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Il Vertice dell’ALBA è una magnifica riunione, ha
affermato Raúl
Olga Díaz Ruiz - Juan Diego Nusa Peñalver
Il
Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Presidente
della Repubblica di Cuba, ha definito una magnifica
riunione l’VIII Vertice dell’Alleanza Bolivariana
per i Popoli di Nuestra América (ALBA), inaugurato
domenica 13 a livello dei Capi di Stato e di Governo,
nel Palazzo delle Convenzioni della capitale cubana.
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All’uscita
dalla Casa dell’Alba, Raúl ed i
dignitari invitati conversano con i presenti. |
Con
Raúl il presidente venezuelano Hugo Chávez, che con
bravi dichiarazioni ha esortato a rafforzare l’ALBA
e ad accelerare tutti i suoi progetti da un punto di
vista economico, politico e sociale, come
contropartita all’attuale offensiva degli Stati
Uniti in America Latina.
Il
leader bolivariano ha segnalato che l’impero tratta
di recuperare il suo cortile posteriore e per questo
minaccia i paesi come la Bolivia e il Venezuela, ed
in generale l’ALBA.
Interrogato sulla risposta data dal suo governo a
proposito del commento della segretaria di Stato
degli USA, Hillary Clinton, sui vincoli con l’Iran,
Chávez ha risposto che: “Di fronte a queste
dichiarazioni diciamo quello che sostiene Evo. Sono
chiare minacce, segni del offensiva imperiale.
L’indigestione però la soffrono loro. Che si
prendano delle pastiglie!”, ha commentato scherzando.
Il
presidente boliviano, Evo Morales, ha criticato le
dichiarazioni della Clinton, che venerdì scorso ha
minacciato il Venezuela e la Bolivia per le loro
relazioni con l’antica Persia.
“Gli
Stati Uniti non hanno alcuna autorità morale per
parlare di terrorismo, quando lo praticano inviando
truppe in altri paesi o disponendo basi militari
nelle regioni e nei continenti”, ha sostenuto
Morales.
ZELAYA HA INVIATO UN SALUTO AL POPOLO E AL
GOBERNÓ DI CUBA
La
Ministra degli esteri dell’Honduras, Patricia Rodas,
alla guida della delegazione del suo paese nel
Vertice, ha riferito che il presidente Manuel
Zelaya, oltre ad inviare i suoi saluti al popolo ed
al governo della nostra fraterna Cuba, è disposto ad
ogni tipo i sacrificio per far sì che il colpo di
Stato smetta di attentare la speranza democratica di
trasformazione sociale dei nostri popoli.
La
Rodas ha spiegato che il capo di Stato legittimo
dell’Honduras è assolutamente convinto che se la
rottura dell’ordine costituzionale aveva l’obiettivo
di paralizzare i processi di trasformazione
democratica nella regione, non sarà attraverso di
lui che l’avversario realizzerà i suoi propositi.
Inoltre ha aggiunto che questo VII Vertice dedicherà
un capitolo specifico all’analisi del colpo di Stato
in Honduras, ai suoi effetti e alle conseguenze in
America Latina.
In un
altro momento della sue dichiarazioni ha aggiunto
che Zelaya, come presidente della Repubblica, è
obbligato a trovare soluzioni per la ricostruzione
del filo democratico che è stato spezzato dal regime
golpista, per detenere la violazione dei diritti
umanai in questa nazione dell’America Centrale.
Il
Presidente costituzionale è obbligato, assieme al
popolo, ad incontrare il cammino per far sì che non
resti impunito il crimine di Lesa Patria, cioè il
colpo di Stato militare contro la società.
“I
nostri popoli storicamente non sono rimasti statici
di fronte alle dittature”, ha ricordato la Rodas,
segnalando che l’obbligo è lottare sino alla
vittoria.
“È
molto importante che il presidente Zelaya ritorni
alle sue funzioni, perchè la restituzione del
Presidente Costituzionale è il rovescio del colpo di
Stato militare. Per noi che crediamo nella
democrazia e nella volontà, questo non è il diritto
di un presidente: è il diritto di coloro che votano
per questo presidente”, ha aggiunto.
Riferendosi al Vertice dell’ALBA, ha segnalato che
questo meccanismo d’integrazione e la sua autorità
morale continueranno ad essere un bastione.
LE
DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE EVO MORALES
“Questo VIII Vertice dell’ALBA è una nuova
esperienza per condividere i processi rivoluzionari
in base alla coscienza dei popoli”, ha detto alla
stampa accreditata il presidente boliviano, che ha
segnalato la necessità di essere preparati, assieme
ai nostri popoli, per affrontare qualsiasi
aggressione o invasione da parte dell’impero
statunitense.
Evo ha
sottolineato che i dibattiti di queste importanti
riunioni: “Permettono anche di fare esperienze e
soprattutto d’impegnarci nella difesa delle nostre
nazioni di fronte all’imperialismo yankee”.
“Questa è una lotta storica, dei nostri antenati nel
periodo coloniale, nelle repubbliche, durante le
dittature militari ed i governi neoliberisti”, ha
detto.
Il
presidente della Bolivia ha segnalato che adesso ci
sono molti processi rivoluzionari in vari paesi e
non solo in Cuba, ed ha espresso la certezza che
nessuno riuscirà a fermare queste giuste cause,
nonostante le minacce e gli avvisi dell’impero, come
il colpo di Stato in Honduras.
“La
resistenza della Rivoluzione cubana di fronte a
Washington ha dato molto coraggio ai popoli della
Bolivia e dell’America Latina. Gli Stati Uniti
devono cambiare il loro atteggiamento colonial¡sta
e paternalistico, sgradevole, se vogliono
sviluppare buone relazioni con i loro vicini al sud
del Rio Bravo) il fiume Bravo), ma per ora pare che
non lo capiscono” ha sottolineato Evo, che ha
segnalato: “ In questo nuovo millennio gli USA
pensano che continueranno a dominare e ad imporsi
sui piccoli paesi, ma al disopra di qualsiasi
situazione economica e sociale, manterremo la
dignità e la sovranità e le dovranno rispettare”,
ha concluso lo statista boliviano (Traduzione Granma
Int.).
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Fidel segue
attentamente la riunione dell’ALBA, ha affermato
Raúl
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