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L'Avana. Cuba. Anno 10 - Sabato 17 Marzo 2007


A Roma devastata la sede di La Villetta Pro-Cuba
• Associazione di amicizia e solidarietà con l’Isola

Nella notte tra venerdì 16 e sabato 17 marzo 2007, l'associazione "La Villetta Pro-Cuba" di Roma è stata devastata da ignoti che hanno rubato attrezzature e, soprattutto, la documentazione inerente alla vita del circolo.

Se si fossero limitati ad un furto, nonostante il danno, si potrebbe pensare a semplici ladri, ma il sospetto che ci sia sotto qualcosa di più profondamente politico, è alquanto evidente per il fatto che si sono impossessati di agende di lavoro, fax ed altri documenti cartacei, ovviamente di nessun valore commerciale.

"La Villetta Pro-Cuba", dopo il successo dell'iniziativa dell'8 marzo e le iniziative in cantiere (la più importante quella relativa alla creazione di un coordinamento europeo per la liberazione dei Cinque Eroi cubani nelle prigioni Usa) è un organismo vivo e pulsante di idee ed azioni che, in un momento delicato della vita politica italiana soprattutto verso Cuba, dà indubbiamente fastidio a molti.

Pur con limitati mezzi economici che fanno perno sul contributo volontario dei compagni, La Villetta da anni si propone come valido e costruttivo elemento sempre a fianco di Cuba e di Fidel.

Non solo slogan, ma valide azioni di lotta e di sensibilizzazione per costruire, mantenere e far crescere la coscienza italiana verso le problematiche di un paese che da 50 anni lotta per la sua dignità contro l'arroganza imperialista.

SIPORCUBA aderisce ed invita tutti a partecipare Domenica 18 marzo 2007 alle ore 8,30, al presidio di solidarietà che si terrà presso la sede storica della Villetta a Roma, in via degli Armatori 3, per testimoniare d’essere a fianco dell'Associazione senza se e senza ma. (fonte SIPORCUBA di Aldo Galvagno)

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Cuba ha definito “cinica” la campagna statunitense contro il terrorismo

JAVIER RODRIGUEZ

PL.- Cuba ha definito “falso e cinico” il presunto impegno degli Stati Uniti nella lotta contro il terrorismo, replicando alla rappresentante USA durante la sessione del Consiglio dei Diritti Umani, ha reso noto PL.

Il delegato cubano, Rodolfo Reyes Rodríguez, si è riferito agli argomenti della nordamericana Velia de Pirro, che ha tentato di rispondere all’intervento realizzato il giorno prima dal ministro cubano degli Esteri, Felipe Perez Roque, nel Segmento ad Alto Livello della riunione.

Reyes ha sottolineato l’impunità che godono i gruppi terroristici che operano in Florida contro il popolo cubano e la protezione data a Luis Posada Carriles, responsabile del sabotaggio contro un aereo della Cubana de Aviacion in volo e della morte dei 73 passeggeri.

Molti di questi terroristi sono stati addestrati e finanziati dalle successive amministrazioni. La CIA ha direttamente partecipato all’articolazione di centinaia di tentativi d’assassinio contro il Capo di Stato cubano, ha aggiunto.

Nella sua risposta, il rappresentate cubano ha ricordato che la CIA ha appoggiato, quando le serviva, alcuni dei caporioni della chiamata oggi “rete terroristica Al Qaeda”, che oggi sono perseguiti. (Traduzione Granma Int.)

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Fina García Marruz ha vinto il Premio Ispano-Americano Pablo Neruda

AIN – “Il prestigioso Premio Ispano-Americano di Poesia Pablo Neruda è stato vinto quest’anno dalla poetessa e saggista cubana  Fina García Marruz”, ha annunciato questo mercoledì  la ministro di Cultura, Paulina Urrutia, che lo ha comunicato alla vincitrice per telefono dal Cile.

L’annuncio è stato dato in una conferenza stampa affollata assieme ai giurati: l’accademica cilena Ana Pizarro, lo scrittore peruviano Carlos Germán Belli e il poeta e saggista cubano Roberto  Fernández Retamar.

Emozionata, Fina García Marruz, che compirà tra poco 84 anni ed ha ottenuto a Cuba il Premio Nazionale di Letteratura, ha ringraziato per questo premio che le verrà consegnato dalla presidentessa Michelle Bachelet durante il Vertice ispano - americano dei ministri di cultura nel luglio prossimo a Santiago del Cile. (Traduzione Granma Int.)

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Il ministro degli Esteri cubano ha incontrato Lamberto Dini a Roma

RHC - Il ministro degli esteri cubano, Felipe Pérez Roque, ha incontrato a Roma il presidente de la Commissione degli Affari esteri del Senato italiano, Lamberto Dini, ha informato un comunicato ufficiale.

Nel cordiale incontro, Pérez Roque ha riferito la volontà di Cuba d’intensificare le relazioni economiche e politiche con l’Unione Europea.

Durante la su permanenza in Svizzera, a Berna, Felipe Pérez Roque ha incontrato personalità e capi di delegazione che hanno partecipato al IV Periodo ordinario delle Sessioni del Consiglio della ONU per i Diritti Umani.

Il ministro cubano ha conversato anche con la direttrice generale della Organizzazione Mondiale della Salute, Margaret Chan, che ha riconosciuto l’alto livello del sistema sanitario dell’Isola e la collaborazione internazionale che Cuba presta con 30.000 cooperanti in 70 paesi del mondo. (Traduzione Granma Int.)

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50° ANNIVERSARIO DELL’INSURREZIONE ARMATA DEL 13 MARZO 1957 (II)

Una battaglia combattuta  all’Avana per la Rivoluzione

FAURE CHOMON – Comandante dell’Esercito Ribelle

La linea dell’azione armata

José Antonio al ritorno dal Messico, in accordo con la decisione di Fidel che ogni organizzazione, il 26 e il Direttorio, ponessero in esecuzione i propri piani, facendoli solamente coincidere nel tempo, ordinò di eseguire la prima parte del nostro piano che consisteva nell’elevare il grado delle azioni armate, giustiziando il capo del Servizio Segreto Militare che aveva torturato e assassinato il leader operaio e nostro compagno Rubén Aldama Argüelles. Il piano di  fare esplodere la dinamite  nel Cimitero di Colón per eliminare il tiranno Batista e il suo governo, non si effettuò perchè non avevamo la dinamite. Comunque sia non sarebbe stato  realizzabile perchè la tirannia all’ultimo momento aveva - come scrisse la stampa - deciso di fare i funerali nel cimitero a La Lisa.Il Direttorio continuò il suo piano di agitazione armata con altre azioni durante la fine del 1956 e gli inizi del 1957. Inoltre la casualità  operava a nostro favore, dato che, nei movimenti necessari della clandestinità, José Antonio incontrò e conobbe due formidabili rivoluzionari, Eduardo García Lavandero e Evelio Prieto Guillama, che stavano custodendo l’ultimo arsenale che restava all’Avana all’ex presidente  Carlos Prío, dopo che tutti gli altri erano caduti nelle mani della polizia. Era pendente come continuazione del nostro piano l’operazione d’emergenza che consisteva nell’impadronirsi delle armerie dell’Avana Vecchia e organizzare precedentemente con tutte le armi possibili delle imboscate per contrastare le mobilitazioni della polizia che cercava di soffocare quelle azioni. La struttura del piano l’avevamo concepita partendo dalle riunioni di carattere militare sostenute in Messico. L’operazione era rimasta dipendente dal fatto di conquistare delle armi in più, che ci erano necessarie. Quel problema si sarebbe risolto con l’incorporazione nel Direttorio dei compagni  Eduardo García Lavandero e Evelio Prieto Guillama, che inoltre presero la decisone rivoluzionaria di consegnare a  José Antonio il prezioso arsenale che custodivano.  Per realizzare tutto quello, i due e  José Antonio dialogarono per diversi giorni mentre condividevano lo stesso rifugio: giornate nelle quali s’imposero gia argomenti in nome della Rivoluzione.

Obiettivo: la tana del tiranno

Questa  decisione derivò da un nuovo piano con obiettivi più alti, dato che già  si contava su un insieme di armi superiore in numero e potenza di fuoco. Esaminammo la possibilità d’attaccare e conquistare le diverse fortezze militari dell’Avana, ma  poi scartammo questo piano perchè non era fattibile. Inoltre poteva dare l’impressione di un’azione militare lontana dal popolo, per cui riprendemmo in considerazione il progetto dell’attacco e dell’occupazione del Palazzo Presidenziale che, sin dall’epoca di Julio Antonio Mella e Rubén Martínez Villena era parte dell’arsenale tattico della Rivoluzione. Lì c’era la sede della cupola della tirannia e da lì partivano tutti i fili della conduzione del potere dittatoriale. Inoltre era una fortezza militare per il numero dei soldati della guarnigione, che ci avrebbe fornito di una grande quantità di armi, sufficiente per continuare ad attaccare altri obiettivi che avrebbero provocato all’Avana un grande sollevamento popolare.

Gli obiettivi erano tre: L’Assalto al Palazzo Presidenziale, l’occupazione di un’ emittente che doveva essere Radio Reloj per diffondere la voce del movimento rivoluzionario e l’occupazione dell’Università dell’Avana, come sede del suo StaTo Maggiore. Quando chiamammo il compagno il compagno Carlos Gutiérrez Menoyo per spiegargli il nostro piano, lui lo incontrò magnifico e lo paragonò all’operazione del Riscatto dei reclusi del  Principe (la prigione  dell’Avana) considerandolo come "lo stampo" che, assicurava, era positivo per l’organizzazione, che era stato formato da due elementi: un comando che da  dentro si era impadronito dell’entrata e di un altro d’appoggio al di  fuori sino ad avere il controllo della prigione; nel Palazzo si poteva fare lo stesso con due comandi e operando da fuori, con il vantaggio di una  forza superiore e con un maggior volume di fuoco. Nel riscatto della Prigione del Príncipe liberammo tre compagni e uno di loro era il Comandante della Guerra Civile spagnola, Daniel Martín Labrandero che era entrato nel Direttorio Rivoluzionario nella stessa  prigione, deluso dal maneggio del quale era stato vittima da parte dei gruppi “autentici” e ammirato dall’entusiasmo, dall’organizzazione, la disciplina e il coraggio deciso del Direttorio.

Daniel, come gli era stato ordinato, non aveva comunicato ai suoi amici Carlos Gutiérrez e Ignacio González il suo ingresso nel Direttorio, nè il piano di fuga dalla prigione del Principe che stavamo preparando con tre armi corte e sei granate, che furono introdotte e custodite nella cappella della prigione sotto la tunica della Vergine della Carità del Cobre, dalla religiosa cubana  Suor Mercedes Álvarez, contattata da  una sorella di José Briñas, un combattente che mori durante l’attacco. Il piano si realizzò positivamente, ma poi avvenne la disgrazia che Daniel, gia fuori dalla prigione, cadde e  si ruppe le due caviglie  e anche la colonna per via dell’eccessiva velocità con cui scese la collina e quindi fu catturato e assassinato nel luogo stesso.

Un piano magnifico

Alcune ore dopo incontrammo  Carlos Gutiérrez Menoyo, stupito di non aver saputo nulla su quel piano di fuga e l’informammo che Daniel era un membro del Direttorio che compiva le nostre istruzioni, ma di non comunicarlo a nessuno e di non parlare nemmeno del piano di fuga.  Gli spiegammo, su sua richiesta com’era il piano e lui che era un esperto in azioni commandos lo definì magnifico. Quella notte al termine della conversazione chiese di entrare nel Direttorio e disse che comunque potevamo contare su di lui per qualsiasi azione, che era ai nostri ordini. La sua adesione fu accettata e  lo includemmo nel piano per giustiziare lo sbirro  Esteban Ventura Novo, organizzato nell’Ospedale  Calixto García. Finalmente lo chiamammo per la sua partecipazione al piano d’assalto del Palazzo Presidenziale,dopo l’approvazione dello stesso in seno al Direttorio e quella di José Antonio. Su nostra proposta Carlos fu nominato capo militare, mentre io dovevo essere il secondo dell’azione. Dal giorno dell’incorporazione di Carlos Gutiérrez nel Direttorio questi dichiarò di sentirsi moralmente obbligato con il compagno  Menelao Mora, dicendoci che  lui era sicuro che Menalao sarebbe entrato nel Direttorio se lui glielo chiedeva e se noi eravamo d’accordo. Io riferii a José Antonio la richiesta. Lui l’analizzò in una riunione della direzione dell’organizzazione.

Menelao era stato il solo dirigente di provenienza autentica che ci aveva consegnato delle armi, dimostrando fiducia in noi. In un’occasione ci aveva dato quattro carabine M-1 e in un’altra occasione quattro pistole mitragliatrici l marca "STAR" con tutti gli accessori. Quando iniziammo la risposta armata contro la polizia che reprimeva e sparava nelle nostre manifestazioni, ci aveva chiesto di partecipare come combattente in una di quelle azioni commandos e gli era stato concesso, per cui era stato a disposizione come tutti noi per un’azione che poi non venne eseguita. Ma era lì presente. (Continua)

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2007: anno d’allarme contro il dengue in America Latina  

• Cuba non è uno dei paesi più colpiti

SUNDRED SUZARTE MEDINA

Il dengue potrebbe essere una delle epidemie più forti di quest’anno nell’area dell’America Latina, dice l’Organizzazione Panamericana della Salute – OPS - dopo una seria epidemia in Paraguay che ha richiamato l’attenzione di organismi internazionali come la ONU.

Il complesso panorama in questa nazione sudamericana ha compreso circa 3000 casi, tra i 1quali 20 di dengue emorragico  e dieci morti. Questa situazione ha obbligato i funzionari della sanità del continente ad avvisare che il dengue è una minaccia per l’Asia e la regione del Pacifico, ma sta divenendo una priorità crescente anche nel continente americano, dato che è divenuto un problema di salute nelle zone tropicali dell’America Latina negli ultimi anni.

Per il dott. José Luis San Martín, assessore regionale della OPS e dell’Organizzazione Mondiale della Salute -OMS - la prima priorità ha a che vedere con l’attenzione alle persone infettate per evitare morti eventuali, ha riportato PL. L’esperto ha ricordato le stragi del dengue negli ultimi 25 anni, con epidemie cicliche dopo periodi moderati che si ripetono ogni tre -cinque anni. Il dott. San Martin ha raccomandato di prendere misure urgenti per il 2007, perchè la tendenza è di una maggior intensità della malattia e a questo compito, ha detto, devono partecipare tutti e non solo chi lavora nell’area della sanità, ma la popolazione e tutti i settori della società, per avere una risposta efficace. Il coordinamento tra i paesi vicini del Paraguay con Commissioni di Frontiera e altri meccanismi locali come l’invio di informazioni sistematiche sull’evoluzione dell’epidemia, in una rete stabilita nella sotto-regione e nella regione intera, garantisce una risposta immediata all’apparizione di nuovi casi o di nuove epidemie.

La OPS ha avvisato le autorità dei paesi alla frontiera: Argentina, Brasile e Bolivia, di rafforzare gli strumenti di vigilanza e controllo.

La popolazione gioca un ruolo importante nella prevenzione della malattia perchè il dengue è un problema basicamente domestico, vincolato alla sanità medio ambientale e intensificato da fenomeni climatici come le piogge insistenti, i sistemi fognari  insufficienti, la raccolta della spazzatura non costante, l’acqua stagnante. Le misure si devono basare soprattutto sull’educazione delle persone per l’eliminazione di possibili punti di riproduzione delle zanzare,  evitando riserve di acqua mal conservata, la presenza di pneumatici in disuso, di acqua ferma in vasi o contenitori, etc.

I paesi più colpiti  dal dengue nell’area latino americana sono Venezuela, Colombia, Brasile, El Salvador e Honduras, dice la OMS.

Gli esperti della OMS hanno segnalato che a parte l’allarme del momento, il dengue è una malattia endemica presente in più di 100° paesi e si deve prevenire in qualsiasi luogo, dato che pone a rischio circa 2500 milioni di persone nel mondo... i focus più intensi si trovano attualmente in Asia e nei paesi del Pacifico. 

L’incremento della temperatura globale dovuto ai cambiamenti climatici  accorcia il periodo d’incubazione del dengue nella zanzara Aedes Aegypti, che attualmente è di 10-15 giorni da quando punge una persona infettata a quando è in grado di ritrasmettere il virus. 

L’epidemia provoca annualmente circa 20.000 morti nel mondo.
 

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Continua lattività del Circolo Pescarese

• Il nuovo presidente Giulio Pace  

I gemellaggi tra le province dell’Abruzzo e di Cuba e la partecipazione della Regione ad una manifestazione appositamente organizzata nell’ambito della prossima Settimana della Lingua e Cultura italiana a Cuba sono gli impegni in agenda del Circolo di Pescara dell’Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba che nei giorni scorsi, a Montesilvano, ha rinnovato il proprio direttivo.

A guidare il Circolo nei prossimi anni sarà dunque Giulio Pace, che rappresenterà l’Abruzzo nel Congresso nazionale di Rimini dove l’Associazione nata nel 1962 per occuparsi degli interscambi ufficiali fra Italia e Cuba nei campi della solidarietà, cultura, turismo e cooperazione internazionale, si ritroverà per programmare le iniziative future.

Confermati nel direttivo del Circolo abruzzese l'avvocato Marco Coco, il giornalista Pierluigi Spiezia, nuovi eletti il coreografo-musicista cubano Maximo Gonzalez e gli architetti Roberta Fusilli e Giovanni Merico. Ruoli invertiti per i commercialisti Domenico Caporale e Donato Tinari (ex assessore comunale a Pescara) che si sono scambiati i ruoli di tesoriere (ora a Caporale) e amministratore del Circolo.

Tra le priorità del sodalizio quella di riprendere le procedure del gemellaggio fra l'Abruzzo e la cubana Holguin bloccato nel 2003 in seguito allo stop alle relazioni fra Cuba e UE, per la condanna delle tre esecuzioni capitali nell'Isola di alcuni dirottatori (di battelli e aerei) cubani contro-rivoluzionari.

Il ripristino del gemellaggio è ora in attesa del via da parte del partner ONU-PDHL. Tra le altre iniziative i corsi di spagnolo e di salsa, mentre più istituzionale e sicuramente impegnativo sarà l’appuntamento di novembre.

Su invito dell'ambasciatore italiano all'Avana, l'abruzzese Domenico Vecchioni, infatti, in concomitanza con la Settimana della Cultura italiana promossa dalla Farnesina a Cuba, ci sarà anche una Settimana dell’Abruzzo in cui la regione presenterà il meglio della sua offerta culturale ed eno-gastronomica. Un progetto a cui, oltre all’associazione Italia-Cuba, stanno lavorando anche la neonata Associazione degli Abruzzesi residenti nell'Isola presieduta da Antonio de Fabritiis, ex presidente INPS a Pescara e segretario regionale Cisl-Funzione pubblica, e il Consiglio regionale degli Abruzzesi nel Mondo, presieduto da Donato di Matteo. Hanno inoltre aderito all’invito dell’ambasciatore anche il consigliere regionale Gianni Melilla (Cooperazione internazionale) e l'assessore all'Agricoltura Marco Verticelli.

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Messaggio all'assemblea nazionale della Rete dei Comunisti


(Traduzione del messaggio del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba)


Stimati compagni e compagne:
Per il nostro Partito è motivo di soddisfazione inviarvi un messaggio di saluto al Congresso della Rete dei Comunisti d’Italia, che si realizza in un difficile e complesso scenario internazionale per la lotta delle forze comuniste, progressiste e di sinistra, nel nostro proposito comune di costruire un mondo di giustizia e di pace.
L’agire arrogante e prepotente dell’imperialismo nordamericano e dei suoi lacchè, per l’ottenimento delle loro ambizioni egemoniche di dominio e controllo delle principali risorse naturali che assicurano il loro sistema di consumo irrazionale, stà portando l’umanità ad una crisi politica e sociale senza precedenti, causando ingenti danni umani e materiali e mettendo in pericolo la stessa esistenza della specie umana.
Le grandi potenze capitaliste ricorrono nuovamente alle armi e alla forza, per raggiungere i loro obiettivi, mentre al popolo spetta la morale, la ragione e le idee, per difendere i nostri diritti per lo sviluppo sostenibile, degno ed equo, in cui sia l’uomo il centro dei principali processi di trasformazione. In questa congiuntura, è necessaria la costruzione del socialismo come orizzonte per i nostri popoli e come unica alternativa all’attuale sistema di dominio capitalista. In questa lotta, noi fratelli comunisti italiani e cubani insieme stiamo difendendo i nostri sogni.
Cuba, piccola nazione bloccata da più di 47 anni, aggredita economicamente, politicamente e militarmente, resistendo alle difficili condizioni imposte dalla scomparsa del campo socialista e dall’URSS; affrontando la politica sottomessa di un Unione Europea piegata agli interessi yankee; e sfidando i fenomeni naturali che ci abbattono, come conseguenza del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici che generano i modelli di consumo e saccheggio insostenibile delle società del Primo Mondo, continua oggi, più che mai, a difendere il suo diritto a construire il socialismo che, nella nostra realtà concreta, è sinonimo di libertà ed indipendenza.
Cari amici e amiche:
La storia ci dimostra che è possibile “dire basta e andare avanti”. I popoli dell’America Latina, dopo lunghi secoli di sfruttamento e di umiliazione, sono protagonisti, con la leadership dei Presidenti Fidel, Chavez ed Evo, di importanti processi di cambiamenti sociali, che ci fanno iniziare a rompere le catene della dipendenza e del sottosviluppo, e ci fanno stabilire come orizzonte la costruzione di un’America unita, come l’hanno sognata Bolivar e Martí.
Cogliamo l’occasione per ringraziare le costanti manifestazioni di solidarietà ricevute dalla Rete dei Comunisti d’Italia, contro il blocco criminale che gli Stati Uniti impongono al nostro popolo ed in particolare per gli sforzi che realizzate per la liberazione dei nostri Cinque Eroi prigionieri dell’Impero.
Vi auguriamo i migliori risultati per quest’importante evento, e vi confermiamo la volontà del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba di voler continuare a sviluppare i nostri rapporti bilaterali, plasmati nella solidarietà internazionalista, nella lotta per la pace e la giustizia sociale.
Hasta la victoria siempre.
Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba

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Director Geral: Lázaro Barredo Medina. Director Editorial: Gabriel Molina Franchossi.
HOSPEDAJE: Teledatos-Cubaweb. La Habana 
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