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CONFERENZA DI COPENAGAHEN
Ambiziosa proposta per difendere la
Terra del Venezuela
PL - Il Venezuela difenderà nella Conferenza sul
Cambio Climatico di Copenaghen, in Danimarca,
un’ambiziosa proposta per ridurre, per il 2020, le
emissioni dei gas con effetto serra del 49%
L’iniziativa, condivisa con paesi come Bolivia e
Paraguay, rappresenta la più intraprendente di
tutte quelle che si proporranno nel Forum, che
durerà da oggi 7, sino al 18 dicembre.
“Questa proposta segnala il tasso più alto di
riduzione, dato che gli europei parlano del 20% di
mitigazione e il Canada del 5%, rispetto al 1990”,
ha affermato la direttrice generale di Gestione e
Cooperazione Internazionale del Ministero
dell’Ambiente del Venezuela, Claudia Salermo, che fa
parte del gruppo venezuelano che negozierà a
Copenaghen, nella riunione convocata dalle Nazioni
Unite.
“Non si può far finta di niente e partire da zero
per i paesi industrializzati che sono i principali
responsabili dei danni ambientali, da decenni, della
devastazione del pianeta”, ha sottolineato.
Sino ad oggi appare lontano lo stabilimenti di un
impegno efficace, se si considerano le
raccomandazioni del Gruppo Intergovernativo sul
Cambio Climatico, IPCC.
Questo gruppo di esperti domanda per i prossimi 10
anni una diminuzione globale dal 24% al 40% della
liberazione nell’atmosfera di diossido di carbonio,
metano, vapori d’acqua, ozono e ossido di nitrogeno.
Oltre a queste sostanze naturali chiede la riduzione
delle emissioni di cloro- fluoro carboni, gas
artificiali molto utilizzati come refrigeranti,
estintori e propellenti per aerosol.
Le offerte non giungono ai minimi come la recente
dichiarazione del presidente Barack Obama,
d’impegnarsi con il 17% di mitigazione.
Nonostante il difficile e spinoso tema, il Venezuela
mantiene il suo ottimismo. “Preferisco pensare in
un successo a Copenaghen, dove si stabiliranno
mete, quando nel 2012 scadrà il Protocollo di
Kyoto. Il cambio climatico non chiederà se uno è
più o meno sviluppato, prima di distruggerci”, ha
avvisato la Saleremo.
Tra gli effetti devastatori previsti dal IPCC, se
si manterranno gli attuali ritmi d’emissione di gas
ad effetto serra, ci sono l’aumento delle
temperature, l’elevazione del livello del mare, la
siccità e le inondazioni.
La funzionaria venezuelana ha ricordato che ci si
aspettano responsabilità nel trasferimenti delle
tecnologie al resto dei paesi, da parte dei più
sviluppati, per creare condizioni che permettano le
riduzioni.
Per Caracas, l’impegno con l’ambiente giustifica
l’ambizione di portare alla Conferenza sul cambio
climatico la sua proposta.
Claudia Salermo ha parlato dei progetti intrapresi
del governo di Hugo Chávez, per garantire una
convivenza armonica con l’ambiente.
Tra le azioni ha segnalato i programmi di
rimboschimento, la trasformazione delle discariche a
cielo aperto, l’uso di energie pulite e delle
idroelettriche, la riduzione dell’utilizzo di
refrigeranti ed il controllo sistematico della
pulizia dell’ aria. (Traduzione Granma Int.)
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