Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

    

S T A M P A  E S T E R A

L'Avana. 17  novembre 2006

Galeano, Chomsky e altri

• Condanna internazionale alla repressione in Messico

Granma int. – Intellettuali di tutto il mondo hanno condannato le incursioni della polizia a Oaxaca ed hanno responsabilizzato le forze federali messicane di almeno sei assassinii.

Guidati da  Noam Chomsky e da Eduardo Galeano, 31 artisti e comunicatori hanno chiesto le dimissioni di Ulises Ruiz e il ritiro immediato delle forze federali d’occupazione, la libertà immediata e incondizionata di tutti i detenuti e giustizia per i compagni assassinati con la condanna di tutti colpevoli, ad ogni livello.

Nella consegna finale si reclamano “Giustizia, libertà e democrazia per il popolo di Oaxaca".

Questo si somma ai reclami internazionali realizzati il 14 dall’Ufficio dell’Alto Commissario della ONU per i Diritti umani e del relatore speciale della ONU per i Diritti umani e le Libertà fondamentali degli Indigeni.

Anche Amnesty Internacional e  Human Rights Watch, che ha inviato una lettere al presidente eletto Felipe Calderón hanno espresso preoccupazione per il rispetto dei diritti umani in Messico, mentre si ripetono manifestazioni nelle rappresentazioni diplomatiche messicane a Madrid, Barcellona, Ginevra, Roma, Berlino, Amburgo, Monaco, Parigi, Marsiglia, Tolosa, Londra, Atene, Rio de Janeiro e in 20 città degli Stati Uniti. 

In Messico, mercoledì 15, organizzazioni sociali e contadine simpatizzanti con l’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale hanno realizzato 15 blocchi intermittenti nella strade del Chiapas, mentre il Subcomandante Marcos ha guidato mezzo migliaio di persone che hanno chiuso per mezzora il ponte internazionale Lerdo, alla frontiera tra il Messico e gli USA; l’azione ha provocato un forte presenza di polizia federale degli Stati Uniti.

A Oaxaca, i militanti della Coalizione Operaia, Contadina e Studentesca del Istom COCE e del Partito della Rivoluzione Democratica, PRD, hanno chiuso al traffico la strada panamericana a un chilometro dalla città.

A Morelos i simpatizzanti di La Otra Campaña, il nuovo Movimento del Subcomandante Marcos, hanno chiuso per un’ora l’autostrada  Mexico – Acapulco.  

A  Città del Messico, Andrés Manuel López Obrador ha presieduto un miting  nell’Emiciclo Juárez dove rimangono molti assembleisti in sciopero della fame da 18 giorni e dove López Obrador ha chiesto il ritiro delle forze federali da Oaxaca.

Migliaia di persone che lo hanno ascoltato, hanno marciato di notte verso la residenza ufficiale di Los Pinos.

Durante la giornata una dozzina di gruppi di insegnanti dell’Università Nazionale Autonoma del Messico hanno sospeso le lezioni per via dei miting organizzati dagli studenti che appoggiano la APPO. (Página 12/Koeyú).
 

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