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Nasce Camp 6, il carcere
dell’isolamento totale
PATRICIA LOMBROSO
Potrebbe chiamarsi “Guantánamo 2”, ma non ci sono
strade alberate e laghetti, solo sbarre d'acciaio,
porte di vetro e la luce sempre accesa.
Il supercarcere chiamato Camp Delta non bastava: la
nuova sezione della galera per terroristi più famosa
(e infame) del mondo è sempre nell'angolo dell'isola
di Cuba, battente bandiera americana, e si chiama
Camp 6: è costata 37 milioni di dollari e ospiterà
178 detenuti.
Nei giorni scorsi ci sono entrati i primi 42
prigionieri. Tra loro potrebbe esserci anche David
Hicks, l'australiano arrestato cinque anni fa in
Afghanistan e da allora incamminato sulla via della
pazzia. Le autorità militari del carcere gli hanno
negato la visita psichiatrica.
La parola d'ordine di Camp 6 è “Isolamento totale”.
Nella vecchia Guantánamo i carcerieri potevano tutto
(per esempio picchiare i detenuti, come hanno
ammesso 23 secondini in un'inchiesta condotta dal
Pentagono) e i carcerati niente. In quella nuova
sarà peggio.
“Il Military commission act” approvato dal
presidente Bush in ottobre ha spazzato via lo scarso
diritto alla difesa che restava e moltiplicato gli
abusi di potere. E' urgente un'inchiesta
internazionale indipendente”, ha detto Cathryn
Newell Beirman, dell'organizzazione Human Rights
Wacht, ha appena visitato Guantánamo. Tutte e due le
Guantánamo.
Domanda: “Siete riusciti a sapere chi sono questi 42
detenuti di Guantánamo gia trasferiti nel
supercarcere”?
C.N.B.: “Ogni dettaglio sui detenuti è tenuto
segreto. Le notizie sono scarse e quanto realmente
avviene in quel carcere è inaccessibile a chiunque
non sia gradito alla Casa Bianca e al Pentagono.
Vale in particolare per gli osservatori dell'ONU e
per le organizzazioni dei diritti civili”.
D.: “Quali sono le ragioni addotte dai militari per
questo nuovo supercarcere”?
C.N.B.: “Il comandante Robert Durand, che gestisce
Guantánamo, sostiene che Camp 6 servirà per
proteggere i secondini dai rischi di attacchi da
parte dei detenuti che non cooperano
sufficientemente. Questi detenuti vengono
classificati con il termine tecnico-militare di poco
arrendevoli”.
D.: “Come si fa a diventare un detenuto poco
arrendevole”?
C.N.B.: “Causando incidenti per atti di
disperazione, spesso provocati da pestaggi arbitrari
e continuati, violenze fisiche e mentali, osando
resistere alle irruzioni in cella, alle infrazioni
arbitrarie, alle dissacrazioni del Corano...”
D.: “L'isolamento totale del nuovo carcere è legato
ai casi di sciopero della fame collettiva e ai
suicidi in cella avvenuti in giugno”?
C.N.B.: “Aprire Camp 6 non è davvero una decisione
motivata dalla salvaguardia dell'incolumità dei
detenuti, quanto dal fatto che essi costituiscono un
pericolo, dice il Pentagono, per l'incolumità dei
loro torturatori. Su che cosa sia un attacco dei
detenuti, l'interpretazione del Pentagono è ampia e
discrezionale. Un esempio citato dai militari
consiste nell'utilizzo improprio da parte dei
detenuti degli utensili in plastica forniti dallo
stesso carcere”.
D.: “Quali sono le condizioni di detenzione per i
detenuti a Guantánamo, una volta trasferiti a Camp
6”?
C.N.B.: “ Il nuovo carcere è progettato per
l'isolamento totale dei detenuti.
Contiene 178 celle, ciascuna con un solo detenuto,
senza alcun contatto con nessun altro. Le celle sono
cubicoli, piccole tombe bianche con illuminazione
artificiale 24 ore su 24. Ci sono un bugliolo in
ferro e un giaciglio in plastica, null'altro. Il
portello di accesso alla cella è in vetro, per
escludere ogni forma di intimità. La cosiddetta area
riservata per la ricreazione, cui nessuno ha
diritto, è stata suddivisa in piccoli spazi di
accesso individuale per impedire ogni forma di
contatto fra detenuti. L'area delle docce è
strutturata in modo tale che ogni detenuto viene
incatenato mani e piedi prima di uscire dallo spazio
doccia. Al secondo piano, dove ci sono le celle, è
stata costruita una barriera di filo spinato per
impedire i suicidi...”.
D.: “Human Rights Watch, altre organizzazioni
internazionali, governi europei, il segretario
generale dell'ONU: avete tutti invocato la chiusura
di Guantánamo per il trattamento inumano e
degradante dei detenuti. Come ha risposto il
Pentagono”?
C.N.B.: “In modo talmente contorto che ogni volta
che i militari rilasciano dichiarazioni sulle
condizioni di detenzione a Guantánamo noi siamo
costretti a decodificarle. Prendiamo l'isolamento
totale, per esempio. I militari sostengono che i
detenuti nelle celle di massima sicurezza in realtà
non sono in condizioni di isolamento totale
perché... ogni volta che subiscono gli interrogatori
il loro isolamento viene interrotto”! (Il
Manifesto)
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