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Cindy Sheehan e altri attivisti
verranno a Cuba per esigere la chiusura del centro
di detenzione di Guantánamo
Granma
Int. – Un gruppo di attivisti dei diritti umani,
capeggiati dalla famosa Cindy Sheehan, il cui figlio
è morto in Iraq, arriverà a Cuba la settimana
prossima per esigere la chiusura del Centro di
Detenzione della Base Navale di Guantánamo, hanno
informato gli organizzatori.
La
delegazione, composta da 12 statunitensi, compirà il
viaggio come parte della giornata dell’11 gennaio,
dichiarato Giorno Internazionale per la chiusura
della prigione installata all’interno della fortezza
militare nell’oriente dell’Isola, ha riferito AP.
La data
segnerà anche il 5° anniversario dell’arrivo dei
prigionieri alla base.
La
prima delegazione internazionale di ex prigionieri,
i loro parenti, avvocati e attivisti dei diritti
umani si recherà a Guantánamo per effettuare una
conferenza sui soprusi e marcerà verso la porta di
sicurezza della Base Navale per esigere la chiusura
dell’illegale prigione, segnala un messaggio
dell’organizzazione Codepink.
Il
gruppo unirà i suoi sforzi a Global Exchange e al
Witnnes Against Torture (Testimoni contro la
tortura).
La base
americana, di 117 kmq, si trova in un’enclave
illegale in territorio cubano e alloggia circa 400
uomini sospettati di avere vincoli con la rete
terroristica Al-Qaeda o con la milizia integrista
taleban.
Nessuno
di loro è stato ancora processato per verificare le
accuse. Negli ultimi tempi sono stati denunciati
casi di maltrattamenti e torture.
Sheehan
ha ottenuto riconoscimento mondiale e il soprannome
di madre della pace per le sue proteste contro la
guerra che le ha strappato il suo giovane figlio
quando era un soldato. Alcune iniziative sono state
realizzate davanti al Congresso o nelle proprietà
prossime al ranch di Bush, ragione per la quale è
stata arrestata in varie occasioni.
Insieme
alla donna saranno a Cuba l’ex prigioniero Asif
Igbal e Zohra Zewawi, madre del cittadino britannico
Omar Deghayes, tuttora detenuto a Guantánamo.
“Viaggerò da Dubai perchè il mio cuore sta
sanguinando”, ha commentato la donna.
Nel dicembre del 2005 un gruppo dell’organizzazione
Testimoni contro la tortura – di matrice cristiana
– ha compiuto un viaggio simile ed i partecipanti
hanno marciato diversi giorni, fino a quando si sono
installati davanti alla base navale di Guantánamo,
dove hanno pregato.
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