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L'Avana. 5  Gennaio 2007

Cindy Sheehan e altri attivisti verranno a Cuba per esigere la chiusura del centro di detenzione di Guantánamo

Granma Int. – Un gruppo di attivisti dei diritti umani, capeggiati dalla famosa Cindy Sheehan, il cui figlio è morto in Iraq, arriverà a Cuba la settimana prossima per esigere la chiusura del Centro di Detenzione della Base Navale di Guantánamo, hanno informato gli organizzatori.

La delegazione, composta da 12 statunitensi, compirà il viaggio come parte della giornata dell’11 gennaio, dichiarato Giorno Internazionale per la chiusura della prigione installata all’interno della fortezza militare nell’oriente dell’Isola, ha riferito AP.

La data segnerà anche il 5° anniversario dell’arrivo dei prigionieri alla base.

La prima delegazione internazionale di ex prigionieri, i loro parenti, avvocati e attivisti dei diritti umani si recherà a Guantánamo per effettuare una conferenza sui soprusi e marcerà verso la porta di sicurezza della Base Navale per esigere la chiusura dell’illegale prigione, segnala un messaggio dell’organizzazione Codepink.

Il gruppo unirà i suoi sforzi a Global Exchange e al Witnnes Against Torture (Testimoni contro la tortura).

La base americana, di 117 kmq, si trova in un’enclave illegale in territorio cubano e alloggia circa 400 uomini sospettati di avere vincoli con la rete terroristica Al-Qaeda o con la milizia integrista taleban.

Nessuno di loro è stato ancora processato per verificare le accuse. Negli ultimi tempi sono stati denunciati casi di maltrattamenti e torture.

Sheehan ha ottenuto riconoscimento mondiale e il soprannome di madre della pace per le sue proteste contro la guerra che le ha strappato il suo giovane  figlio quando era un soldato. Alcune iniziative sono state realizzate davanti al Congresso o nelle proprietà prossime al ranch di Bush, ragione per la quale è stata arrestata in varie occasioni.

Insieme alla donna saranno a Cuba l’ex prigioniero Asif Igbal e Zohra Zewawi, madre del cittadino britannico Omar Deghayes, tuttora detenuto a Guantánamo. “Viaggerò da Dubai perchè il mio cuore sta sanguinando”, ha commentato la donna.

Nel dicembre del 2005 un gruppo dell’organizzazione Testimoni contro la tortura – di matrice cristiana –  ha compiuto un viaggio simile ed i partecipanti hanno marciato diversi giorni, fino a quando si sono installati davanti alla base navale di Guantánamo, dove hanno pregato.
 

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