Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5

    

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L'Avana. 7 Dicembre2009

Antonio Maceo e Francisco Gómez Toro: due Eroi al di là dei confini di Cuba
• Commemorati anche l’anniversario dell’Operazione Tributo; la nascita di Frank País e la creazione dell’Associazione dei Combattenti della Rivoluzione 

Quando il 7 dicembre del 1896, il Maggiore Generale Antonio Maceo Grajales esalò il suo ultimo respiro nell’allora poco nota fattoria Bobadilla, a San Pedro, Punta Brava, non solo Cuba perdeva il Luogotenente Generale dell’Esercito Liberatore, il secondo capo, ma anche il rivoluzionario integro che con coraggio lottò per quasi tre decenni per l’indipendenza della Patria.

Fu quel mulatto umile che a 23 anni si sommò alla guerra d’indipendenza  iniziata da Carlos Manuel de Céspedes nella tenuta e fabbrica di zucchero  la Demajagua.

Straordinario alunno di Massimo Gómez,  Maceo divenne un eccellente quadro di comando ma la sua dimensione politica lasciò il segno nella storia cubana en quando, di fronte all’onerosa pace del Zanjón, si alzo con  gagliarda intransigenza a Baraguá.

Con quella virile attitudine, apprezzata da José Martí come "la gloria della nostra storia", lui e gli uomini che lo seguirono, riaffermarono l’amore all’ indipendenza e alla giustizia sociale, salvarono l’onore e la dignità dei cubani e glorificarono la Patria. 

Il Titano di Bronzo sapeva che per affrontare il potere spagnolo era indispensabile l’unità politica e morale delle forze rivoluzionarie, e per questo il veterano guerriero corse presto al richiamo di Martí.

Sorpreso nell’accampamento di transito di San Pedro, e accettato il combattimento in condizioni assolutamente svantaggiose,  morì con una pallottola nel mascellare inferiore. 

L’Eroe di mille battaglie, l’uomo che in venti occasioni era stato ferito, spesso gravemente, la cui forza fisica gli permetteva di sellare di nuovo il suo cavallo e mechete alla mano continuare a colpire gli avversari, morì così in battaglia.    

Francisco Gómez Toro, Panchito, che non partecipava al combattimento perchè era ferito, corse accanto al cadavere di Maceo per morire a lato del suo generale. 

I vincoli indissolubili di un’unione che durava dalla sua prima infanzia, tra  suo padre, Maximo Gómez, e Maceo, lo portarono ad immolarsi vicino al corpo senza vita del capo mambí.  

Aveva 20 anni e lo uccisero con un colpo di machete nella nuca.

Maceo fu il solo capo la cui visione politica dopo la morte di José Martì avrebbe potuto impedire  la truffa della vittoria, perchè comprendeva perfettamente il pericolo, con gli Stati Uniti che bramavano Cuba, e di fronte alle tendenze annessioniste che prendevano forza in alcuni settori, aveva dichiarato: “Non mi sembra vantaggioso per l’avvenire di Cuba l’intervento nordamericano. Credo che sia utile lo sforzo dei cubani che lavoriamo per una Patria indipendente, sforzo che racchiude il segreto del nostro definitivo trionfo”. Questo pensiero onora oggi anche coloro che commemoriamo in questo 75 anniversario della nascita di un altro giovane eroico, che fu Frank País, ed il XX Anniversario dell’Operazione Tributo, la definitiva sepoltura nella terra di Cuba dei morti nelle missioni internazionaliste ed il 16º Anniversario della creazione dell’Associazione dei Combattenti della Rivoluzione Cubana.

L’omaggio italiano al Generale Antonio Maceo e Francisco Gómez Toro

Al Generale Antonio Maceo,

dei diritti di Cuba

Vindice eroico insuperato

e all’aiutante Francisco Gómez

fiore gagliardo di gioventù,

immolato all’ideale della Patria

Gli Italiani. Roma XXI aprile MCMV 

Queste parole si leggono sulla targa  scolpita dall’italiano onorevole Ettore Ferrari, che raffigura la Roma del popolo, la classica, autrice e maestra di diritto e libertà, che saluta e glorifica l’epopea cubana, tra i suoi Eroi più caratteristici. Il valoroso condottiero degli oppressi che ha illuminato le due rivoluzioni con le sue prodezze di  sublime audacia, ed il giovane che con l’entusiasmo del suo sacrificio ha rappresentato tutta la poetica abnegazione delle nuove generazioni dell’Isola, e perchè l’espressione del nostro affetto che è impegnò di fraternità tra i due popoli, dalla capitale d’Italia vada alla capitale di Cuba e costituisca il più alto e solenne auspicio, è stata sottoscritta la Sacra Data del 2658º Anniversario del Giorno Natale del Città Eterna.  La consegna della Targa sarà effettuata in occasione del 3º Anniversario della proclamazione dell’indipendenza cubana.  

Antonio Maceo fu commemorato nell’Università di Roma: “A nome dei popoli che combattono a Cuba contro il dispotismo la gioventù latina si scopre davanti all’Eroe...” fu detto.  

I Deputati del Parlamento italiano Salvatore Barzilai, Federico Gattorno, Adele Albani Tondi, Federico Zuccai, Emilio Nissolino, Felice Albani,  Ettore Ferrari e Ferruccio Tolomei  facevano parte del Comitato  Italiano per la Libertà di Cuba. Il deputato liberale Bovio fece un discorso  memorabile, un’apoteosi di Antonio Maceo  eg il 14 aprile del 1898 fu inaugurata la Bandiera del Circolo Antonio Maceo, di Roma.  

La targa italiana oggi, a distanza di 113 anni dalla morte del Titano di Bronzo e del suo eroico e giovanissimo aiutante, è posta davanti al monumento che è la loro tomba, nel complesso del Cacahual, alla periferia della capitale. (Gioia Minuti/ Granma)
 

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