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LA CONFERENZA SUL CAMBIO CLIMATICO
10 Milioni di firme per sollecitare
l’accordo per l’ambiente
• Una petizione on line organizzata da 226 partiti
Verdi, riuniti nel gruppo Tck, è stata firmata da 10
milioni di persone di tutto il mondo per chiedere ai
leaders di concludere un accordo sul clima che sia
''equo, positivo ed obbligatorio'', come hanno
comunicato gli organizzatori dell'iniziativa.
La petizione è stata inviata al Segretario generale
della Conferenza della ONU sul clima, Yvo Boer, al
primo ministro danese Lars Loekke Rasmussen ed alla
presidentessa del Comitato, Connie Hedegaard.
Il negoziato per un’intesa sulla lotta contro i
cambiamenti climatici ha conosciuto momenti
entusiasmanti come la firma del protocollo di Kyoto
e bruschi stop, come il fallimento a Bali.
Queste le tappe principali:
1992, Rio de Janeiro.
Conferenza sull’Ambiente e sullo Sviluppo delle
Nazioni Unite (UNCED). Il ’Summit della Terrà, cui
presero parte le delegazioni di 154 nazioni, si
concluse con la stesura della Convenzione quadro
delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici,
meglio conosciuta come United Nations Framework
Convetion on Climate Change (UNFCCC). Obiettivo del
trattato era quello di ridurre le emissioni di gas
ad effetto serra nell’atmosfera, sulla base della
teoria del riscaldamento globale. Dal 1994 le
delegazioni decisero di incontrarsi annualmente
nella Conferenza delle Parti (COP).
1995 - Berlino: COP-1
Dal primo incontro della Conferenza delle Parti
sorse il Mandato di Berlino che fissava una fase di
ricerca, della durata di due anni, per negoziare
Stato per Stato una serie di azioni adeguate.
1996 - Ginevra: COP-2
Dalla seconda conferenza delle parti nacque una
dichiarazione che stabiliva l’urgenza di obblighi a
medio termine legalmente vincolanti.
1997 - Kyoto: COP-3
Il Protocollo di Kyoto fu adottato al termine di
negoziati convulsi che videro tra i protagonisti
l’ex vicepresidente USA ed Premio Nobel per la Pace
Al Gore.
Gran parte dei Paesi industrializzati e diversi
Stati con economie di transizione accettarono
riduzioni legalmente vincolanti delle emissioni dei
gas ad effetto serra, comprese mediamente tra il 6%
e l’8%, rispetto ai livelli del 1990, da realizzare
tra il 2008 e il 2012.
2000 - L’Aia: COP-6
La conferenza avrebbe dovuto affrontare i nodi
politici ancora irrisolti, ma fu subito segnata dai
contrasti che opposero la delegazione dell’Unione
Europea a quella degli Stati Uniti.
2001 - Bonn: COP-6 Bis
La conferenza, riunitasi quattro mesi dopo l’uscita
degli Stati Uniti dal Protocollo di Kyoto, si chiuse
con un accordo sui temi politici più controversi.
2002 - Marrakesh: COP-7
Il summit di Marrakesh si concentrò soprattutto
sulla creazione delle condizioni necessarie per la
ratifica del Protocollo da parte delle singole
nazioni.
2003 - Milano - COP-9
La conferenza fissò una serie di misure legate
soprattutto ai piani di riduzione delle emissioni
tramite attività di rimboschimento.
2005 - Montreal: COP-11
Il summit si chiuse con un accordo che puntava a
ridefinire gli obiettivi vincolanti in vista della
scadenza, nel 2012, del Protocollo di Kyoto.
2006 - Nairobi: COP-12
La conferenza non riuscì a stabilire ulteriori
obiettivi di riduzione delle emissioni alla scadenza
del Protocollo di Kyoto.
2007 - Bali: COP-13
Al termine
di interminabili negoziati, le delegazioni, comprese
quelle statunitense, cinese ed indiana, stabilirono
una ’Road map’ sul dopo-Kyoto. (IRIB).
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