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L'Avana. 24 Agosto 2009

Guillermo Martínez chiude la partecipazione cubana con un argento

Enrique Montesinos, inviato speciale

Guillermo Martínez ha chiuso con un solido lancio del giavellotto di 86,41 metri conquistando cosě la medaglia d’argento nell’ultima giornata del XII Mondiali di Atletismo, siglando l’uscita della nazionale cubana dalla cittŕ di Berlino.

“La gara č stata meravigliosa, e l’ispirazione č venuta da mia figlia che oggi compie 13 giorni, e alla quale dedico la medaglia”, ha detto il lanciatore di Camaguey di 28 anni, che si č avvicinato come mai al suo risultato migliore di 87,17 metri del 2006, e che ha migliorato al momento opportuno il precedente di 82,76 di questa stagione.

Il merito di un tale successo č stato anche attribuito dal subcampione alla chimica con il suo nuovo allenatore Isbel Luaces. Guillermo č stato superato solo dal norvegese Andreas Thordkilsen, due volte campione olimpico, che nella seconda ronda ha piazzato un 89,59 e nella terza un altro rispettabile 88,95 che gli č valso l’oro.

Dopo due mondiali (Helsinki e Osaka) nelle cui finali Guillermo lanciava meno che nelle classificazioni, l’atleta ha finalmente ottenuto la sua consacrazione.

Martínez ha annunciato che non nutriva aspettative in questa prima grande gara dopo  un anno passato fuori dall’atletismo e che, stando al suo allenatore, ha cominciato la competizione cercando un buon primo lancio (83,43) che alla fine gli ha assicurato la medaglia.

Ha poi confermato che il lancio di 86 metri č stato il prodotto della sicurezza del titolo giŕ ottenuto e, alla domanda circa il significato di un simile trionfo ha risposto enfaticamente: “Creo che č una rinascita di Guillermo Martínez, e mi aspettano molte cose da fare”.

Questa č stata la quarta medaglia d’argento di Cuba, e la sesta in totale (1-4-1), mettendo l’isola al 12° posto nella tabella finale ordinata in base agli ori. Per punti, 51, la classificazione sale al 9° posto, prodotto della presenza di 11 tra i primi 8.

Gli Stati Uniti, anche se con un risultato inferiore di 10-6=22, si mantengono in testa per punti (231), appoggiati anche dalla presenza, unica, di oltre un centinaio di atleti.

Jamaica (7-4-2=13) grazie ai suoi fenomenali velocisti, e Kenya (4-5-2=11) per la sua rimonta sull’Etiopia, hanno lasciato la Russia nel quarto posto (4-3-6=13), influenzata per alcune frustrazioni, con la Isibaieva in testa.

Anche se, per punti, Russia (154) ha lasciato in terza posizione Giamaica (136) ed in quarta Kenya (120).

Yeimer e la staffetta non ce l’hanno fatta

Fino ad ora, qualsiasi sia il ritmo di corsa di una finale di 800 metri, per Yeimer López non č quello giusto.

Si č visto che, per varie ragioni, i “duri” di meno di 1:44 sono rimasti fuori ed altri non hanno mostrato impeto sufficiente per correre, e per tanto, un ritmo lento avrebbe dovuto favorire il Cubano, originalmente velocista sui 400 metri.

Ma i fatti non hanno aiutato, neppure dopo gli strani risultati delle semifinali, e giŕ dalla prima curva lenta in 53:54 č stato chiaro che Yeimer, che sembrava senza forze, non sarebbe stato in grado, terminando quindi all’ultimo posto (1:47,80), il 10°, visto che erano stati aggiunti due atleti che erano caduti nelle semifinali, e per tanto non apportando neanche un punticino.

E nella staffetta femminile 4x400, la sfortunata decisione tecnica di mettere Diosmely Peńa al posto di Susana Clement (quella con il rendimento inferiore nelle semifinali), ha fatto sě che la nuova apripista non solo arrivasse ottava, ma con uno svantaggio impossibile da colmare. Tutte erano talmente contrariate che sono passate come tornadi nella zona mista, ma alle successive domande la delegazione ha risposto menzionando delle lesioni muscolari.

Doppietta di Bekele

Nessun Etiope aveva vinto i 5.000 metri nei mondiali, e meno che meno conquistato l’inedita doppietta dei 5.000 e dei 10.000, prodezza realizzata da Kenenisa Bekele, dopo aver respinto clamorosamente ciň che sembrava una rimonta decisiva da parte del campione difensore Bernard Lagat, statunitense.

Bekele, con quattro corone consecutive nei 10.000 – da Parigi 2003 – aveva nel passato tentato la doppietta solo in un’occasione, senza andare oltre il bronzo nei 12 giri e mezzo dell’ovale. I Keniani, che avevano sette medaglie d’oro in  tale distanza (8 se si conta anche quella di Lagat a Osaka, di provenienza Keniana), rimangono adesso a bocca asciutta visto che a James C’Kurui (QUAT-13:17,78) č andato il bronzo, dietro a Lagat (USA-13:17,33) e Bekele (ETH-13:17,09) (Traduzioni Granma Int).

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