Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5

    

C U B A

L'Avana. 28 Dicembre2009

LE RILFLESSIONI DEL COMPAGNO FIDEL
Il diritto d’esistere dell’umanità  

Il cambio climatico sta causando già considerevoli danni e centinaia  di milioni di poveri ne stanno soffrendo le conseguenze.

I centri d’investigazione più avanzati assicurano che resta poco tempo per evitare una catastrofe irreversibile. 

James Hansen, dell’Istituto Goddard della NASA, assicura che un livello di 350 parti di diossido di carbonio per milione è tuttavia tollerabile, ma oggi supera la cifra di 390  e s’incrementa ad un ritmo di 2 parti per milione ogni anno, superando i livelli da 600.000 anni fa.

Gli ultimi tre decenni sono stati, l’uno per l’altro, i più caldi da quando si hanno notizie registrate. Il gas citato è aumentato di 80 parti per milione negli ultimi 150 anni. Il gelo dell’Artico, l’enorme cappa di due chilometri di spessore che copre la Groenlandia, i ghiacciai dell’America del sud, che nutrono le sue fonti principali d’acqua dolce, il volume colossale che copre l’Antartide, la cappa che resta del Kilimangiaro, i ghiacci che coprono l’Himalaya e l’enorme massa gelata della Siberia si stanno sciogliendo visibilmente.

Prestigiosi scienziati temono salti quantitativi in questi fenomeni naturali che originano il cambio.

L’umanità aveva posto una grande speranza nel Vertice di Copenaghen, dopo il Protocollo di Kioto, firmato nel 1997, che entrò in vigore nel 2005. Il fragoroso fallimento del Vertice ha provocato vergognosi episodi che necessitano un dovuto chiarimento.

Gli Stati Uniti, con meno del 5% della popolazione mondiale, emettono il 25% di diossido di carbonio. Il nuovo Presidente degli Stati Uniti aveva promesso di cooperare unendosi allo sforzo  internazionale per affrontare un problema che danneggia il suo paese come il resto del mondo.

Durante le riunioni che hanno preceduto il Vertice, si è visto chiaramente  che i dirigenti di questa nazione, e quelli dei paesi più ricchi, manovravano per far cadere il peso dei sacrifici sui paesi emergenti e su quelli poveri.

Un gran numero di leaders e migliaia di rappresentanti dei movimenti sociali e di istituzioni scientifiche, tutti decisi a lottare per preservare l’umanità dal maggior rischio della sua storia, erano accorsi a Copenaghen, invitati dagli organizzatori del Vertice.

Non riferisco dettagli sulla brutalità della forza pubblica danese, che si è scagliata contro migliaia di manifestante e di invitati dei movimenti sociali e delle istituzioni scientifiche, presenti nella capitale della Danimarca, per concentrarmi sugli aspetti politici del Vertice.

A Copenaghen  è regnato un vero caos e sono avvenute cose incredibili.

Ai movimenti sociali e alle istituzioni scientifiche non è stato permesso assistere ai dibattiti.  Ci sono stati Capi di Stato e di Governo che non hanno nemmeno potuto esprimere le loro opinioni sul vitale problema.

Obama ed i leaders dei paesi più  ricchi si sono impadroniti della Conferenza, con la complicità del governo danese. Gli organismi delle Nazioni Unite sono stati relegati.

Barack Obama, che è giunto nell’ultima giornata del Vertice, per rimanere lì solo 12 ore, si è riunito con due gruppi d’invitati scelti “uno per uno ” (col dito, scrive Fidel- ndr), da lui e dai suoi collaboratori. Assieme ad uno di costoro ha incontrato nella sala generale il resto delle più alte delegazioni.  Ha parlato e se n’è andato immediatamente da una porta di servizio. 

In questo plenario, eccetto il piccolo gruppo selezionato da Obama, è stato proibito a tutti i rappresentanti degli altri Stati di parlare.

In questa riunione  è stato permesso di prendere la parola ai presidenti della Bolivia e della Repubblica Bolivariana del Venezuela, perchè, di fronte  all’energico reclamo di tutti presenti, al presidente del Vertice, non era restata altra alternativa.

In una sala attigua,  Obama  ha poi riunito i leaders dei paesi più ricchi, vari degli Stati emergenti più importanti e due di Stati molto poveri.  Ha presentato un documento, ha negoziato con due o tre tra i paesi più importanti ed ha ignorato l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Poi ha offerto conferenze stampa e se n’è andato come Giulio Cesare in una delle sue campagne vittoriose in Asia Minore, quando esclamò “Veni, Vidi, Vici!” 

Lo stesso Gordon Brown, Primo Ministro del Regno Unito, aveva affermato il 19 ottobre: “Se non giungeremo ad un accordo nei prossimi mesi, non possiamo dubitare che quando la crescita incontrollata delle emissioni avrà gia provocato i danni, nessun accordo globale retrospettivo, in nessun momento del futuro potrà eliminare quegli effetti. E allora sarà irrimediabilmente troppo tardi!”  

Brown  aveva concluso il suo discorso con drammatiche parole: “Non possiamo darci il lusso di fallire. Se falliamo adesso, pagheremo un prezzo molto alto. Se attuiamo adesso, se lo facciamo uniti con  visione e determinazione,  il successo a Copenaghen sarà ancora alla nostra portata, ma se falliamo, il pianeta Terra sarà in pericolo e per il pianeta non esiste un piano B!”

Adesso ha dichiarato con arroganza che l’organizzazione delle Nazioni Unite non dev’essere presa in ostaggio da un gruppo di paesi come Cuba, Venezuela, Bolivia e Tuvalu, ed ha accusato Cina, India, Brasile, Sudafrica ed altri Stati emergenti, di cedere alle seduzioni degli Stati Uniti, per firmare un documento che lancia nel cesto della spazzatura il Protocollo di Kioto, e che non contiene alcun impegno vincolante da parte degli Stati Uniti e dei loro ricchi alleati.

Sento l’obbligo di ricordare che l’organizzazione delle Nazioni Unite è nata solo sessanta anni fa, dopo l’ultima Guerra Mondiale. I paesi indipendenti erano allora meno di 50.  Oggi la integrano 190 Stati indipendenti, dopo che l’odioso  sistema coloniale è scomparso, grazie alla lotta sferrata dai popoli. 

Alla Repubblica Popolare della Cina, per molti anni è stata vietata l’appartenenza alla ONU ed un governo marionetta ostentava la sua rappresentanza in questa istituzione e nel suo privilegiato Consiglio di Sicurezza.

L’appoggio tenace del crescente numero dei paesi del Terzo Mondo è stato indispensabile per il riconoscimento  internazionale della Cina ed un fattore di somma importanza per far sì che gli Stati Uniti ed i loro alleati della NATO  riconoscessero i suoi diritti nell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Durante l’eroica lotta contro il fascismo l’Unione Sovietica  realizzò il maggior apporto. Più di 25 milioni dei suoi figli morirono ed un’enorme distruzione devastò il paese. Da quella lotta emerse come una superpotenza, capace di  fare da contrappeso, in parte, al dominio assoluto del sistema imperiale degli Stati Uniti e delle antiche potenze coloniali nel saccheggio illimitato dei popoli del Terzo Mondo.

Quando la URSS si è disintegrata, gli Stati Uniti hanno esteso il loro potere politico e militare verso Est, sino al cuore della Russia, e la loro influenza sul resto dell’Europa si è incrementata. Non c’è niente di strano in quello che è avvenuto a Copenaghen.

Desidero sottolineare l’ingiustizia e l’oltraggio contenuti nelle dichiarazioni del Primo Ministro del Regno Unito e nel tentativo yankee d’imporre come accordo del Vertice un documento che in nessun momento è stato discusso con i paesi partecipanti.

Il ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez, nella conferenza stampa offerta il 21 dicembre, ha affermato una verità che è impossibile negare.  Userò alcuni dei suoi paragrafi, testualmente:

“Vorrei sottolineare che a Copenaghen non c’è stato alcun accordo delle Parti e che non è stata presa nessuna decisione a proposito degli impegni vincolanti o non vincolanti, e rispetto il diritto internazionale, in alcun modo. Semplicemente a Copenaghen non c’è stato accordo.”

“Il Vertice è  stato un fallimento ed un inganno per l’opinione pubblica mondiale (...) ed è risaltata la mancanza di volontà politica...”

“È stato fatto un passo indietro nell’azione della comunità internazionale, per prevenire o mitigare gli effetti del cambio climatico.”

“ La media della temperatura mondiale potrà aumentare di 5 gradi...”  

Poi il nostro ministro ha aggiunto altri dati d’interesse sulle possibili conseguenze, in accordo con le ultime investigazioni della scienza.

“Dal Protocollo di Kioto e sino ad oggi, le emissioni dei paesi sviluppati si sono elevate del 12.8% ... e di questo volume il 55% corrisponde agli Stati Uniti.” 

“Uno statunitense consuma, in media, 25 barili di petrolio l’anno, un

europeo 11, un cittadino cinese meno di due , e un latinoamericano o dei caraibi meno di uno.”

“Trenta paesi, includendo quelli dell’Unione Europea, consumano l’80% del combustibile che si produce.”

“Un fatto molto reale è che i paesi sviluppati che hanno firmato il Protocollo di Kioto, hanno aumentato drasticamente le loro emissioni. Vogliono sostituire adesso la base adottata delle emissioni a partire dal 1990, con quella del 2005, per cui gli Stati Uniti, il maggior produttore di emissioni,  ridurrebbe solo del 3% le sue emissioni di 25 anni fa”.

“È una vergognosa burla fatta all’opinione mondiale”.

Il Ministro cubano, parlando a nome di un gruppo di paesi dell’ALBA, ha difeso Cina, India, Brasile, Sudafrica ed altri importanti Stati con economie emergenti, affermando il concetto  approvato a Kioto delle “responsabilità comuni, ma differenziate”, cioè che chi ha accumulato storicamente, i paesi sviluppati che sono i responsabili di questa catastrofe,  ha responsabilità diverse da quelle dei piccoli Stati insulari o dei paesi del sud, soprattutto i paesi meno sviluppati...”

Responsabilità significa finanziamenti, responsabilità significa trasferimento di tecnologie a condizioni accettabili, e così Obama ha fatto un gioco di parole ed invece di parlare di “responsabilità comuni, ma differenziate”, parla di “risposte comuni, ma differenziate”.

Poi ha abbandonato la sala senza degnarsi d’ascoltare nessuno e non aveva ascoltato nessuno nemmeno prima del suo intervento.

In una conferenza stampa successiva, prima d’abbandonare la capitale danese, Obama ha affermato : “Abbiamo prodotto un sostanzioso accordo senza precedenti qui a Copenaghen e per la prima volta nella storia le maggiori economie siamo venute unite ad accettare responsabilità”.

Nella sua chiara ed indiscutibile esposizione, il Ministro Rodríguez ha affermato: “Che cosa significa che le maggiori economie siamo venute unite ad accettare le nostre responsabilità? Vuol dire che stanno scaricando un importante parte del peso dell’impegno che significa il finanziamento per la mitigazione e l’adattamento dei paesi, soprattutto del sud, al cambio climatico, scaricandolo sulla Cina, Brasile, India e Sudafrica, perchè va detto che a Copenaghen è avvenuto un assalto, un’aggressione, contro la Cina, il Brasile, l’India, il Sudafrica e contro tutti i paesi  detti eufemisticamente “in via di sviluppo”.

Queste sono state le parole schiaccianti e indiscutibili usate dal Ministro degli Esteri cubano nel suo rapporto su  quel che è avvenuto a Copenaghen.

Debbo aggiungere che alle 10 di mattina del 19 dicembre, quando il nostro vice presidente Esteban Lazo ed il Ministro degli esteri cubano erano già partiti,  è avvenuto un tentativo  tardivo di resuscitare il morto di Copenaghen come Accordo del Vertice.

In quel momento non restava praticamente più nessun Capo di Stato e pochissimi ministri, Di nuovo la denuncia dei restanti membri delle delegazioni di Cuba, Venezuela, Bolivia, Nicaragua ed altri paesi che hanno sconfitto la manovra. Così è terminato l’inglorioso Vertice.

Un altro fatto da non dimenticare è che nei momenti più critici di quei giorni, la mattina presto, il Ministro degli Esteri di Cuba con le delegazioni che sferravano una degna battaglia, hanno offerto al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, la loro cooperazione nella lotta sempre più dura che si sta  sferrando e negli sforzi che si dovranno affrontare nel futuro, per preservare la vita della nostra specie.

Il gruppo ecologico Fondo Mondiale per la Natura (WWF)  ha avvertito che il cambio climatico sarà incontrollabile nei prossimi 5 – 10 anni, se non si ridurranno  drasticamente le emissioni. 

Ma non è necessario dimostrare l’essenza di quello che qui si afferma su quel che ha fatto Obama.

Il Presidente degli  Stati Uniti ha dichiarato, mercoledì 23 dicembre, che le persone hanno ragione di sentirsi defraudate per i risultati del Vertice sul cambio climatico. In un’intervista data alla catena televisiva CBS, Obama ha indicato che: “Invece di permettere un collasso totale senza fare nulla, e questo sarebbe stato un enorme passo indietro, almeno siamo riusciti a restare più o meno dove stavamo.”  

Obama ―afferma il dispaccio di stampa -  è il più criticato da quei paesi che in forma quasi unanime sentono che il risultato del Vertice è stato disastroso.

La ONU adesso si trova nei guai. Chiedere ad altri paesi che aderiscano all’arrogante e antidemocratico accordo sarebbe umiliante per molti Stati. Continuare la battaglia ed esigere in tutte le riunioni, soprattutto quelle di Bonn e del Messico, il diritto dell’umanità d’esistere, con la morale e la forza che derivano dalla verità, a nostro giudizio è il solo cammino.

 

Fidel Castro Ruz – 26 Dicembre del 2009

Ore 20.15 (Traduzione Gioia Minuti)

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