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C U B A

L'Avana. 14 Dicembre2009

Il Vertice dell’ALBA è una magnifica riunione, ha affermato Raúl

 Olga Díaz Ruiz - Juan Diego Nusa Peñalver

Il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Presidente della Repubblica di Cuba, ha definito una magnifica riunione l’VIII Vertice dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra América (ALBA), inaugurato domenica 13 a livello dei Capi di Stato e di Governo, nel Palazzo delle Convenzioni della capitale cubana. 

All’uscita dalla Casa dell’Alba, Raúl ed i dignitari invitati conversano con i presenti
 All’uscita dalla Casa dell’Alba, Raúl ed i
 dignitari invitati conversano con i presenti.

Con Raúl il presidente venezuelano Hugo Chávez, che con bravi dichiarazioni ha esortato a rafforzare l’ALBA e ad accelerare tutti i suoi progetti da un punto di vista economico, politico e sociale, come contropartita all’attuale offensiva degli Stati Uniti in America  Latina.

Il leader bolivariano ha segnalato che l’impero tratta di recuperare il suo cortile posteriore e per questo minaccia i paesi come la Bolivia  e il Venezuela, ed in generale l’ALBA.

Interrogato sulla risposta data dal suo governo a proposito del commento della segretaria di Stato degli USA, Hillary Clinton, sui vincoli con l’Iran, Chávez ha risposto che: “Di fronte a queste dichiarazioni diciamo quello che sostiene Evo. Sono chiare minacce, segni del offensiva imperiale. L’indigestione però la soffrono loro. Che si prendano delle pastiglie!”, ha commentato scherzando.

Il presidente boliviano, Evo Morales, ha criticato le dichiarazioni della Clinton,  che venerdì scorso ha minacciato il Venezuela e la Bolivia per le loro relazioni con l’antica Persia.

“Gli Stati Uniti non hanno alcuna autorità morale per parlare di terrorismo, quando lo praticano inviando truppe in altri paesi o disponendo basi militari nelle regioni e nei continenti”, ha sostenuto Morales.  

ZELAYA HA INVIATO UN SALUTO AL POPOLO E AL GOBERNÓ DI CUBA  

Il Vertice dell’ALBA è una magnifica riunione, ha affermato RaúlLa Ministra degli esteri dell’Honduras, Patricia Rodas, alla guida della delegazione del suo paese nel Vertice, ha riferito che il presidente Manuel Zelaya, oltre ad inviare i suoi saluti al popolo ed al governo della nostra fraterna Cuba, è disposto ad ogni tipo i sacrificio per far sì che il colpo di Stato smetta di attentare la speranza democratica di trasformazione sociale dei nostri popoli.

La Rodas ha spiegato che il capo di Stato legittimo dell’Honduras è assolutamente convinto che se la rottura dell’ordine costituzionale aveva l’obiettivo di paralizzare i processi di trasformazione democratica nella regione, non sarà attraverso di lui che l’avversario realizzerà i suoi propositi.

Inoltre ha aggiunto che questo VII Vertice dedicherà un capitolo specifico all’analisi del colpo di Stato in Honduras, ai suoi effetti e alle conseguenze in America Latina.

In un altro momento della sue dichiarazioni ha aggiunto che Zelaya, come presidente della Repubblica, è obbligato a trovare soluzioni per la ricostruzione del filo democratico che è stato spezzato dal regime golpista, per detenere la violazione dei diritti umanai in questa nazione dell’America Centrale.

Il Presidente costituzionale è obbligato, assieme al popolo, ad incontrare il cammino per far sì che non resti impunito il crimine di Lesa Patria, cioè il colpo di Stato militare contro la società.

“I nostri popoli storicamente non sono rimasti statici di fronte alle dittature”, ha ricordato la Rodas,  segnalando che l’obbligo è lottare sino alla vittoria.

“È molto importante che il presidente Zelaya ritorni alle sue funzioni, perchè la restituzione del Presidente Costituzionale è il rovescio del colpo di Stato militare. Per noi che crediamo nella democrazia  e nella volontà, questo non è il diritto di un presidente: è il diritto di coloro che votano per questo presidente”, ha aggiunto.

Riferendosi al Vertice dell’ALBA, ha segnalato che questo meccanismo d’integrazione  e la sua autorità morale continueranno ad essere un bastione.  

LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE EVO MORALES 

“Questo VIII Vertice dell’ALBA è una nuova esperienza per condividere i processi rivoluzionari in base alla coscienza dei popoli”, ha detto alla stampa accreditata  il presidente boliviano, che ha segnalato la necessità di essere preparati, assieme ai nostri popoli, per affrontare qualsiasi aggressione o invasione da parte dell’impero statunitense.

Evo ha sottolineato che i dibattiti di queste importanti riunioni: “Permettono anche di fare esperienze  e soprattutto  d’impegnarci nella difesa delle nostre nazioni di fronte all’imperialismo yankee”.

“Questa è una lotta storica, dei nostri antenati nel periodo coloniale, nelle repubbliche, durante le dittature militari ed i governi neoliberisti”, ha detto.

Il presidente della Bolivia ha segnalato che adesso ci sono molti processi rivoluzionari in vari paesi e non solo in Cuba, ed ha espresso la certezza che nessuno riuscirà a fermare queste giuste cause, nonostante le minacce e gli avvisi dell’impero, come il colpo di Stato in Honduras.

“La resistenza della Rivoluzione cubana di fronte a Washington ha dato molto coraggio ai popoli della Bolivia e dell’America Latina. Gli Stati Uniti devono cambiare il loro atteggiamento colonial¡sta e  paternalistico, sgradevole, se vogliono sviluppare buone relazioni con i loro vicini al sud del Rio Bravo) il fiume Bravo), ma per ora pare che non lo capiscono” ha sottolineato Evo, che ha segnalato: “ In questo nuovo millennio gli USA pensano che continueranno a dominare e ad imporsi sui piccoli paesi, ma al disopra di qualsiasi situazione economica e sociale, manterremo la dignità e la sovranità e le  dovranno rispettare”, ha concluso lo statista boliviano (Traduzione Granma Int.).  


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Fidel segue attentamente la riunione dell’ALBA, ha affermato Raúl 
 

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