Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5

    

E C O N O M I A

L'Avana. 26 Agosto 2009

Bancarotta

Randy Alonso Falcón

Il Presidente ed i suoi assessori economici sorridono ed annunciano tempi migliori. I grandi imperi finanziari, sopravvissuti alla crisi grazie all’iniezione di una somma multimilionaria da parte del Governo, divulgano riguardevoli profitti nel primo semestre. Eppure, non tutto è ottimismo, neppure nel privilegiato mondo della finanza.

La scorso venerdì, il Fondo di Garanzia di Depositi (FDIC), regolatore bancario statunitense, ha annunciato il fallimento di quattro banche regionali, cifra che eleva a 81 il numero di istituzioni bancarie che hanno chiuso negli Stati Uniti dall’inizio dell’anno. Il Guaranty Bank, con sede in Texas, il Fist Cometa e l’Ebank, entrambi in Georgia, e il Capital South Bank, in Alabama, sono le quattro entità in bancarotta.

Giovedì era stato rivelato il fallimento di altre quattro banche, tra le quali il Colonia Banc Group, che ha rappresentato il sesto maggior fallimento degli Stati Uniti ed il più voluminoso dal collasso del Washington Mutual, nel settembre del 2008. Per fermare il panico, gli utili dell’istituzione con sede in Alabama, sono stati consegnati nelle mani del suo rivale BB&T. La quantità di banche fallite fino ad oggi è la maggiore in un anno dal 1992, quando si verificò la crisi delle banche di risparmio. Nel 2008 sono cadute a picco 25 banche e nel 2007 solo 3.

Gli esperti in temi bancari hanno avvertito che nei prossimi anni potrebbero chiudere fino a 1.000 banche negli Stati Uniti. La selvaggia mancanza di regole ha quasi ucciso il sistema finanziario nordamericano, ma l’aiuto del Governo, che ha usato enormi somme di denaro, ha riscattato le entità più potenti, concentrando di fatto ancora di più il monopolio nel settore. Non per niente sono assessori nel Governo vari esecutivi usciti dal Goldman Sachs.

Record di fallimenti

Non sono state solo le banche a soffrire per la crisi. Le istanze di bancarotta negli Stati Uniti sono cresciute del 35% tra giugno del 2008 e luglio di quest’anno. In questi 12 mesi si sono contate quasi 1,3 milioni di istanze in tal senso.

Le imprese fallite sono arrivate a 55.000, e tra le più importanti del 2009 ci sono le case automobilistiche General Motors Co., e Chrysler LLC, la leader mondiale delle pubblicazioni Reader’s Digest, l’impero degli hotel e casinò de Las Vegas City Center e la Charter Communications, il quarto maggiore operatore televisivo via cavo statunitense.

Gli altri fallimenti hanno raggiunto gli 1,25 milioni di dollari. La disoccupazione crescente, la crisi ipotecaria, e la follia del consumo a credito, hanno trascinato alla bancarotta numerose persone e famiglie. Però, la prima causa delle bancarotte personali sono gli elevati costi medici, con l’aggravante che più del 60% di chi è rimasto in miseria per necessità di assistenza medica pagava un’assicurazione privata, che lo ha abbandonato nel momento del bisogno.

Ciò che è emblematico nell’essenza del sistema, è che mentre si approvano centinaia di migliaia di milioni per riscattare le banche ed altre decine di migliaia di milioni per le case automobilistiche, quasi nulla è stato fatto per promuovere l’impiego o aiutare il pagamento delle ipoteche scadute, e, per colmo, il tentativo di riformare l’inefficace e costoso sistema di salute è sempre più a rischio a causa della tenace opposizione dei repubblicani e alla potente lobby della salute.

Venerdì è stato reso noto che più del 13% dei nordamericani proprietari di case ipotecate sono in ritardo con le loro rate per incapacità di pagamento e affrontano il rischio di vedersi portar via la casa. Nel frattempo i licenziamenti continuano ad aumentare e questa settimana Lokheed Martin ha detto che manderà circa 800 avvisi di licenziamento nella sua divisione di sistemi spaziali.

Quelli che hanno passato una buona estate sono gli studi legali di avvocati specializzati nella consulenza nei processi di fallimento, i cui ricavi per l’assistenza legale si sono gonfiati di fronte all’aumento dei casi ed alla dimensione delle imprese coinvolte. Nei soli primi due mesi dell’anno il valore dei fallimenti delle imprese è asceso a 66.500 milioni di dollari. Secondo il professore di legge dell’Università della California, Lynn Lo Pucky, il ricavato degli studi legali dedicati ai casi di fallimento sta crescendo quattro volte più rapidamente rispetto all’inflazione. Un affare che prospera sulla disgrazia degli altri!

E le brutte notizie non sono finite. Giornali, banche, imprese e famiglie sono sulla lista nera della prossima bancarotta. (Traduzioni Granma Int.)
 

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