La carta riciclata salva la vita di
interi boschi – per ottenere una tonnellata di pasta
da carta è necessario abbattere 17 alberi, ognuno
dei quali ha bisogno di 20 anni per crescere –, non
inquina l’ambiente e risparmia energia.
Il termine "papyrus" in latino
allude alla pianta egiziana Cyperus papirus della
famiglia delle Ciperacee, le cui foglie servirono da
supporto per la scrittura agli egiziani, greci e
romani tra il 3000 a.C. e il V secolo d.C.
Nell’anno 105 d.C. T’sai Lun, un
impiegato dell’imperatore cinese Ho Ti, fabbricò per
la prima volta un foglio di carta a partire dalla
pasta vegetale fatta con fibre di canna di bambù,
gelso e altre piante, dando origine alla carta che
oggi conosciamo.
Per 500 anni la tecnica
d’elaborazione della carta appartenne solo ai cinesi,
che la conservarono con zelo in questo lungo
periodo.
Gli articoli nella cui fabbricazione
si utilizza la carta come materia prima, fanno parte
della maggioranza degli ambienti quotidiani dell’essere
umano, fornendo funzionalità, comodità, ordine,
igiene e protezione dei prodotti.
Scatole di cartone per
l’assemblaggio, vassoi per trasportare articoli
fragili come uova e frutta, beni per gli studenti
come quanderni, blocchi note e agende e carte per
uffici, sono voci di un infinito elenco che
corrobora l’importanza di tutti questi articoli di
uso quotidiano.
Nella loro fabbricazione si impiega
esclusivamente carta utilizzata dal consumatore:
giornali, riviste, carte da ufficio, stampati, la
cui unica destinazione sarebbe l’incenerimento negli
immondezzai.
Le caratteristiche della carta al
100% riciclata ed ecologica sono il suo colore
bianco naturale, garanzia di un processo pulito di
fabbricazione che non ha utilizzato agenti chimici
sbiancanti, particolarmente dannosi per l’ambiente.
La carta riciclata venne fatta
conoscere negli anni ’60 da diversi gruppi
ecologisti, ma il suo utilizzo non fu significativo.
A partire dai decenni ’80 e ’90 si comincia a dare
un po’ di importanza a questo tema.
Il principio del riciclaggio si basa
fondamentalmente sull’approfittare al massimo delle
risorse disponibili e sul riciclare tutti i rifiuti
che generiamo.
Guardando allo stato attuale degli
immondezzai possiamo concludere facilmente che c’è
qualcosa che non va. Non è normale abbattere milioni
di alberi per fabbricare carta e poi buttarla nella
spazzatura, invece di riutilizzarla per fabbricarne
di nuova.
I progressi e la sete di cultura
fecero sì che la carta scritta diventasse il veicolo
di comunicazione per eccellenza e questo ha portato
ad un incremento spettacolare del suo consumo, cioè
dell’abbattimento di interi boschi per soddisfare
questa domanda.
Ma l’aumento del consumo ha generato
un altro problema: si producono nuovi rifiuti
inquinanti.
Parte dei problemi di deforestazione
e inquinamento ambientale si possono risolvere
utilizzando la carta riciclata fabbricata seguendo
rigide norme che facciano sì che nel processo di
trasformazione non vengano impiegati agenti chimici
aggressivi e soprattutto il cloro.
Il riciclaggio è l’unica forma per
liberarci dai rifiuti ottenendone profitto. Quando
capiremo che non è spazzatura quella che buttiamo,
ma boschi interi, avremo capito il senso ecologico
del consumo di carta.