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LA POLITICA NEI
CONFRONTI DI CUBA
Le sanzioni ci possono alienare gli
alleati – Tratto dal MIAMI HERALD –JAKE
COLVIN
La settimana scorsa il Governo messicano e la catena
di algerghi e siti di intrattenimento della
compagnia Starwood hanno provato quanto problematica
possa essere la politica americana verso Cuba,
quando sono stati entrambi trascinati in una
controversia derivata da una conferenza tra le
autorità cubane e uomini d’affari americani. Per
impedire conflitti futuri con importanti alleati
degli Stati Uniti e preservare la reputazione dei
marchi americani in tutto il mondo, il Governo USA
dovrebbe riconsiderare il modo in cui applica le
sanzioni.
La controversia è cominciata quando Starwood, la
compagnia madre negli Stati Uniti dello Sheraton
Maria Isabel di Città del Messico, è intervenuta su
richiesta delle autorità americane, ordinando ad una
delegazione di funzionari cubani di abbandonare
l’albergo. I cubani stavano partecipando a una
conferenza su temi energetici con rappresentanti
nordamericani, tra i quali mi trovavo. Un portavoce
di Starwood ha commentato che era stato chiesto ai
cubani di abbandonare il locale per ottemperare ai
termini dell’embargo contro Cuba.
CONSEGUENZE INDIRETTE
L’incidente ha messo sul tappeto le conseguenze
involontarie e la capricciosità delle sanzioni
unilaterali degli Stati Uniti. Applicando le leggi
americane a compagnie straniere, gli USA hanno
indurito i loro rapporti con un alleato importante.
L’Hotel
Sheraton del Messico condivide il suo nome con una
divisione della compagnia principale negli Stati
Uniti, ma è soggetto alla legislazione messicana,
fatto che le autorità e gli editoriali dei
quotidiani di quel paese hanno sottolineato
incolleriti.
Questo superfluo e irritante tema mina la
cooperazione ufficiale su importanti temi di
sicurezza ed economici, danneggiando la credibilità
della buona volontà degli Stati Uniti in ampi
settori della popolazione.
Aver esteso le
sanzioni alle compagnie straniere, colloca queste
con le spalle al muro sfidandole ad osservare leggi
conflittuali tra loro. Per quanto riguarda questo
caso, il Congresso messicano ha approvato una legge,
il cosiddetto decreto di blocco, come risposta alla
legge Helms-Burton, approvata dal Congresso
americano e che estende le sanzioni contro Cuba alle
compagnie straniere. Questo decreto vieta alle
compagnie soggette alle leggi messicane di
applicare le sanzioni extraterritoriali imposte
dagli Stati Uniti. Ciò dà come risultato che lo
Sheraton Maria Isabel si trovi nella difficile
situazione di dover osservare nello stesso tempo le
leggi americane e messicane, contraddittorie tra
loro.
A più lunga scadenza, queste sanzioni mettono a
rischio la reputazione dei marchi americani in tutto
il mondo.
Quale
organizzatore di conferenze in possesso delle sue
facoltà mentali realizzerebbe una riunione, anche
remotamente relazionata con Cuba in un albergo di
origine americana? E cosa dire dello Sheraton? Gli
organizzatori opterebbero per compagnie come quella
francese Sofitel, per futuri eventi.
L’applicazione in conferenze come questa di sanzioni
americane è controproducente perchè limita la nostra
capacità di progettare i valori democratici e di
portare avanti gli obiettivi della politica estera
americana. Questa conferenza ha aperto un forum per
il dialogo sui temi economici e ha presentato una
delegazione di capitalisti americani alle autorità
cubane. È contraddittorio che il governo americano,
che è a favore del dialogo e dell’impegno in tutti i
paesi del mondo, compresa la Cina, imbavagli ogni
discussione riguardante Cuba.
UNO
SGUARDO CRITICO
Ciò che è
assolutamente necessario è mettere in azione tutti i
mezzi a nostra disposizione per far avanzare gli
obiettivi della politica estera americana. L’attuale
politica americana nei confronti di Cuba non ha
l’impatto che si proponeva il Congresso o il
presidente. Nello stesso tempo, le sanzioni
unilaterali hanno causato problemi non previsti con
gli alleati degli Stati Uniti, danneggiano la
reputazione di compagnie americane e vengono
applicate in modo disuguale. La Commissione per
l’Assistenza a una Cuba Libera, presieduta dalla
Segretaria di Stato Condoleezza Rice, si riunirà
nuovamente nel 2006 con l’intenzione di indurire le
sanzioni contro Cuba. Sarebbe meglio fare un’analisi
critica su quanto ottenuto finora con le sanzioni.
Quest’ultimo incidente fa pensare a nuovi approcci
invece di quello già conosciuto.
* Jake Colvin è il
direttore di USA-- Progetto d’impegno del
Consiglio del Commercio Nazionale con l’Estero,
associazione per il commercio con sede a Washington.
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