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DURO DISCORSO DI KIRCHNER AI MILITARI
"Come presidente non ho paura,
non ho paura di voi"
Tratto da APM/REBELION
Il
presidente argentino ha espresso la sua ripulsa nei
confronti dei settori militari che continuano a
rivendicare i metodi dell’ultima dittatura, ai quali
ha detto che non gli fanno paura ed ha rivendicato
l’Esercito nazionale, "alieno dal terrorismo di Stato".
Il presidente argentino Néstor
Kirchner ha pronunciato un duro discorso, durante il
quale ha ripudiato la marcia effettuata la settimana
scorsa da militari in omaggio alle vittime della
sovversione, in seguito alla quale sono state
inflitte dure sanzioni a sei ufficiali.
"Sono avvenuti fatti che non aiutano
la costruzione del prestigio (dell’Esercito)", ha
iniziato Kirchner, alludendo evidentemente all’omaggio
alle vittime alla sovversione.
Il riferimento è poi divenuto
esplicito. "Mi riferisco alla partecipazione di
componenti di queste forze ad un atto pubblico
durante il quale non solo sono stati aggrediti dei
giornalisti, ma sono anche state compiute azioni e
pronunciate parole che sfiorano l’apologia del
delitto di terrorismo di Stato. Questo è quel che è
successo il 24 maggio in Piazza San Martín", ha
affermato.
Il presidente, dopo il duro
avvertimento, ha ribadito la subordinazione delle
Forze Armate al potere civile, affermando che
"l’inclusione, l’equità e l’uguaglianza della quale
l’Argentina ha bisogno, necessita di Forze Armate
impegnate con l’origine della Nazione e subordinate
al potere popolare".
Ha lasciato per il finale del suo
discorso, durato poco meno di 15 minuti, uno dei
passaggi più duri. Alzando la voce e rivolgendosi
direttamente agli ufficiali che lo osservavano dal
campo, ha detto loro: "Voglio che sia chiaro che
come Presidente non ho paura, non ho paura di voi".
Anche le ultime frasi del discorso
sono state indirizzate ai soldati. "Vogliamo
l’Esercito di San Martín, Belgrano e Mosconi e non
di quelli che assassinarono i loro stessi fratelli,
come Videla, Galtieri, Bignone e Viola" (i capi dell’ultima
dittatura militare, iniziata con il golpe del 14
marzo 1976).
Ha aggiunto, ribadendo nuovamente la
politica ufficiale in materia di diritti umani: "Sto
rivendicando un Esercito nazionale impegnato con il
paese ed alieno una volta per tutte al terrorismo di
Stato".
Il Presidente, dopo aver terminato
il discorso, si è ritirato dalla Scuola Militare di
El Palomar senza partecipare alla tradizionale
sfilata prevista per celebrare l’anniversario dell’Esercito,
svoltasi subito dopo.
Kirchner ha approfittato della
cerimonia per annunciare cambiamenti nel sistema di
Difesa nazionale. "Ci stiamo accingendo ad iniziare
un processo di revisione, riconversione e
modernizzazione integrale del sistema di difesa
nazionale. Dobbiamo avanzare in maniera sostenuta in
un processo che permetta di riadeguare e stabilire
nuove basi sulle quali ordinare il sistema di difesa
e le stesse Forze Armate", ha indicato il capo dello
Stato.
Ha così esplicitato la sua
intenzione, pur senza fornire maggiori precisazioni,
di ristrutturare il sistema di Difesa nei prossimi
mesi, cosa che implica una diminuzione del potere
dei capi delle Forze Armate.
Tra le riforme previste spicca il
trasferimento di funzioni come la decisione delle
promozioni, l’autorizzazione delle esercitazioni di
addestramento e l’acquisto di materiale dei capi
delle tre forze allo Stato Maggiore Congiunto.
Kirchner ha assicurato che il
processo di "riconversione" darà alle autorità
civili "la conduzione effettiva della politica di
Difesa".
Anche il capo dell’Esercito,
generale Roberto Bendini, è sembrato riferirsi
(anche se non molto direttamente) prima del discorso
del presidente allo stesso episodio. "Non tollererò
atti ed azioni che vadano a detrimento della
disciplina o coesione dell’istituzione", ha detto
con veemenza.
In questo contesto ha sostenuto che
i valori di "libertà, subordinazione e disciplina"
costituiscono "la colonna vertebrale dell’istituzione"
e che i membri delle Forze Armate sono "tenuti
moralmente e istituzionalmente a rispettarli". Ha
poi lanciato un duro avvertimento: "Chi non è
disposto ad attenersi a questi precetti deve
abbandonare le sue file".
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