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S C I E N Z A   E   T E C N O L O G I A

L'Avana. 28 settembre 2006

Per una tonnellata di pasta da carta vanno abbattuti 17 alberi
• Il riciclaggio è ogni giorno più necessario alla salvaguardia dell’ambiente

RICARDO BRUNO OJEDA –speciale per Granma Internacional

La carta riciclata salva la vita di interi boschi – per ottenere una tonnellata di pasta da carta è necessario abbattere 17 alberi, ognuno dei quali ha bisogno di 20 anni per crescere –, non inquina l’ambiente e risparmia energia.

Il termine "papyrus" in latino allude alla pianta egiziana Cyperus papirus della famiglia delle Ciperacee, le cui foglie servirono da supporto per la scrittura agli egiziani, greci e romani tra il 3000 a.C. e il V secolo d.C.

Nell’anno 105 d.C. T’sai Lun, un impiegato dell’imperatore cinese Ho Ti, fabbricò per la prima volta un foglio di carta a partire dalla pasta vegetale fatta con fibre di canna di bambù, gelso e altre piante, dando origine alla carta che oggi conosciamo.

Per 500 anni la tecnica d’elaborazione della carta appartenne solo ai cinesi, che la conservarono con zelo in questo lungo periodo.

Gli articoli nella cui fabbricazione si utilizza la carta come materia prima, fanno parte della maggioranza degli ambienti quotidiani dell’essere umano, fornendo funzionalità, comodità, ordine, igiene e protezione dei prodotti.

Scatole di cartone per l’assemblaggio, vassoi per trasportare articoli fragili come uova e frutta, beni per gli studenti come quanderni, blocchi note e agende e carte per uffici, sono voci di un infinito elenco che corrobora l’importanza di tutti questi articoli di uso quotidiano.

Nella loro fabbricazione si impiega esclusivamente carta utilizzata dal consumatore: giornali, riviste, carte da ufficio, stampati, la cui unica destinazione sarebbe l’incenerimento negli immondezzai.

Le caratteristiche della carta al 100% riciclata ed ecologica sono il suo colore bianco naturale, garanzia di un processo pulito di fabbricazione che non ha utilizzato agenti chimici sbiancanti, particolarmente dannosi per l’ambiente.

La carta riciclata venne fatta conoscere negli anni ’60 da diversi gruppi ecologisti, ma il suo utilizzo non fu significativo. A partire dai decenni ’80 e ’90 si comincia a dare un po’ di importanza a questo tema.

Il principio del riciclaggio si basa fondamentalmente sull’approfittare al massimo delle risorse disponibili e sul riciclare tutti i rifiuti che generiamo.

Guardando allo stato attuale degli immondezzai possiamo concludere facilmente che c’è qualcosa che non va. Non è normale abbattere milioni di alberi per fabbricare carta e poi buttarla nella spazzatura, invece di riutilizzarla per fabbricarne di nuova.

I progressi e la sete di cultura fecero sì che la carta scritta diventasse il veicolo di comunicazione per eccellenza e questo ha portato ad un incremento spettacolare del suo consumo, cioè dell’abbattimento di interi boschi per soddisfare questa domanda.

Ma l’aumento del consumo ha generato un altro problema: si producono nuovi rifiuti inquinanti.

Parte dei problemi di deforestazione e inquinamento ambientale si possono risolvere utilizzando la carta riciclata fabbricata seguendo rigide norme che facciano sì che nel processo di trasformazione non vengano impiegati agenti chimici aggressivi e soprattutto il cloro.

Il riciclaggio è l’unica forma per liberarci dai rifiuti ottenendone profitto. Quando capiremo che non è spazzatura quella che buttiamo, ma boschi interi, avremo capito il senso ecologico del consumo di carta.
 

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