ANDRES GOMEZ – direttore di Areítodigital –
Granma Int. MIAMI, 12 novembre. – I
risultati delle recenti elezioni nella contea di
Miami-Dade sono assai rivelatori, specialmente per
quanto concerne i tre congressisti federali cubano-americani,
rappresentanti il peggio della controrivoluzione:
Lincoln e Mario Díaz-Balart e Ileana Ros-Lehtinen.
Soffiano venti di fronda sullo
scenario politico-elettorale di Miami. Questi
risultati vanno analizzati attentamente, perchè sono
assai istruttivi. Potrebbero rappresentare solo un
sussulto, oppure indicare un futuro elettorale molto
diverso da quello degli ultimi quindici anni. Ma
perchè questo futuro divenga realtà occorrerà rifare
le attuali strutture di partito a Miami.
Questi tre congressisti reazionari,
i Díaz-Balart e la Ros-Lehtinen, sono stati rieletti
con una risicata maggioranza. I tre hanno avuto come
oppositori degli sconosciuti che non hanno potuto
contare su nessun sostegno all’interno del Partito
Democratico, nelle cui liste si sono presentati, nè
sul becco di un quattrino.
Lincoln Díaz-Balart, per esempio, ha
avuto come concorrente un assurdo personaggio (Frank
González) che ha comunque ottenuto 47.734 voti,
mentre Díaz-Balart ne ha ottenuti 65.368, con una
differenza di 17.364 voti. Il suo fratellino Mario
ha ottenuto 59.507 voti mentre il suo oppositore,
Michael Calderín – molto conosciuto in casa sua – ne
ha avuti 42.624, una differenza di 16.883. Ileana,
la più scaltra dei tre, ha ottenuto 77.962 voti
mentre 47.734 sono andati allo sconosciuto David
Patlak. Una differenza di 30.228 voti.
A Miami è ovvio per tutti che i voti
ottenuti dai concorrenti dei tre congressisti non
sono stati a favore dei primi ma contro i secondi.
Si è trattato di un categorico rifiuto.
È stato soprattutto un voto
spontaneo, senza nessuna entità politica che lo
organizzasse o appoggiasse.
Il voto contro questi tre sinistri
personaggi è stato un pronunciamento contro la
politica che impedisce il libero esercizio politico
nella nostra comunità, del quale il settore
minoritario dell’estrema destra ha ottenuto con
molti mezzi (anche col terrorismo) un controllo
assolutista; è stato un voto contro la politica che
ci nega arbitrariamente il nostro diritto
costituzionale di recarci a Cuba e stare assieme
alle nostre famiglie e contro la sadica politica
d’aggressione permanente contro la sicurezza e il
benessere delle nostre famiglie nell’Isola, politica
che nega ogni possibilità di un’intesa giusta e
sensata tra i due paesi; si è trattato di un voto
contro la corruzione politica e lo spreco di denaro
pubblico nella nostra comunità e nel resto del paese
e contro moltre altre terribili cose che questi tre
personaggi rappresentano, promuovono e difendono
come nessun’altro.
I tre distretti elettorali di questi
congressisti ultrareazionari comprendono – con
l’eccezione del distretto 17 che ha il suo centro
nei quartieri afroamericani della Contea – quasi
tutta Miami-Dade.
Il totale dei voti della Ros e dei
Díaz-Balart nella nostra contea è stato di 171.344,
vale a dire il 15.7% dei votanti iscritti a Miami-Dade,
1.090.048 elettori.
I tre infausti personaggi si vantano
in tutto il mondo di rappresentare la volontà di
tutta la comunità cubana del sud della Florida.
Il risultato delle elezioni ha svelato che si tratta
di una menzogna. Il re, signore e signori, è nudo.
Non solo: Lincoln Díaz-Balart è stato sconfitto da
Frank González nelle 33 zone del suo distretto
elettorale – il 21 –, che fanno parte della Contea
Broward, per 2.917 voti (12.238 per González contro
i 9.321 di Díaz-Balart).
Su tutto ciò, cosa politicamente
significativa in una comunità tiranneggiata dall’estrema
destra, non è apparsa nemmeno una parola sulla
stampa di Miami. Non una sola parola. La detta
stampa ha così dimostrato una volta di più la sua
complicità e sottomissione.
Le ultime elezioni dimostrano anche
che per coloro che rifiutano le politiche e il
controllo dell’estrema destra cubano-americana a
Miami il tipo di sistema elettorale partitico che
esiste qui non rende percorribile un progetto
politico alternativo.
L’estrema destra, prevedendo questa
possibilità, ha da anni preso il controllo del
Partito Democratico nella nostra contea.
Joe García, direttore della un tempo
poderosa Fondazione Nazionale Cubano Americana, è il
principale leader del Partito Democratico a Miami-Dade.
La balla che l’estrema destra fa circolare è che Joe
García è più moderato che Díaz-Balart e Ileana.
Sarebbe come dire che Himmler era più moderato di
Hitler.
I risultati di queste elezioni
evidenziano l’ineludibile necessità che nuovi
fattori politici si organizzino, stabilendo nella
nostra contea un’opposizione elettorale reale. Il
momento è il più opportuno.