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 S T A M P A  E S T E R A

L'Avana. 13 Gennaio 2006

MIGLIAIA DI PERSONE DEVONO RICORRERE ALLE MENSE SOCIALI
A New York sta aumentando la fame

JOSÉ ACOSTA

Il quarantacinquenne José Veve, abbattuto dai problemi personali ed economici, si sta rifugiando da tre mesi nella Missione di Soccorso di New York per non soffrire la fame e vi lavora come cuoco volontario.

“Qui, nella Missione, persone affamate di New York vengono da tutte le parti della città e diamo da mangiare ad un numero di persone compreso tra le 125 e le 200, due volte al giorno, la colazione e la cena”, ha detto Veve.

“Qui, se lei ha fame, viene e mangia, non le chiediamo niente, non deve esibire nessun documento. Se ha fame, qui può mangiare senza problemi”, ha aggiunto.

Veve è una delle migliaia di persone che stanno ingrossando la cifra di coloro che devono avvalersi delle mense comunitarie per non soffrire la fame nella città di New York, aumentata dell’8% tra luglio e ottobre del 2005 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo un rapporto presentato giovedì dal congressista Anthony Weiner.

Weiner ha rivelato in una conferenza stampa offerta di fronte alla New York Rescue Mission, situata in via Lafayette 90, a Manhattan, che tra il luglio e l’ottobre dell’anno appena concluso sono state servite 3.550.837 razioni alimentari nelle mense comunitarie di New York (Food pantries e Soup Kitchens), equivalenti ad un 8% di incremento rispetto allo stesso periodo del 2004.

Weiner ha detto che, nonostante ciò, la città non ha utilizzato i circa 739 milioni di dollari disponibili in fondi federali contro la fame. Per la sua incapacità più di mezzo milione di newyorkesi necessitati sono quindi senza buoni alimentari.

Weiner ha indicato l’esistenza di aiuti federali che permetterebbero ad un maggior numero di lavoratori poveri di ricevere cedole alimentari, ma New York non ha mai autorizzato completamente la loro distribuzione.

Inoltre New York è uno dei quattro stati che esige le impronte digitali dei richiedenti e gli uffici dell’Amministrazione delle Risorse Umane (HRA) difficilmente permettono incontri faccia a faccia a chi richiede questo aiuto.

Il congressista ha raccomandato tra le soluzioni da applicare che la città accetti questo aiuto federale disponibile, che estenda l’orario degli uffici del HRA e conceda più incontri telefonici allo scopo di assicurare un incremento di partecipazione dei lavoratori poveri a New York.

Ha annunciato che presenterà un progetto per creare un programma di aiuto federale che permetta alle organizzazioni comunitarie e religiose di coordinare l’iscrizione di membri della comunità necessitati d’assistenza.

“Ciò non riguarda soltanto una burocrazia governativa inefficiente. Questo è un tema che riguarda la morale di tutti noi. Dobbiamo fare tutto ciò che è alla nostra portata per eliminare la fame dalla città di New York”, ha detto Weiner.

Robert Martínez, di 43 anni, è un altro dei partecipanti ai programmi della missione che – per ragioni personali ed economiche – ha dovuto ricorrere alle mense municipali per non soffrire la fame.

“Il mio desiderio per quest’anno è conseguire un luogo dove vivere ed un lavoro”, ha detto Martínez mentre pranzava nella Missione di Soccorso. (Pubblicato nel quotidiano newyorkese La Prensa)
 

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