Granma Int. – Ricardo Alarcón,
presidente del Parlamento cubano, ha affermato che
la sola via possibile per ottenere la vittoria, per
conquistare la pace, è demolire le enormi
costruzioni d’inganni che opprimono l’uomo
contemporaneo.
Alla chiusura del Vº Incontro
Mondiale dei Corrispondenti di Guerra che si è
svolto nella capitale cubana, Alarcón ha
sottolineato la qualità dell’incontro ed ha
riconosciuto la difficoltà di esercitare il
giornalismo nell’ambito attuale, pieno di conflitti
armati e mediatici che sono guidati dall’impero.
Alarcón ha definito schiacciante la
vittoria di Cuba nella ONU con l’approvazione a
larghissima maggioranza della Risoluzione che
reclama l’eliminazione del blocco economico,
commerciale e finanziario imposto dagli USA a Cuba e
l’ha segnalata come un esempio di quello che i
popoli possono fare, se reggono nelle mani la
fiaccola della verità.
I grandi mezzi di comunicazione
nordamericani non hanno mai parlato del caso dei
Cinque Eroi cubani antiterroristi ingiustamente
reclusi negli Stati Uniti, tanto che i nomi di
Gerardo Hernández, René González, Antonio Guerrero,
Ramón Labañino e Fernando González non sono –
incredibilmente- mai apparsi nelle pagine dei
giornali dopo otto anni dalla loro detenzione.
Un energico reclamo di giustizia per
i 150 e più professionisti della stampa uccisi in
Iraq dall’inizio della guerra ha caratterizzato
l’intervento di Javier Couso Permury, fratello del
cameraman José Couso, assassinato l’8 aprile del
2004 dalle truppe di fanteria degli Stati Uniti a
Baghdad, che spararono contro l’Hotel Palestina dove
viveva la stampa accreditata.
Couso ha a sua volta affermato che
la lotta da portare avanti è la diffusione della
verità sulle crudeltà delle guerre e che questa
lotta ha trasformato lui e la sua famiglia in una
sorta di corrispondenti di guerra. Il giovane
avvocato spagnolo ha invitato l’opinione pubblica
internazionale a una seria riflessione.
La Dichiarazione Finale letta da
Gabriel Molina, presidente del Club dei
Corrispondenti di Guerra dell’Unione dei Giornalisti
di Cuba, richiama all’unità per far sì che tutti
coloro che hanno conosciuto le guerre e le loro
nefaste conseguenze continuino a lottare conquistare
la pace. Hanno partecipato all’ultima giornata Tubal
Páez, Presidente dell’Unione dei Giornalisti di Cuba
e Orlando Fundora, Presidente del Consiglio Mondiale
per la Pace. (AIN).