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Fidel Castro ha regalato la macchina
fotografica a Raysel
• Felice il bambino cubano
umiliato dalla Nikon
JULIETA
GARCÍA RÍOS
(Granma
Int.) – Il bambino cubano Raysel Sosa González ha
ricevuto mercoledi 25, una macchina fotografica
digitale inviata personalmente dal Comandante in
Capo Fidel Castro.
Il
regalo è stato consegnato dal vice ministro della
sanità Roberto González, nella scuola dove Raysel
frequenta la prima media, la Olof Palme del
municipio La Lisa.
Jorge
González, leader del Centro Comunitario “Coloreando
mi Barrio”, dove il bambino coltiva il suo talento
artistico, ha detto che quattro mesi fa avevano
sofferto insieme per il vergognoso incidente
provocato dall’impresa giapponese Nikon, che aveva
negato a Raysel la macchina fotografica che gli
corrispondeva come premio del XV Concorso
Internazionale per ragazzi sul Medio Ambiente.
“Oggi e
stata fatta giustizia ed è giunta dalle mani
dell’uomo più giusto del mondo”, ha commentato il
professore.
Raysel
è rimasto stupefatto ed ha tardato diversi minuti,
prima di riuscire ad aprire il pacchetto avvolto
come un regalo e poi ha detto d’essere molto felice
per il regalo di Fidel. Ha anche confessato che gli
piacerebbe incontrarlo quando avrà terminato la
convalescenza, per dargli una bacio sulle guance e
ringraziarlo per questo gesto così affettuoso.
Raysel
non sa ancora bene come utilizzerà la sua macchina
fotografica, ma gli resterà per sempre nel cuore e
nella memoria il grato sapore della solidarietà di
tutti i suoi familiari, i vicini e i compagni di
classe che hanno ascoltato attenti le spiegazioni
offerte da José Ramón Cabaña, funzionario del
Ministero degli Esteri, sull’aggressiva politica
degli Stati Uniti contro Cuba, che ha cercato di
togliere a un bambino la felicità di ricevere un
premio ottenuto.
FORTEMENTE CRITICATA LA POSIZIONE DELLA NIKON
Mentre
la famosa impresa Nikon ha mostrato al mondo la sua
peggiore immagine, lo stesso incidente è servito a
far si che l’umanità lo facesse suo, con tenera e
profonda sensibilità.
Più di
1200 messaggi provenienti da molti paesi e 80
proposte di regalo d’una macchina fotografica hanno
assalito l’indirizzo di posta elettronica del
professore Jorge González, dopo la pubblicazione
della intervista della giornalista giapponese Ana
Auki, dell’agenzia JIJI Press, dopo il vergognoso
incidente nel quale la Nikon si è prostrata davanti
al blocco degli USA ed ha negato la consegna di una
macchina fotografica vinta in un concorso al bambino
Raysel, in quanto cubano.
Il
professore aveva denunciato l’offesa fatta a suo
alunno Raysel Sosa Rojas, vincitore del XV Concorso
Internazionale per ragazzi sul Medio Ambiente,
auspicato dalla ONU.
Il
bambino era andato in Algeria, accompagnato dal suo
maestro e leader del Centro Comunitario “Coloreando
mi Barrio”, ed ha sofferto la delusione di ritornare
senza la macchina fotografica Nikon che era parte
dei regali consegnati a tutti i premiati nel
concorso.
Il
premio è stato negato solo a Raysel perchè è cubano.
Non è
possibile pubblicare tutti i messaggi, ma Juventud
Rebelde ne ha scelti alcuni come esempio di
rispetto e ammirazione, di solidarietà e fermezza
davanti a tanta vigliaccheria.
“Sono
rimasto allibito quando ho saputo il fatto, che
sembra un incubo … dopo aver letto la notizia ho
sentito un forte disprezzo per coloro che in varie
forme sono complici con il silenzio o l’evasione”,
ha scritto Reinaldo Pardo di Tarragona, Spagna.
“Raysel
e Jorge non sono soli. Siamo sempre più noi che
vogliamo lottare per cambiare questo sistema
inumano. Poveri loro i patrocinatori della Nikon e
il governo degli USA, perchè con il loro denaro e il
loro consumismo non sanno la grandezza della
solidarietà”
Monica
Calcedo, Marsiglia, Francia.
“È
deplorabile la situazione vissuta dal professor
Jorge e dal bambino Raysel per colpa del blocco
criminale imposto dall’impero a Cuba. Noi siamo
pronti a diffondere tutto quello che si riterrà
necessario”, Adriana D’Ambrosio. Quotidiano La
Juventud, Montevideo, Uruguay.
“Un
cordiale saluto dal Messico e dall’Assemblea
Popolare della città di Oaxaca, nella regione di
Huajuapan de León. Tutta la nostra solidarietà e il
nostro rispetto vanno al popolo di Cuba e
soprattutto ai bambini cubani, che sono un esempio
di dignità per il mondo intero. Vogliamo dire al
nostro piccolo amico che il nostro cuore gli è
accanto. Un fraterno saluto dalla Mixteca
Oaxaqueña”, Omar Esparza.
“Voglio
inviare al piccolo Raysel la forza per comprendere
il comportamento meschino di alcuni adulti che per
pressioni politiche ed economiche perdono la visione
di esseri umani. Sono un’insegnante universitaria ed
ho un bambino di 12 anni come Raysel, che si è
scontrato contro un muro di persone che vogliono
impedire lo sviluppo intellettuale ed emozionale.
Dal Messico estenderemo questo caso per far sì che
gli universitari non si facciano guidare solo da
alcuni mezzi di comunicazione”, Bianca E Vazquez.
“Non è
possibile, ho esclamato felice leggendo il messaggio
e sapendo che Raysel conterà sulla suaa macchina
fotografica e che 80 persone sono disposte a
regalargliene una. Non voglio restare al di fuori di
questo gesto e gli invierò del materiale da disegno
e mi piacerebbe che i bambini poi m’inviassero
qualche lavoro per metterlo in cornice davanti alla
mia scrivania” scrive Juan Andrés Olcese, peruviano
di 64 anni, pensionato e residente a Buenos Aires.
“Come
cittadino del mondo sono costernato di fronte a
tanta bassezza e ritengo più grave che questi atti
vergognosi si commettano contro i bambini che sono
la speranza del mondo. I miei primi anni
d’educazione li ho trascorsi nella scuola
elementare “Solidarietà con il Cile” di Miramar e il
popolo cubano la solidarietà ce l’insegnava come un
principio basico a noi bambini. Questo insegnamento
è sigillato in me. Mi spiace che Raysel non abbia
ricevuto il suo premio, ma oggi il gesto solidale di
tanta gente è un premio maggiore. Raysel, sei già un
gran vincitore”, Paul Dassori, Valdivia, Cile.
“La
Nikon ha dato la dimostrazione d’essere disposta a
giungere a simili emarginazioni pur di far bella
figura con l’impero e assicurarsi il mercato. La
sola cosa che ispira l’istinto è gridare
“Miserabili”. Cuba però resiste e trionfa
precisamente con i suoi bambini e le sue bambine,
che sono un simbolo di ricchezza e formazione a
livello mondiale”. Il giornalista ecuadoriano
Alberto Maldonado e sua figlia Naylé. |