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Il Vertice di Copenaghen è stato una
farsa
● La conferenza stampa del ministro degli esteri di
Cuba
“Una farsa, una riunione antidemocratica, arbitraria
e con esclusioni”: il ministro degli Esteri di Cuba,
Bruno Rodríguez Parrilla ha definito così la
Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambio Climático,
appena svolta a Copenaghen, in Danimarca.
Parlando alla stampa nazionale e straniera
accreditata a Cuba, nella sede del Ministero degli
Esteri, Rodríguez Parrilla ha offerto molti esempi
delle sudice manovre realizzate, durante l’incontro
danese, dagli Stati Uniti e da altre nazioni
industrializzate per non adottare impegni rispetto
al clima.
Ha definito l’atteggiamento del presidente degli
USA, Barack Obama, durante la sua breve visita in
Danimarca, come “prepotente cinica e totalmente
sinuosa, incamminata a confondere soprattutto
l’opinione pubblica internazionale e gli stessi
partecipanti al Vertice, facendo credere che si era
giunti per accordo ad un documento finale”.
Il ministro cubano ha segnalato che dopo che Obama
si è riunito in privato - alla faccia della
maggioranza dei capi di tutte le delegazioni
presenti – con 16 nazioni citate “a parte” dal
presidente imperiale, è stato adottato un documento
apocrifo, con impegni insufficienti per le necessità
del pianeta.
Rodríguez Parilla ha accusato i paesi
industrializzati d’aver prodotto un documento finale
con il quale pretendono di ripartire le
responsabilità e gli impegni monetari con le
nazioni emergenti e persino con le più povere del
pianeta, includendo quelle isole che spariranno come
conseguenza del cambio climatico.
“I poderosi, ha spiegato Rodríguez Parrilla, non
accettano impegni vincolanti che li obblighino a
ridurre le loro emissioni di diossido di carbonio
del 40% per il 2020 e a trasferire tecnologie agli
stati poveri, e aiuti finanziari per programmi
destinati alla riduzione delle emissioni, senza
compromettere lo sviluppo”.
Il ministro ha elogiato i discorsi dei presidenti
del Venezuela e della Bolivia, Hugo Chávez ed Evo
Morales, rispettivamente, alla ricerca della
salvezza per l’appuntamento e per il pianeta.
Evo, uno dei presidenti più applauditi, ha proposto
la realizzazione di un Vertice dei Popoli contro il
Cambio Climatico, nel suo paese, per il prossimo 22
aprile.
Il Sudan, nella sua qualità di presidente del Gruppo
dei 77 più la Cina, Venezuela, Bolivia, Cuba e le
altre nazioni del sud, tutte si sono incaricate di
bloccare le manovre della presidenza della
Danimarca, nel suo affanno d’imporre una
dichiarazione a tono con gli interessi dei più
ricchi.
“Il pianeta è in pericolo ed il Vertice di
Copenaghen ha preteso d’essere la sepoltura del
Protocollo di Kioto ed e stato un passo indietro
negli sforzi per salvare il pianeta”, ha
sottolineato ancora Rodríguez Parrilla. (Traduzione
Granma Int.)
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