell’estrema destra cubano americana di Miami.
Sabato 16 è stata confermata l’autenticità delle
dichiarazioni della congressista Ileana Ros, la voce
principale di questo settore a proposito dei
tentativi di assassinio del presidente cubano, fatte
al regista del documentario britannico "638 Ways to
Kill Castro" (638 Maniere per uccidere Castro).
Non c’è nulla di nuovo: negli ultimi 48 anni questo
settore contro rivoluzionario ha perpetrato
innumerevoli azioni terroriste contro il popolo
cubano e i suoi dirigenti, che sono costate la vita
a circa 3500 cubani.
Le dichiarazioni di Ileana Ros sono “speciali”
perchè è stata eletta di recente dai suoi colleghi
repubblicani per occupare il posto di leader della
minoranza nel Comitato per le Relazioni Estere della
Camera Federale dei Rappresentanti del prossimo
Congresso.
“È così che il Congresso degli USA dimostra il suo
impegni nella lotta contro il terrorismo? ”, è stato
chiesto ripetutamente.
Anche in questa occasione è stato reiterato alle
autorità nordamericane il reclamo di libertà per i
Cinque vilmente reclusi per aver combattuto il
terrorismo: “Che si giudichino e si condannino i
terroristi dell’estrema destra cubano americana a
Miami,responsabili di tanti crimini!” è stato
denunciato. (RHC).
L’ASSOCIAZIONE CULINARIA DI CUBA RECLAMA LA LIBERTÀ
DEI CINQUE
Granma Int. – L’Associazione Culinaria di Cuba
reclama l’immediata liberazione dei Cinque patrioti
cubani ingiustamente reclusi da più di otto anni
negli USA per aver combattuto il terrorismo
fomentato in questo paese contro l’Isola.
I circa 11.500 associati di questa organizzazione –
chefs e persone affini all’arte culinaria esigono
giustizia e che la verità su questa causa si
imponga, si legge nel testo del messaggio letto
nell’ambito della Giornata Mondiale di Solidarietà
con i Cinque.
Il documento avvisa che non basteranno le pagine
della storia per accusare, incolpare e giudicare il
governo nordamericano di George W. Bush, precursore
del terrorismo in tutto il mondo.
Gli antiterroristi cubani Antonio Guerrero, Fernando
González, Gerardo Hernández, Ramón Labañino e René
González sono reclusi negli USA per aver
interferito nell’organizzazione e la realizzazione
di azioni terroriste da parte di gruppi criminali
che vivono liberi nell’Unione.
Questi gruppi di delinquenti hanno provocato a Cuba
3500 vittime e più di duemila feriti e invalidi tra
la popolazione cubana, con azioni violente
realizzate in 48 anni senza interruzioni.
In un processo manipolato svolto a Miami i Cinque
sono stati condannati a pene abnormi, dai 15 anni a
due ergastoli.
Il 27 maggio del 2005 il Gruppo di Lavoro sulle
detenzioni arbitrarie della ONU ha dichiarato
arbitraria la loro reclusione chiedendo agli Stati
Uniti la liberazione immediata di questi Cinque
Patrioti cubani.
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