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Salvare il pianeta: l’unica opzione
di Copenaghen
Michel Dalí, inviato speciale
PL - I discorsi sono energici mentre i documentari
di supporto trasmettono i richiami dell’umanità per
salvare il pianeta nell’opzione del Vertice di
Copenaghen sul Cambio Climatico.
“La migliore delle ultime opportunità di raggiungere
un accordo che protegga la Terra, prima che sia
troppo tardi per l’umanità”, ha detto la
presidentessa della COP 15 (Conferenza delle
Parti), Connie Hedegaard.
“Non ci sarà una marcia indietro”, ha sottolineato
categoricamente in un comunicato Greenpeace, mentre
10.000 delegati si preparano a far parte di un Forum
della società civile parallelo al Vertice, nel fine
settimana e nella stessa Copenaghen.
“I toni, in generale, sono ottimisti e vogliamo
credere che nessuno pensa che siamo dei dementi
ossessionati dal tema del riscaldamento globale
dell’atmosfera; vogliamo degli accordi concreti” ha
affermato un portavoce di Greenpeace.
Annunci di maggiori impegni del blocco dei 27,
dell’Unione Europea, la richiesta del primo
ministro britannico, Gordon Brown, di un accordo
vincolante ed il fatto che Barack Obama finalmente
sarà lì il 18 dicembre, migliorano le aspettative
Soprattutto dopo gli anticipi rilasciati dalla Cina,
molto trasparente nell’ora di segnalare una
riduzione dei gas inquinanti del 40% - 45% per il
2020 -2025 e la promessa dell’India, senza
specificare, ma nello stesso senso.
Barack Obama si è fermato al disotto del 17% per la
riduzione delle emissioni tossiche, meno di quel che
si sperava con la sua promessa, ed è stato
criticato leggermente da Al Gore, che esige un
miglioramento della proposta di Washington.
Obama a Copenaghen il 18 dicembre può significare
due cose: giungere nell’istante finale pronto per la
fotografia e le dichiarazioni formali o disposto ad
assumersi maggiori responsabilità, secondo gli
osservatori.
“È la nostra opportunità. Se la sciupiamo potranno
passare anni prima d’avere una nuova opportunità, se
ne avverranno altre”, ha aggiunto la titolare della
COP 15.
Il primo ministro danese, Lars Loekke Rasmussen, ha
detto che i 110 capi di Stato e di governo
giungeranno negli ultimi giorni della Conferenza e
che, almeno nei numeri Copenaghen batterà records.
“Ora staremo a vedere se si tradurranno in fatti
(Traduzione Granma Int.)
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