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HONDURAS
Zelaya chiama all’unità centroamericana per
affrontare le dittature
Carmen Esquivel Sarría
PL - Il presidente costituzionale dell’Honduras,
Manuel Zelaya, ha chiamatole nazioni centroamericane
ad operare unite e con fermezza per sconfiggere le
dittatura nel suo paese ed evitare il ritorno dei
colpi di Stato nella regione.
“Nel passato, uniti, abbiamo affrontato e risolto
grandi conflitti; oggi la violenza militare, nella
vita civica delle nostre nazioni, in collusione con
le forze più conservatrici, rappresenta un grave
rischio per la pace e l’integrazione”, ha affermato.
Zelaya ha considerato il colpo militare del 28
giugno in Honduras, come la
maggior crisi politica avvenuta nella zona dopo i
conflitti armati degli anni ’80, ed ha denunciato
che il regime fascista mantiene paralizzati i
processi di sviluppo e l’integrazione.
In un messaggio ai presidenti centroamericani,
appena pubblicato, Zelaya ha denunciato che il suo
sequestro ed il suo esilio forzato in Costa Rica
sono stati una cospirazione politico- militare per
fermare le trasformazioni sociali fomentate del suo
governo.
Dobbiamo attuare con diligenza per far sì che la
storia brutale delle guerre, la violenza e colpi di
Stato con sequele di morte e sangue, che crediamo
superate in America Centrale, non ricomincino, ha
affermato.
Zelaya, dal suo ritorno nel paese il 21 settembre,
vive nell’ambasciata del Brasile ed ha ricordato che
il popolo dell’Honduras in resistenza realizza gesta
pacifiche ed eroiche, ed ha posto una grande
quantità di sacrificio.
Ha denunciato che nei sei mesi di regime fascista ci
sono state almeno 1200 violazioni dei diritti umani,
130 omicidi di membri della resistenza, cinque
giovani massacrati durante manifestazioni pacifiche
ed almeno tremila detenuti.
“Fermiamo queste azioni criminali contro le nostre
democrazie. Questo è un obbligo morale di tutta
l’America Centrale”. ha dichiarato Zelaya, ed ha
chiamato i suoi omologhi dell’area a non appoggiare
il presidente sorto dalle elezioni farsa effettate
in un paese sottomesso da un colpo di Stato
(Traduzione Granma Int.).
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