YURIÉN PORTELLE
Il Centro di Ingegneria Genetica e
Biotecnologia di Cuba (CIGB) ha compiuto il 1°
luglio vent’anni.
Circa cinquecento scienziati vi
lavorano e molti di loro sono giovani promettenti
che perdono la nozione del tempo immersi nei lavori
d’investigazione, senza lamentarsi ma al contrario
con grande soddisfazione.
Non è sorprendente che con questo
supporto umano la biotecnologia cubana abbia
realizzato conquiste di enorme importanza per la
popolazione dell’Isola e di tutto il mondo.
Gli scienziati cubani hanno
sviluppato efficaci prodotti biomedici, per
l’agronomia e l’allevamento del bestiame, per le
acque, per la protezione dell'ecosistema, mentre si
lavora ad altri, tutti destinati al beneficio
sociale. Una chiara dimostrazione sono i 18 prodotti
elaborati nel CIGB, che si usano nel sistema di
salute cubano, con quattro vaccinazioni e farmaci
molto importanti come l’interferone e la
streptochinasi ricombinante contro il dengue
emorragico e gli infarti cardiaci.
Ci sono prodotti che solo due
decenni fa sembrano fantascientifici, come i vaccini
contro il cancro, le sostanze protettive
dell'ecosistema o gli anticorpi prodotti con le
piante, che si usano nella fabbricazione di una
vaccinazione per uso umano.
Il CIGB ha brevettato e registrato
molti dei suoi risultati ed ha anche trasferito le
tecnologie a vari paesi stranieri.
"Questa è un'istituzione con uno
sviluppo dinamico che ha permesso di raggiungere un
alto livello nelle investigazioni, lo sviluppo, la
produzione e il commercio di prodotti biologici" ha
detto il suo direttore generale, il Dott. Luis
Herrera Martínez.
È stata la necessità di lottare
contro il dengue emorragico, una malattia introdotta
con il bio-terrorismo, dagli Stati Uniti contro
Cuba, il propulsore dello sviluppo di questa scienza
a Cuba. Il primo successo è del 1981 quando si
produsse l'interferone, partendo dai globuli bianchi
ed il secondo è del 1987 quando l’interferone si
ottenne per via ricombinante. Sono molte le
applicazioni di questo importante modificatore della
risposta biologica nel trattamento delle infezioni
come il Virus del Papilloma Umano o l'Epatite Virale
B e C.
Per tutti questi motivi attualmente
si commercia in Colombia, Iran, Brasile, India, Cina,
Messico, Pakistan ed Ecuador.
La Heberkinasi (Streptochinasi
ricombinante) è un’ altra grande conquista del
settore bio-medico. Questo prodotto è di grande
utilità nel trattamento delle trombosi, utilizzato
già per 50 mila pazienti con successo.Questo
medicinale è stato brevettato a Cuba, Stati Uniti e
in Europa ed è registrato in Algeria, Bulgaria,
Messico, Cile, Brasile, Iran, Tunisi, Angola e
Vietnam, tra i tanti paesi dove si commercia.
Una delle più recenti conquiste
della biomedicina cubana è il Citoprot (liofilizzato
iniettabile), il primo prodotto del suo tipo per la
cicatrizzazione dell'ulcera del piede diabetico, che
produce un alto indice di amputazioni.
Il prodotto ha dimostrato d’essere
molto positivo nei pazienti che prima non avevano
altre alternative alla mutilazione.Un altro degli
ultimi eccellenti risultati della biotecnologia
cubana è il "Planticuerpo", il primo anticorpo
monoclonale ricombinante ottenuto nel mondo con
l’utilizzo di piante e si usa nella produzione del
vaccino per l’epatite B.
Il Dottor Carlos Borroto,
vicedirettore del CIGB, lo ha definito poco tempo
fa: "Una pietra miliare per la scienza
internazionale", perché la produzione di questo
prodotto deriva da una tecnologia mai utilizzata
prima ed ora completamente dominata.
L’elenco delle conquiste della
biotecnologia cubana che opera da soli 20 anni è
assai notevole e sarà sempre più esteso grazie al
lavoro vincolato delle istituzioni scientifiche,
poste al servizio della società.
CUBA HA REGISTRATO IL PRIMO
ANTICORPO MONOCLONALE CON PIANTE TRANSGENICHE
(PL) - Cuba ha registrato il primo
anticorpo monoclonale ottenuto nel mondo partendo da
piante transgeniche, per purificare un vaccino umano,
ha annunciato il dottor Carlos Borroto,
vicedirettore del Centro di Ingegneria Genetica e
Biotecnologia (CIGB). L'anticorpo sarà usato nel
processo di purificazione dell'ingrediente
farmaceutico attivo per l'immunizzazione contro
l'Epatite B, ha specificato l'esperto.
L'ottenimento dell'anticorpo da
piante di tabacco modificate geneticamente offre
maggiori vantaggi della variante tradizionale, cioè
la produzione con ascite – liquido sieroso – di
topo, poiché aumenta i livelli di sicurezza e
facilita la produzione a scala industriale, ha detto
il dottor Borroto.
Le piantagioni di tabacco modificate
non hanno niente a che vedere con le varietà
commerciali che si coltivano nell'Isola.
Il CIGB ha rispettato tutte le
misure pertinenti per evitare possibili rischi
nell'ambiente, con la coltivazione delle specie
transgeniche.
Questo processo produttivo è
limitato alle case di coltivazione protette, dove si
dispone di tecnologie progettate per questo fine e
seguendo le Buone Pratiche di Produzione Agricola
specifiche nell'ottenimento di biomassa vegetale per
uso farmaceutico, ha confermato l'esperto.
Questo anticorpo, registrato nell’Isola
dal Centro di Controllo Statale della Qualità dei
Medicinali (CECMED), che è anche l’autorità nel
settore del Ministero della Sanità, ha ottenuto il
brevetto concesso dal Centro Nazionale di Sicurezza
Biologica, che appartiene al Ministero di Scienza,
Tecnologia ed Ecosistemi.
L'approvazione del CECMED conferma
che l'anticorpo monoclonale e l'innovativo processo
di produzione che lo precede, presentano tutti gli
standard di qualità in accordo con le norme
internazionali esistenti per l'industria
farmaceutica.