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n A Z I O N A L I

L'Avana. 13  novembre 2006

Ricardo Alarcón: si devono demolire gli inganni contro l’uomo
• Vº Incontro mondiale dei corrispondenti di guerra

Granma Int. – Ricardo Alarcón, presidente del Parlamento cubano, ha affermato che la sola via possibile per ottenere la vittoria, per conquistare la pace, è demolire le enormi costruzioni d’inganni che opprimono l’uomo contemporaneo.

Alla chiusura del Vº Incontro Mondiale dei Corrispondenti di Guerra che si è svolto nella capitale cubana, Alarcón ha sottolineato la qualità dell’incontro ed ha riconosciuto la difficoltà di esercitare il giornalismo nell’ambito attuale, pieno di conflitti armati e mediatici che sono guidati dall’impero.

Alarcón ha definito schiacciante la vittoria di Cuba nella ONU con l’approvazione a larghissima maggioranza della Risoluzione che reclama l’eliminazione del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli USA a Cuba e l’ha segnalata come un esempio di quello che i popoli possono fare, se reggono nelle mani la fiaccola della verità.

I grandi mezzi di comunicazione nordamericani non hanno mai parlato del caso dei Cinque Eroi cubani antiterroristi ingiustamente reclusi negli Stati Uniti, tanto che i nomi di Gerardo Hernández, René González, Antonio Guerrero, Ramón Labañino e Fernando González non sono – incredibilmente- mai apparsi nelle pagine dei giornali dopo otto anni dalla loro detenzione.

Un energico reclamo di giustizia per i 150 e più professionisti della stampa uccisi in Iraq dall’inizio della guerra ha caratterizzato l’intervento di Javier Couso Permury, fratello del cameraman José Couso, assassinato l’8 aprile del 2004 dalle truppe di fanteria degli Stati Uniti a Baghdad, che spararono contro l’Hotel Palestina dove viveva la stampa accreditata.

Couso ha a sua volta affermato che la lotta da portare avanti è la diffusione della verità sulle crudeltà delle guerre e che questa lotta ha trasformato lui e la sua famiglia in una sorta di corrispondenti di guerra. Il giovane avvocato spagnolo ha invitato l’opinione pubblica internazionale a una seria riflessione.

La Dichiarazione Finale letta da Gabriel Molina, presidente del Club dei Corrispondenti di Guerra dell’Unione dei Giornalisti di Cuba, richiama all’unità per far sì che tutti coloro che hanno conosciuto le guerre e le loro nefaste conseguenze continuino a lottare conquistare la pace. Hanno partecipato all’ultima giornata Tubal Páez, Presidente dell’Unione dei Giornalisti di Cuba e Orlando Fundora, Presidente del Consiglio Mondiale per la Pace. (AIN).
 

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