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XVIª Conferenza Internazionale sul
SIDA di Toronto
• È tempo di compiere
Con lo slogan: "È tempo di compiere" si è svolta
due settimane fa a Toronto, in Canada, la XVIª
Conferenza Internazionale sul VIH/SIDA, che ha
riunito sino al 18 settembre, circa 24 mila
partecipanti, tra politici, rappresentanti di
movimenti sociali, investigatori, medici...
In discussione le politiche e l’implementazione
necessaria per diminuire il problema globale che,
solo in America Latina e nei Caraibi affligge 2
milioni di persone, dicono i dati più recenti della
OMS.
La preoccupazione attorno al VIH/SIDA raggiunge
anche maggiori dimensioni perchè le investigazioni
scientifiche segnalano che questo numero, nella
regione latino-americana e dei Caraibi potrà
crescere sino a 3,5 milioni di persone infettate con
il virus HIV nel 2015, se non si applicherà una
politica seria e impegnata. Attualmente, circa 40
milioni di persone, in tutto il mondo, convivono con
il virus. Per questo, l conquiste scientífiche
nell’area e le politiche attuali di prevenzione
della malattia sono state il tema principale di 400
seminari riunioni e dibattiti che si sono svolti
durante l’incontro internazionale.
Le attività della Conferenza hanno avuto come tema
centrale l’impegno nei programmi esistenti e una
maggior partecipazione delle comunità più colpite.
In accordo con lo specialista Alan Whiteside, uno
dei partecipanti al simposio, " esiste molta
differenza tra le promesse e il compimento. “Non
basta che i siano fondi economici per le azioni: si
devono portare avanti”!, ha detto.
“Queste implementazioni, ha affermato, sono la
risposta globale effettiva di fronte al VIH/SIDA”.
Per combattere il SIDA si deve dedicare attenzione
speciale ai professionisti della salute che
distribuiscono i rimedi e considerare le situazioni
politiche ed economiche che aiutano a disseminare
l’epidemia.
All’apertura dell’incontro c’è stata una
presentazione di donne sieropositive che hanno
partecipato alla Conferenza Internazionale delle
Donne che Vivono con il HIV/ SIDA, che hanno chiesto
ai delegati della Conferenza 2006 che diminuisca la
discriminazione che soffrono donne e bambini
infettati e che si garantiscano i loro diritti di
partecipazione ai programmi.
Le donne hanno lavorato su cinque temi: accesso
all’assistenza; trattamento e sostegno;
partecipazione significativa delle persone che
vivono con il HIV; i preconcetti che si devono
vincere; l’attuazione contro la discriminazione.
La comunità omosessuale ha realizzato la
pre-conferenza " HIV, gli uomini che fanno sesso con
uomini".
D’accordo con Peter Tatchel, organizzatore
dell’incontro il tema della Conferenza è stato molto
utile per discutere il trattamento a cui sono
sottoposti gli omosessuali nell’accesso ai servizi.
Solo l’11% degli omosessuali maschi ha accesso ai
servizi di prevenzione in tutto il mondo. La
mancanza d’accesso, la discriminazione, la mancanza
di autostima sono punti che contribuiscono
all’aumento della malattia in questa fascia della
popolazione .
Il numero dei partecipanti giovani è aumentato
considerevolmente dall’ultima edizione
dell’incontro, nel 2004.
In quest’ultima edizione i giovani hanno apportato
circa 1.000 delegati, molto preoccupati per la
diffusione della malattia i cui casi sono
concentrati nella fascia giovanile in più della meta
dei casi.
I religiosi stanno assumendo il ruolo di aiutanti
nella lotta contro il HIV/SIDA.
Oggi si devono imporre responsabilità alle comunità
religiose e ai governi.
“25 anni dopo l’inizio dell’epidemia, dobbiamo
smettere di fare domande e cominciare ad applicare
le politiche”, ha detto Johanes Petrus,
co-fondatore della rete africana dei leaders
religiosi che vivono con i malati o sono infettati
dal virus HIV, durante l’atto solenne della
pre-conferenza, (la Fogata).
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