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L'Avana. 24 Agosto 2009

Cuba è un riferimento per l’atletismo latinoamericano
• L’isola si è piazzata al 12
º posto per medaglie nel Mondiale di Berlino

Anne-Marie García

Cuba ha conquistato sei medaglie nel Mondiale di Berlino confermandosi un riferimento dell’atletismo in America Latina.

All’oro di Yargelis Saligne nel triplo salto si sono uniti quattro argenti di Yarelis Barrios (disco), Guillermo Martínez (giavellotto), Leonel Suárez (decatlon) e Mabel Gay (triplo salto), così come il bronzo di Alexis Copello (triplo salto).

Leonel Suárez: il bronzo olimpico non fu una casualità

Il decatlonista Leonel Suárez ha accumulato 8.640 punti per poter conquistare l’argento mondiale, superato solo dallo Statunitense Trey Hardee (8.790).

“Per tutti quelli che pensavano che il bronzo olimpico fu una questione di fortuna, questo è un risultato spettacolare per me”, ha commentato il giovane holguinero di 21 anni alla stampa di Berlino.

Suárez ha migliorato il suo rendimento in lancio della lancia, arrivando fino ai 5,00 metri, però “Le due prime prove, 100 metri e salto in lungo, non sono andate come speravo, ed erano chiave per migliorare il risultato” ha spiegato Leonel, che si è però poi recuperato velocemente.

Il successo lo ha dedicato a molti: a tutto il popolo cubano, al gruppo di lavoro capeggiato dal tecnico Gabino Arzola, al medico Llerena, ai suoi zii e alla sua famiglia di Santiago.

Il giovane atleta ha assicurato che continuerà ad allenarsi in vista del prossimo mondiale nel quale spera di poter salire l’ultimo scalino del podio.

L’argento di Martínez conferma la tradizione nel giavellotto

Guillermo Martínez ha realizzato un eccellente 86,41 nell’ultimo tentativo conquistando la medaglia d’argento. In tanto il due volte campione olimpico norvegese Andreas Thorkildsen si è aggiudicato il primo titolo mondiale con 89,95 metri al suo secondo tentativo.

Il bronzo è andato al giapponese Yukifumi Muratami con 82,97.

“La gara è stata meravigliosa. Il motore propulsore di questo risultato è stato mia figlia, che oggi compie 13 giorni” ha detto il Cubano.

Martínez ha spiegato che nel primo lancio “sono uscito per assicurare”, e ha aggiunto che “non sentivo molta speranza e sicurezza. Il fatto di aver passato un anno fuori non mi dava la possibilità di avere tanta sicurezza”.

Il risultato di Martínez ha confermato la tradizione che ha Cuba nel giavellotto, dopo i risultati ottenuti tra le dame l’anno passato.

Infatti Osleidys Menéndez, campionessa olimpica nel 2004 ha affermato che “sta cominciando adesso” dopo aver ottenuto il settimo posto mondiale con un risultato di 63,11 metri.

“Mi sono accorta di avere ancora potenzialità, ed il mio allenatore Dioniso Quintana lo sa bene…”

Barrios mantiene il suo secondo posto nel disco

L’argento olimpico del disco, Yarelis Barrios, ha lanciato 64,67 metri per afferrare la medaglia d’argento che, tuttavia, non l’ha soddisfatta.

“Ho ancora il sassolino nella scarpa per non aver preso l’oro. Non l’ho preso a Pechino e adesso di nuovo”, ha spiegato. “Però spero di vincerlo prima di ritirarmi”.

“La competizione è stata molto buona, anche se pensavo che potesse essere migliore” ha detto Barrios. “Sono molto contenta perché ho fatto qualcosa che non avevo mai fatto, e cioè ottenere il mio miglior risultato nell’ultimo lancio”.

Barrios ha ringraziato tutte le persone che l’hanno aiutata a realizzare il suo successo: “I miei genitori, mio marito, una cara amica, Yaquelín Iglesias, la martellista Yipsi Moreno che mi ha dato un grande conforto, il mio allenatore, il fisioterapista, il mio medico, e a tutti coloro che in generale abbiano avuto a che fare con questa medaglia”.

Culson di Porto Rico fa storia

Il Portorichegno Javier Culson ha fatto storia diventando il primo atleta nel suo Paese a salire sul podio di un mondiale di atletismo. “Ed è la prima medaglia d’argento per il mio Paese” ha detto emozionato. “Sono infinitamente felice. È talmente tanto, che sono sorpreso”.

Culson ha registrato 48,09 nei 400 metri ad ostacoli finendo dietro lo Statunitense Kerron Clement (47,91). Il bronzo è stato per il suo compatriota Bershawn Jackson.

Il Dominicano Féliz Sánchez, campione olimpico nel 2004, è inciampato nel primo ostacolo e ha perso il ritmo, finendo in ultima posizione. “È un errore, ed è umano”, ha detto deluso Sánchez. “Sono uscito troppo rapidamente e mi è costato troppo recuperare”.

Bolt ha volato

Il Giamaicano Usain Bolt ha volato polverizzando il suo stesso record nei 200 metri, con un tempo di 19,19 secondi, che gli hanno garantizzato il secondo titolo mondiale.

Bolt ha sfidato di nuovo i limiti umani dopo il suo record nei 100 metri di 9,58 secondi. In una gara impressionante con una curva da sogno, ha migliorato di 0,11 decimi il tempo che aveva raggiunto esattamente un anno prima nei Giochi Olimpici di Pechino.

Bolt ha conquistato la sua terza medaglia d’oro mondiale dopo aver totalizzato gli stessi risultati nei Giochi Olimpici di Pechino.

Lo Statunitense Tyson Gay, argento mondiale nei 100 metri, ha fornito la migliore interpretazione del fenomeno quando ha detto scherzando: “Io sono il miglior velocista del mondo, Bolt è extraterrestre”.

Bolt ha assicurato che “Non dimenticherò mai Berlino”, né il pubblico berlinese dimenticherà mai il carismatico Giamaicano. Le sue insperate apparizioni sulla pista azzurra dello stadio per firmare autografi e il suo inesauribile repertorio di gesti di fronte alle camere hanno catturato il pubblico, al quale non è rimasto altro rimedio che arrendersi ai suoi piedi.

Con Bolt e Shelly-Ann Fraser, vincitrice dei 100 femminili, la Giamaica ha dominato le prove di velocità con cinque vittorie sugli Stati Uniti, incluse le due prove dei 4x100. Solo la Statunitense si è introdotta con la vittoria dei 200 metri.

Robles e Saladino: incubo a Berlino

Il campione olimpico Dayron Robles si è ritirato dalle semifinali dei 110 metri ad ostacoli tornando a vivere un incubo in un campionato mondiale.

Lesione o fastidio? Dayron è tornato a Cuba per spianare i dubbi che hanno frustrato il suo sogno.

“Lo sport è così”, ha sentenziato Santiago Antunes, l’allenatore di Robles in un’intervista telefonica, aggiungendo che “Siamo preoccupati perché gli sono state fatte varie prove a Berlino, ma non si è vista una lesione”.

Nelle semifinali di Berlino, il titolare del record mondiale ha rovesciato i primi tre ostacoli e, con evidente dolore, ha dovuto essere aiutato per uscire dalla pista”.

“Pensa a come si può sentire!” ha esclamato Javier Sotomayor, manager della nazionale cubana di atletismo quando gli hanno chiesto per telefono come si sentiva Dayron.

“So bene cosa sta passando, ma lo aspettano ancora moltissime vittorie”, ha affermato Sotomayor, ancora titolare del record mondiale di salto in alto. Il Panamense Irving Saladino, titolare olimpico del salto in lungo, ha condotto una gara deludente, andandosene dalla finale senza registrare neppure un risultato valido.

Saladino, campione mondiale difensore, ha spiegato che aveva sentito una certa ansietà, non pressione: “Ho capito che qui nessuno è Superman e nessuno è perfetto”, ha segnalato.

Tuttavia, ha assicurato: “Non rattristatevi e non vi perdiate di animo. Saladino rimarrà per un buon tempo”.

Il suo grande rivale, lo Statunitense Dwight Phillips, si è ritrovato la strada spianata, vincendo con 8,54 metri.

Anche se non è stata tanto eclatante come Bolt, la lanciatrice del martello Anita Wlodarczyk è tornata a fissare un nuovo record di 77,96 metri. Anche lei è parte della storia di Berlino.

Nella tavola finale delle medaglie, Cuba si piazza al 12° posto. Gli Stati Uniti al primo con 10 medaglie d’oro, sei d’argento e 6 di bronzo, mentre Giamaica al secondo (7-4-2), Kenya (4-5-2), Russia (4-3-6), Polonia (2-4-2), Germania (2-3-4), Etiopia (2-2-4), Gran Bretagna (2-2-2), Sudafrica (2-1-0), Australia (2-0-2) e Bahrein (2-0-1). (Traduzione Granma Int.)
 

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