Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

    

n o t i z i e

L'Avana. 27  Dicembre 2006

Reclamata la libertŕ  per i 5 antiterroristi cubani prigionieri negli USA

• Basta con la censura della stampa internazionale             

Granma Int. – L’Istituto Cubano d’Amicizia con i Popoli, (ICAP), l’Unione dei Giornalisti di Cuba (UPEC), e l’Associazione Cubana dei Comunicatori Sociali hanno reclamato la liberazione dei Cinque antiterroristi cubani reclusi negli USA.

Queste organizzazioni hanno emesso una dichiarazione nella sede del ICAP, nell’ambito della campagna mondiale per l’immediata scarcerazione dei Cinque Patrioti.

Sono piů di otto anni che i 5 Eroi cubani sono reclusi nelle prigioni d’alta sicurezza degli Stati Uniti, perchč raccoglievano informazioni sui piani terroristi contro Cuba elaborati ed eseguiti dai settori dell’estrema destra che operano con totale impunitŕ, protetti dalla Casa Bianca, ricorda la dichiarazione.

L’arresto, il trattamento crudele, le illegalitŕ del processo manipolato e le pene abnormi inflitte dal tribunale di Miami sono elementi sconosciuti dalla maggioranza dell’opinione pubblica nordamericana, aggiunge il testo.

La stampa che controlla le notizie in questo paese ha usato  censura e silenzio, tacendo le scandalose violazioni del processo, marcato da sentimenti di vendetta e dalla politicizzazione di influenti gruppi anticubani, segnala ancora il testo.

La condizione di Eroe contro il terrorismo dei Cinque cubani: René Gozález, Gerardo Hernández, Ramón Labańino, Antonio Guerrero e Fernando González č censurata e nascosta in uno dei casi piů scandalosi di censura imposta dall’impero mediatico internazionale, si legge.

Il tema, unicamente, ha avuto eco nei mezzi di comunicazione egemonici di Miami, che hanno manipolato il caso dall’inizio, con l’obiettivo di fare pressione sui membri della giuria e per distorcere l’immagine dei Cinque antiterroristi detenuti.

Tre anni fa il The New York Times ha pubblicato una pagina sul caso avvertendo che si trattava di pubblicitŕ pagata, grazie alla generositŕ di migliaia di amici di Cuba che hanno finanziato quegli spazi costosi.

I comunicatori cubani e il lICAP esigono che si diffonda la veritŕ su questo caso e che si rivendichi la condizione di Patrioti e di sacrificati di coloro che hanno affrontato il pericolo d’infiltrarsi nelle organizzazioni terroriste che operano negli Stati Uniti.

Il ICAP, la UPEC e l’Associazione Cubana dei Comunicatori Sociali invitano a rafforzare l’esigenza di interrompere il silenzio su questo caso e che gli Stati Uniti pongano fine all’ingiustizia colossale che stanno compiendo,  che termini finalmente la loro reclusione e che i Cinque ritornino finalmente a casa. 
 

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