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Bancarotta
Randy
Alonso Falcón
Il
Presidente ed i suoi assessori economici sorridono
ed annunciano tempi migliori. I grandi imperi
finanziari, sopravvissuti alla crisi grazie
all’iniezione di una somma multimilionaria da parte
del Governo, divulgano riguardevoli profitti nel
primo semestre. Eppure, non tutto è ottimismo,
neppure nel privilegiato mondo della finanza.
La
scorso venerdì, il Fondo di Garanzia di Depositi
(FDIC), regolatore bancario statunitense, ha
annunciato il fallimento di quattro banche
regionali, cifra che eleva a 81 il numero di
istituzioni bancarie che hanno chiuso negli Stati
Uniti dall’inizio dell’anno. Il Guaranty Bank, con
sede in Texas, il Fist Cometa e l’Ebank, entrambi in
Georgia, e il Capital South Bank, in Alabama, sono
le quattro entità in bancarotta.
Giovedì
era stato rivelato il fallimento di altre quattro
banche, tra le quali il Colonia Banc Group, che ha
rappresentato il sesto maggior fallimento degli
Stati Uniti ed il più voluminoso dal collasso del
Washington Mutual, nel settembre del 2008. Per
fermare il panico, gli utili dell’istituzione con
sede in Alabama, sono stati consegnati nelle mani
del suo rivale BB&T. La quantità di banche fallite
fino ad oggi è la maggiore in un anno dal 1992,
quando si verificò la crisi delle banche di
risparmio. Nel 2008 sono cadute a picco 25 banche e
nel 2007 solo 3.
Gli
esperti in temi bancari hanno avvertito che nei
prossimi anni potrebbero chiudere fino a 1.000
banche negli Stati Uniti. La selvaggia mancanza di
regole ha quasi ucciso il sistema finanziario
nordamericano, ma l’aiuto del Governo, che ha usato
enormi somme di denaro, ha riscattato le entità più
potenti, concentrando di fatto ancora di più il
monopolio nel settore. Non per niente sono assessori
nel Governo vari esecutivi usciti dal Goldman Sachs.
Record di fallimenti
Non
sono state solo le banche a soffrire per la crisi.
Le istanze di bancarotta negli Stati Uniti sono
cresciute del 35% tra giugno del 2008 e luglio di
quest’anno. In questi 12 mesi si sono contate quasi
1,3 milioni di istanze in tal senso.
Le
imprese fallite sono arrivate a 55.000, e tra le più
importanti del 2009 ci sono le case automobilistiche
General Motors Co., e Chrysler LLC, la leader
mondiale delle pubblicazioni Reader’s Digest,
l’impero degli hotel e casinò de Las Vegas City
Center e la Charter Communications, il quarto
maggiore operatore televisivo via cavo statunitense.
Gli
altri fallimenti hanno raggiunto gli 1,25 milioni di
dollari. La disoccupazione crescente, la crisi
ipotecaria, e la follia del consumo a credito, hanno
trascinato alla bancarotta numerose persone e
famiglie. Però, la prima causa delle bancarotte
personali sono gli elevati costi medici, con
l’aggravante che più del 60% di chi è rimasto in
miseria per necessità di assistenza medica pagava
un’assicurazione privata, che lo ha abbandonato nel
momento del bisogno.
Ciò che
è emblematico nell’essenza del sistema, è che mentre
si approvano centinaia di migliaia di milioni per
riscattare le banche ed altre decine di migliaia di
milioni per le case automobilistiche, quasi nulla è
stato fatto per promuovere l’impiego o aiutare il
pagamento delle ipoteche scadute, e, per colmo, il
tentativo di riformare l’inefficace e costoso
sistema di salute è sempre più a rischio a causa
della tenace opposizione dei repubblicani e alla
potente lobby della salute.
Venerdì
è stato reso noto che più del 13% dei nordamericani
proprietari di case ipotecate sono in ritardo con le
loro rate per incapacità di pagamento e affrontano
il rischio di vedersi portar via la casa. Nel
frattempo i licenziamenti continuano ad aumentare e
questa settimana Lokheed Martin ha detto che manderà
circa 800 avvisi di licenziamento nella sua
divisione di sistemi spaziali.
Quelli
che hanno passato una buona estate sono gli studi
legali di avvocati specializzati nella consulenza
nei processi di fallimento, i cui ricavi per
l’assistenza legale si sono gonfiati di fronte
all’aumento dei casi ed alla dimensione delle
imprese coinvolte. Nei soli primi due mesi dell’anno
il valore dei fallimenti delle imprese è asceso a
66.500 milioni di dollari. Secondo il professore di
legge dell’Università della California, Lynn Lo
Pucky, il ricavato degli studi legali dedicati ai
casi di fallimento sta crescendo quattro volte più
rapidamente rispetto all’inflazione. Un affare che
prospera sulla disgrazia degli altri!
E le
brutte notizie non sono finite. Giornali, banche,
imprese e famiglie sono sulla lista nera della
prossima bancarotta. (Traduzioni Granma Int.)
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