Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5

    

N U E S T R A   A M E R I C A

L'Avana. 29 Dicembre2009

Patiranno la fame almeno 100.000
honduregni, nel 2010

Carmen Esquivel Sarría 

PL -  Almeno 100.000 honduregni soffriranno la fame l’anno prossimo, per la siccità e la crisi alimentare  in una situazione aggravata dall’instabilità politica dopo il colpo di Stato.

Una missione dell’Ufficio di Coordinamento dei Temi Umanitaria della ONU, (OCHA), arriverà nel paese nei prossimi giorni per realizzare uno studio completo delle sequele provocate dal fenomeno climatico, detto El Niño.

L’investigazione determinerà quanti quintali di granaglie di base alimentare non si otterranno più per la mancanza della pioggia e quali saranno le zone più danneggiate; inoltre si verificheranno le misure che si dovranno prendere.

L’assessore per le risposte d’emergenza della OCHA, Douglas Reiner, ha allarmato sul rischio di una crisi umanitaria in America Centrale per la siccità ed ha dichiarato che tra i più danneggiati in Honduras ci saranno almeno 100.000 persone.

“La situazione in questo paese si è aggravata dopo il colpo di Stato del 28 giugno contro il presidente legittimo, Manuel Zelaya, soprattutto per la chiusura parziale di scuole ed ospedali.

Diversi pazienti non sono stati assistiti adeguatamente ed i bambini non mangiano più il cibo che ricevevano a scuola”, ha dichiarato Reiner.

Dopo il colpo fascista sono stati sospesi vari programmi sviluppati dal governo Zelaya in appoggio ai piccoli e ai medi produttori.

Inoltre sono stati danneggiati i progetti  fomentati dalla Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America nei settori della salute, l’educazione, la cultura e l’energia.

L’Honduras ha ricevuto da questo blocco 100 moderni trattori, oltre ad aratri, seminatrici ed altri strumenti per accrescere la produzione.

Nel settore energetico l’incorporazione all’ALBA e concretamente a PETROCARIBE garantiva un rifornimento stabile di 20.000 barili al giorno di petrolio a prezzi preferenziali e con un basso tasso d’interesse.

Il regime  dell’usurpatore Micheletti ha chiesto al Congresso Nazionale di sottoporre a votazione il virtuale ritiro del paese da questo meccanismo e la decisione è stata approvata dal presidente eletto nelle illegali votazioni del 29 novembre, Porfirio Lobo (Traduzione Granma Int.)
 

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