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Grido di libertà per I Cinque
dal tetto d’America
AIN.—
Giovani argentini scaleranno la cima dell’Aconcagua,
a quasi sette mila metri sul livello del mare,
reclamando la libertà per i Cinque Eroi
antiterroristi cubani prigionieri politici negli
Stati Uniti da 11 anni.
Fino a
quel picco, conosciuto come “il tetto d’America”,
arriveranno gli alpinisti della provincia di
Neuquén, Santiago Vela, conduttore radio e
televisivo, Aldo Bonavitta, impiegato bancario e
Alcides Bonavitta, militante sociale, che
cominceranno la scalata il 25 dicembre.
Loro hanno assunto come propria l’esigenza mondiale
per l’immediata liberazione di Gerardo Hernández,
Antonio Guerrero, Ramón Labañino,
Fernando González e René González.
I
Cinque – come si chiamano nella campagna mondiale
per la scarcerazione – sono Eroi della Repubblica di
Cuba e furono condannati a Miami a smisurate pene
detentive, perché erano penetrati in organizzazioni
terroriste anti-cubane situate in Florida, che
monitoravano per informare circa i piani violenti di
quei gruppi.
Gli
scalatori argentini porteranno una bandiera con il
logo dei Cinque, creato da Gerardo Hernández, e la
lasceranno sulla vetta a 6.959 metri di altezza.
Solidali ed impegnati, gli alpinisti emuleranno la
volontà del giovane argentino Ernesto Che Guevara,
che, a metà del passato secolo, cercò varie volte di
scalare il Popocatepel in Messico.
È
previsto che la spedizione torni il 18 gennaio del
2010 alla città di Neuquén, più di 100 km a sud-est
di Buenos Aires, la capitale argentina, dopo aver
sfidato le estreme temperature ed il pericolo che un
azione di questo tipo porta con sé.
L’Aconcagua è situato quasi sulla frontiera tra
Argentina ed in Cile, a 30 km (un giorno e mezzo a
piedi) di Puente del Inca e forma parte del circuito
mondiale dei Sette Vertici. (Traduzione Granma
Int.)
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