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È un imperativo cristiano condannare
il blocco USA
JEL MAYOR LORÁN
(Granma Int.) - Non è amore, ma sottomissione e
obbedienza a un padrone al quale si vuole piacere,
quello che ha mosso il Consiglio Ecumenico della
Repubblica Ceca, che ha fatto dichiarazioni bugiarde
ed è intervenuto negli affari di Cuba, ha denunciato
il presbitero Rafael Columbiè, durante la Seconda
Edizione del Foro Pastorale Cubano, che si è svolto
nella Cattedrale Episcopale della Santa Trinità,
all’Avana.
Diverse istituzioni religiose hanno convocato questo
incontro con il proposito di dare una risposta a
Jitka Klubalova, segretaria generale del detto
Consiglio Ecumenico, che ha dichiarato che
l’appoggio ai cristiani nell’arcipelago cubano non
dovrebbe essere inviato alle istituzioni che contano
con il supporto dei governi, in allusione al
Consiglio delle Chiese di Cuba.
Reinerio Arce, rettore del Seminario Evangelico di
Matanzas, ha dichiarato che questo atteggiamento
senza rispetto contrasta con quello di altre chiese
che hanno sostenuto senza ingerenze Cuba e ha
inoltre ringraziato il Consiglio Mondiale per il suo
accompagnamento.
Quello che ci convoca, l’essenziale, è condannare il
blocco imposto al popolo cubano, che ha provocato
sofferenze e morte per quasi cinquantanni: questo è
un imperativo cristiano, opporsi alluso di sanzioni
economiche non solo contro l’Isola, ma contro
qualsiasi nazione del mondo, perchè vanno contro le
fondamenta dell’etica cristiana.
L’atteggiamento della Klubalova costituisce
un’adesione alla politica aggressiva degli USA verso
Cuba, ha chiarito Raúl Suárez, direttore del Centro
Memoriale Martin Luther King Jr.
Il reverendo Odén Marichal ha rivelato che il
Consiglio Ecuménico della Repubblica Ceca è
controllato dal governo come prova una relazione
della CIA. Marichal ha dimostrato i vincoli tra
l’ambasciata nordamericana, il governo e il detto
Consiglio della Repubblica Ceca, partendo dai
documenti della CIA “La Klubalova difende un
progetto statunitense ed è nel suo paese che le
relazioni Chiesa - Stato non marciano molto bene”,
ha assicurato ancora.
Il Movimento Ecumenico ed Ecclesiastico Cubano ha
dato risposte a questa flagrante violazione della
libertà religiosa, come ha detto Samuel Kobia,
segretario generale del Consiglio Mondiale delle
chiese, da angoli biblici, teologici, pastorali e
cittadini.
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