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S C I E N Z E   E  T E C N O L O G I A

L'Avana. 7 Dicembre2009

CONFERENZA DI COPENAGAHEN
Ambiziosa proposta  per difendere la Terra del Venezuela   

PL -  Il Venezuela difenderà nella Conferenza sul Cambio Climatico di Copenaghen, in Danimarca, un’ambiziosa proposta per ridurre, per il 2020, le emissioni dei gas con effetto serra del 49%

L’iniziativa, condivisa con paesi come Bolivia e Paraguay, rappresenta la più intraprendente  di tutte quelle che si proporranno nel Forum, che durerà da oggi 7, sino al 18 dicembre.

“Questa proposta segnala il tasso più alto di riduzione, dato che gli europei parlano del 20% di mitigazione e il Canada del 5%, rispetto al 1990”, ha affermato la direttrice generale di Gestione e Cooperazione Internazionale del Ministero dell’Ambiente del Venezuela, Claudia Salermo, che fa parte del gruppo venezuelano che negozierà a Copenaghen, nella riunione convocata dalle Nazioni Unite. 

“Non si può  far finta di niente e partire da zero  per i paesi industrializzati che sono i principali  responsabili dei danni ambientali, da decenni, della devastazione del pianeta”, ha sottolineato.

Sino ad oggi appare lontano lo stabilimenti di un impegno efficace, se si considerano le raccomandazioni del Gruppo Intergovernativo sul Cambio Climatico, IPCC.

Questo gruppo di esperti domanda per i prossimi 10 anni una diminuzione globale dal 24% al 40% della liberazione nell’atmosfera di diossido di carbonio, metano, vapori d’acqua, ozono e ossido di nitrogeno.

Oltre a queste sostanze naturali chiede la riduzione delle emissioni di cloro- fluoro carboni, gas artificiali molto  utilizzati come refrigeranti, estintori e propellenti per aerosol.

Le offerte non giungono ai minimi come la recente dichiarazione del presidente Barack Obama, d’impegnarsi con il 17% di mitigazione.

Nonostante il difficile e spinoso tema, il Venezuela mantiene il suo ottimismo.  “Preferisco pensare in un successo a Copenaghen, dove si stabiliranno mete,  quando nel 2012 scadrà il Protocollo di Kyoto. Il cambio climatico non chiederà  se uno è più o meno sviluppato, prima di distruggerci”, ha avvisato la Saleremo.

Tra gli effetti devastatori previsti dal  IPCC, se si manterranno gli attuali ritmi d’emissione di gas ad effetto serra, ci sono l’aumento delle temperature, l’elevazione del livello del mare, la siccità e le inondazioni.

La funzionaria venezuelana ha ricordato che ci si aspettano responsabilità nel trasferimenti delle tecnologie al resto dei paesi, da parte dei più sviluppati, per creare condizioni che permettano le riduzioni. 

Per Caracas, l’impegno con l’ambiente giustifica l’ambizione di portare alla Conferenza sul cambio climatico la sua proposta.

Claudia  Salermo ha parlato dei progetti intrapresi del governo di Hugo Chávez, per garantire una convivenza armonica con l’ambiente.

Tra le azioni ha segnalato i programmi di rimboschimento, la trasformazione delle discariche a cielo aperto, l’uso di energie pulite e delle idroelettriche, la riduzione dell’utilizzo di refrigeranti ed il controllo sistematico della pulizia dell’ aria. (Traduzione Granma Int.)
 

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