|
Cuba è un riferimento per l’atletismo
latinoamericano
• L’isola si è piazzata al 12º
posto per medaglie nel Mondiale di Berlino
Anne-Marie García
Cuba ha
conquistato sei medaglie nel Mondiale di Berlino
confermandosi un riferimento dell’atletismo in
America Latina.
All’oro
di Yargelis Saligne nel triplo salto si sono uniti
quattro argenti di Yarelis Barrios (disco),
Guillermo Martínez (giavellotto), Leonel Suárez
(decatlon) e Mabel Gay (triplo salto), così come il
bronzo di Alexis Copello (triplo salto).
Leonel Suárez: il bronzo olimpico non fu una
casualità
Il
decatlonista Leonel Suárez ha accumulato 8.640 punti
per poter conquistare l’argento mondiale, superato
solo dallo Statunitense Trey Hardee (8.790).
“Per
tutti quelli che pensavano che il bronzo olimpico fu
una questione di fortuna, questo è un risultato
spettacolare per me”, ha commentato il giovane
holguinero di 21 anni alla stampa di Berlino.
Suárez
ha migliorato il suo rendimento in lancio della
lancia, arrivando fino ai 5,00 metri, però “Le due
prime prove, 100 metri e salto in lungo, non sono
andate come speravo, ed erano chiave per migliorare
il risultato” ha spiegato Leonel, che si è però poi
recuperato velocemente.
Il
successo lo ha dedicato a molti: a tutto il popolo
cubano, al gruppo di lavoro capeggiato dal tecnico
Gabino Arzola, al medico Llerena, ai suoi zii e alla
sua famiglia di Santiago.
Il
giovane atleta ha assicurato che continuerà ad
allenarsi in vista del prossimo mondiale nel quale
spera di poter salire l’ultimo scalino del podio.
L’argento di Martínez conferma la tradizione nel
giavellotto
Guillermo Martínez ha realizzato un eccellente 86,41
nell’ultimo tentativo conquistando la medaglia
d’argento. In tanto il due volte campione olimpico
norvegese Andreas Thorkildsen si è aggiudicato il
primo titolo mondiale con 89,95 metri al suo secondo
tentativo.
Il
bronzo è andato al giapponese Yukifumi Muratami con
82,97.
“La
gara è stata meravigliosa. Il motore propulsore di
questo risultato è stato mia figlia, che oggi compie
13 giorni” ha detto il Cubano.
Martínez ha spiegato che nel primo lancio “sono
uscito per assicurare”, e ha aggiunto che “non
sentivo molta speranza e sicurezza. Il fatto di aver
passato un anno fuori non mi dava la possibilità di
avere tanta sicurezza”.
Il
risultato di Martínez ha confermato la tradizione
che ha Cuba nel giavellotto, dopo i risultati
ottenuti tra le dame l’anno passato.
Infatti
Osleidys Menéndez, campionessa olimpica nel 2004 ha
affermato che “sta cominciando adesso” dopo aver
ottenuto il settimo posto mondiale con un risultato
di 63,11 metri.
“Mi
sono accorta di avere ancora potenzialità, ed il mio
allenatore Dioniso Quintana lo sa bene…”
Barrios mantiene il suo secondo posto nel disco
L’argento olimpico del disco, Yarelis Barrios, ha
lanciato 64,67 metri per afferrare la medaglia
d’argento che, tuttavia, non l’ha soddisfatta.
“Ho
ancora il sassolino nella scarpa per non aver preso
l’oro. Non l’ho preso a Pechino e adesso di nuovo”,
ha spiegato. “Però spero di vincerlo prima di
ritirarmi”.
“La
competizione è stata molto buona, anche se pensavo
che potesse essere migliore” ha detto Barrios. “Sono
molto contenta perché ho fatto qualcosa che non
avevo mai fatto, e cioè ottenere il mio miglior
risultato nell’ultimo lancio”.
Barrios
ha ringraziato tutte le persone che l’hanno aiutata
a realizzare il suo successo: “I miei genitori, mio
marito, una cara amica, Yaquelín Iglesias, la
martellista Yipsi Moreno che mi ha dato un grande
conforto, il mio allenatore, il fisioterapista, il
mio medico, e a tutti coloro che in generale abbiano
avuto a che fare con questa medaglia”.
Culson di Porto Rico fa storia
Il
Portorichegno Javier Culson ha fatto storia
diventando il primo atleta nel suo Paese a salire
sul podio di un mondiale di atletismo. “Ed è la
prima medaglia d’argento per il mio Paese” ha detto
emozionato. “Sono infinitamente felice. È talmente
tanto, che sono sorpreso”.
Culson
ha registrato 48,09 nei 400 metri ad ostacoli
finendo dietro lo Statunitense Kerron Clement
(47,91). Il bronzo è stato per il suo compatriota
Bershawn Jackson.
Il
Dominicano Féliz Sánchez, campione olimpico nel
2004, è inciampato nel primo ostacolo e ha perso il
ritmo, finendo in ultima posizione. “È un errore, ed
è umano”, ha detto deluso Sánchez. “Sono uscito
troppo rapidamente e mi è costato troppo
recuperare”.
Bolt ha volato
Il
Giamaicano Usain Bolt ha volato polverizzando il suo
stesso record nei 200 metri, con un tempo di 19,19
secondi, che gli hanno garantizzato il secondo
titolo mondiale.
Bolt ha
sfidato di nuovo i limiti umani dopo il suo record
nei 100 metri di 9,58 secondi. In una gara
impressionante con una curva da sogno, ha migliorato
di 0,11 decimi il tempo che aveva raggiunto
esattamente un anno prima nei Giochi Olimpici di
Pechino.
Bolt ha
conquistato la sua terza medaglia d’oro mondiale
dopo aver totalizzato gli stessi risultati nei
Giochi Olimpici di Pechino.
Lo
Statunitense Tyson Gay, argento mondiale nei 100
metri, ha fornito la migliore interpretazione del
fenomeno quando ha detto scherzando: “Io sono il
miglior velocista del mondo, Bolt è extraterrestre”.
Bolt ha
assicurato che “Non dimenticherò mai Berlino”, né il
pubblico berlinese dimenticherà mai il carismatico
Giamaicano. Le sue insperate apparizioni sulla pista
azzurra dello stadio per firmare autografi e il suo
inesauribile repertorio di gesti di fronte alle
camere hanno catturato il pubblico, al quale non è
rimasto altro rimedio che arrendersi ai suoi piedi.
Con
Bolt e Shelly-Ann Fraser, vincitrice dei 100
femminili, la Giamaica ha dominato le prove di
velocità con cinque vittorie sugli Stati Uniti,
incluse le due prove dei 4x100. Solo la Statunitense
si è introdotta con la vittoria dei 200 metri.
Robles e Saladino: incubo a Berlino
Il
campione olimpico Dayron Robles si è ritirato dalle
semifinali dei 110 metri ad ostacoli tornando a
vivere un incubo in un campionato mondiale.
Lesione
o fastidio? Dayron è tornato a Cuba per spianare i
dubbi che hanno frustrato il suo sogno.
“Lo
sport è così”, ha sentenziato Santiago Antunes,
l’allenatore di Robles in un’intervista telefonica,
aggiungendo che “Siamo preoccupati perché gli sono
state fatte varie prove a Berlino, ma non si è vista
una lesione”.
Nelle
semifinali di Berlino, il titolare del record
mondiale ha rovesciato i primi tre ostacoli e, con
evidente dolore, ha dovuto essere aiutato per uscire
dalla pista”.
“Pensa
a come si può sentire!” ha esclamato Javier
Sotomayor, manager della nazionale cubana di
atletismo quando gli hanno chiesto per telefono come
si sentiva Dayron.
“So
bene cosa sta passando, ma lo aspettano ancora
moltissime vittorie”, ha affermato Sotomayor, ancora
titolare del record mondiale di salto in alto. Il
Panamense Irving Saladino, titolare olimpico del
salto in lungo, ha condotto una gara deludente,
andandosene dalla finale senza registrare neppure un
risultato valido.
Saladino, campione mondiale difensore, ha spiegato
che aveva sentito una certa ansietà, non pressione:
“Ho capito che qui nessuno è Superman e nessuno è
perfetto”, ha segnalato.
Tuttavia, ha assicurato: “Non rattristatevi e non vi
perdiate di animo. Saladino rimarrà per un buon
tempo”.
Il suo
grande rivale, lo Statunitense Dwight Phillips, si è
ritrovato la strada spianata, vincendo con 8,54
metri.
Anche
se non è stata tanto eclatante come Bolt, la
lanciatrice del martello Anita Wlodarczyk è tornata
a fissare un nuovo record di 77,96 metri. Anche lei
è parte della storia di Berlino.
Nella
tavola finale delle medaglie, Cuba si piazza al 12°
posto. Gli Stati Uniti al primo con 10 medaglie
d’oro, sei d’argento e 6 di bronzo, mentre Giamaica
al secondo (7-4-2),
Kenya (4-5-2), Russia (4-3-6), Polonia (2-4-2),
Germania (2-3-4), Etiopia (2-2-4), Gran Bretagna
(2-2-2), Sudafrica (2-1-0), Australia (2-0-2) e
Bahrein (2-0-1). (Traduzione Granma Int.)
|