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Il giorno del VIH/SIDA
• Non ci sono buone notizie...
JULIETT
MORALES GARCÍA
Il Giorno Mondiale di Lotta contro il VIH/SIDA si
ricorda il1º dicembre Senza buone notizie di una
diminuzione notevole del numero degli infettati e
dei morti. Lontana dalla sua diminuzione l’epidemia
cresce e i dati del programma congiunto della ONU
sul VIH/SIDA – ONUSIDA – dicono che sono 39,5
milioni le persone sieropositive nel mondo, cioè 2
milioni più del 2004.
I dati odierni della ONU specificano che 37,2
milioni di persone sono adulte, le donne sommano
17,7 milioni e i minori di15 anni sono 2,3 milioni.
Tra tutti costoro 24,7 vivono - malissimo - in
Africa, a sud del Sahara, dove nel 2006 si sono
verificati milioni di nuove infezioni che, come la
tubercolosi, decimano la popolazione.
L’organismo ONUSIDA parla di 4,3 milioni di nuovi
infettati: 3,8 milioni sono adulti, 530.000 non
superano i 15 anni e 2 milioni 900mila sono morti
per la malattia.
I dati della OMS dipingono un futuro poco
promettente per il 2030, quando il VIH/SIDA diverrà
la patologa infettiva che provocherà il maggior
numero di vittime nel mondo intero.
Anche nell’Europa dell’est e in Africa centrale il
numero degli infettati è in aumento, con tassi del
50% dal 2004.
La necessità di realizzare azioni molto urgenti per
garantire l’accesso ai farmaci antiretrovirali e per
far ridurre il numero delle vittime per l’infezione
è un problema posto in forma reiterata dalla ONU e
dalle persone interessate.
Nonostante gli sforzi, gli interessi economici
continuano a primeggiare nella lotta contro il
VIH/SIDA, per cui l’obiettivo di ridurre il numero
delle vittime resta al disotto delle aspettative.
Nella conferenza sul HIV/SIDA che si è svolta a
Toronto nel mese d’agosto è stata evidenziata la
mancanza d’interesse politico dei paesi ricchi nel
contribuire alla riduzione dell’incidenza della
malattia nei paesi poveri.
Nell’incontro è apparso chiaramente che sono
necessari almeno 55 mila milioni di dollari che si
dovranno investire prima del 2008, per assicurare
una copertura universale.
Un’investigazione diffusa dalla rivista Plos
Medicine, poco prima del Giorno della Lotta contro
il HIV/SIDA, ha rivelato che gli obiettivi del
millennio sono minacciati da questa epidemia.
La relazione del gruppo internazionale di esperti ha
segnalato che la malattia impedirà che almeno cinque
tra le mete della ONU si possano realizzare.
Tra quelle che non si potranno realizzare, secondo
lo studio, ci sono la riduzione a metà degli
affamati e delle persone che vivono in miseria, la
diminuzione della mortalità infantile e l’educazione
elementare universale e inoltre il proposito di
migliorare la salute materna e il controllo delle
malattie infettive come la malaria e la tubercolosi
dovrà essere rimandato dopo la data prevista.
Nell’ambito del Giorno Mondiale di Lotta contro il
VIH/SIDA, Kofi Annan ha parlato del ruolo che devono
giocare i governi nella battaglia contro la
malattia, per poter realizzare le Mete del
Millennio.
“I dirigenti di tutti livelli devono riconoscere che
detenere la propagazione del VIH/SIDA è un requisito
per realizzare tutti gli altri obiettivi”, ha
affermato Annan “e questa responsabilità che è il
tema del Giorno Mondiale di Lotta esige che ogni
presidente, primo ministro, ogni parlamentare e ogni
politico dichiari la sua ferma decisione di porre
fine all’epidemia del VIH/SIDA”.
Una preoccupazione di ONUSIDA è che i paesi non
marciano, nella battaglia contro la malattia, alla
stessa velocità dell’epidemia, per cui è urgente
raddoppiare gli sforzi per porre freno alla sua
espansione.
Gli ostacoli posti dal VIH/SIDA sono molto alti e il
salto contro la malattia è notevole. Il futuro per
ora appare molto oscuro, ma le speranze non sono
ancora tutte perdute...
BUSH: “L’ASTINENZA È IL SOLO MEZZO DI PREVENZIONE”
Granma Int. – Il presidente Bush, in occasione
della Giornata Mondiale contro il VUH/SIDA ha
sostenuto che gli Stati Uniti sonomolto impegnati
nella lotta contro la malattia ma che l'astinenza
sessuale è il solo metodo sicuro per evitare la
diffusione del virus e ricorda la vecchia
barzelletta che consigliava alle ragazze che
temevano di restare incinta “una partita a dama: non
prima e non dopo, ma al posto...
"In questa Giornata mondiale contro l'Aids - dice un
comunicato diffuso dalla Casa Bianca, a nome di Bush
per la Giornata Mondiale noi sottolineiamo l’impegno
degli Stati Uniti nella lotta contro l’epidemia. Gli
Stati Uniti sono in prima linea nel mondo nella
lotta contro il VIH/SIDA". Una copia di questo
comunicato è stata inviata al segretario generale
della ONU, Kofi Annan. La OMS sostiene che le
categorie con il maggior rischio di contagio: chi fa
uso di droghe iniettate, chi lavora nell'industria
del sesso sono quelle meno raggiunte dai programmi
di prevenzione e di assistenza per la malattia.
1,6 milioni di persone, cioè il 24% dei 6,8 milioni
che necessitano terapie a lungo termine riescono a
ricevere le cure adeguate, ha denunciato Andres
Nordstrom, direttore generale dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità.
"C'è ancora molta strada da fare per poter garantire
i farmaci necessari a chi ne ha bisogno", ha detto
Nordstrom, chiamando ancora una volta i paesi e i
governi ad assumere la propria responsabilità nella
lotta contro questa malattia che è l’emergenza più
grave della nostra generazione, ha dichiarato Kofi
Annan.
UN TERZO DEI SIEROPOSITIVI DELL’AMERICA LATINA SONO
BRASILIANI
Granma Int. – Il Brasile attualmente ci sono circa
600.000 infettati con il HIV/AIDS, cioè un terzo del
totale dei sieropositivi in America Latina.
433.000 mila casi sono stati confermati tra il 1980
e il mese di giugno di questo anno, ma si calcola
che il 66% percento dei brasiliani infettati ignora
d’essere portatore del virus che ha provocato la
morte di 65,000 persone nel paese quest’anno.
Questi dati fanno parte di una relazione delle
Nazioni Unite divulgata dalla stampa brasiliana,
nella quale si legge che il numero maggiore dei
casi si registra tra la popolazione con più di 40
anni e tra gli omosessuali.
Questa cifra potrebbe diminuire se i membri di
queste fasce sociali non fossero così riluttanti
all'uso del preservativo e se si promuovessero più
programmi specifici per omosessuali, si legge.
La direttrice del programma nazionale per il
VIH/AIDS del Ministero della Sanità, Mariángela
Simao, ha segnalato una relazione tra
l'intensificazione della vita sessuale nella
popolazione adulta e l'aumento dei casi d’infezione.
L’accesso a rimedi contro l'impotenza che aiutano
nella vita sessuale, coloro che si rifiutano di
usare i preservativi sono più vulnerabili e si
espongono al virus, ha affermato l'esperta.
Un totale di 183,000 persone sono morte di HIV/ AIDS
in Brasile dal 1980 al 2005, dice la relazione,
basata su dati forniti dal Ministero della Sanità.
UN LIBRO SULLA STORIA DEL TRATTAMENTO DELL'AIDS IN
CUBA
Un libro che dettaglia le tappe storiche del
trattamento offerto ai pazienti con HIV-AIDS a Cuba,
paese leader per l’effettività della sua assistenza
in questo campo, è stato presentato nell'Istituto di
Medicina Tropicale Pedro Kourí, all’Avana.
Quando si scoperse la presenza di questo virus
nell'Isola, quante donne sieropositive hanno deciso
di partorire e qual’è la strategia cubana per
diminuire la sua incidenza nella popolazione, sono
alcuni degli aspetti trattati nel testo “AIDS:
confessioni ad un medico”, del dottor Jorge Perez,
vice direttore dell'istituto e direttore
dell'ospedale specializzato che si trova in questo
centro.
Il volume include rivelazioni fatte da pazienti,
vittime di questa epidemia a chi, da più di 20
anni, si dedica allo studio del problema ed è
considerato nel mondo uno degli esperti più abili di
Cuba sulla problematica dell’HIV-AIDS, ha indicato
l'agenzia AIN.
Le esperienze di questo medico, descritte nel libro,
sono una testimonianza della diversità delle storie
umane di persone colpite dall'incurabile sindrome.
“L'opera non è un manuale che offre ricette, ma solo
briciole di umanesimo e sensibilità”, ha spiegato la
Master in Scienze Sociali, Mariela Castro Espin,
direttrice del Centro Nazionale di Educazione
Sessuale.
Le testimonianze presentate, dal primo caso del
1985 sino all'attualità, costituiscono uno dei
migliori lavori apportati alla campagna di
prevenzione e si trasformano in un documento di
riferimento e consultazione obbligata per gli
specialisti e la popolazione in generale. (RHC).
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