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Importante caricaturista cubano Tomy
espone a Caracas
Juana Carrasco Martín
Una
galleria eccezionale per la sua bellezza e luce è la
sede dell’esposizione delle caricature politiche del
noto artista cubano Tomy, nato come Tomás Rodríguez
Zayas a Barajagua, provincia di Holguín: El Patio de
los Leones del Palacio Municipal di Caracas.
Sono 48
immagini incisive e di lotta antimperialista che
mostrano la qualità espressiva di un “grande maestro
della plastica”, come lo ha qualificato il collega
Ares (Arístides Guerrero), altra importante figura
di questo genere, con il quale ha formato un duo in
Venezuela per impartire corsi di muralismo.
Precisamente con le sue parole di presentazione ha
parlato del simbolismo di questa esposizione che
serve quasi da riassunto dei laboratori nei quali
hanno insegnato e appreso dai giovani delle brigate
muraliste del Fronte Francisco de Miranda, e che
saluta il 51° Anniversario dal Trionfo della
Rivoluzione Cubana.
Tale
fratellanza è stata sottolineata dall’Ambasciatore
cubano Rogelio Polanco Fuentes, che ha inaugurato la
mostra, e che ha spiegato che i venezuelani e i
cubani “hanno anche in comune il senso del humor”,
ed è un privilegio avere qui Tomy, amico, compagno,
collega, combattente con il pennello, e raccontare
con l’arte, la cultura e lo humor per affrontare con
un sorriso qualsiasi avversità, i problemi della
nostra società e combattere l’imperialismo.
Jorge
Rodríguez, sindaco di Caracas, ha detto a sua volta
che Cuba e Venezuela sono una sola repubblica unita
dalla costruzione dell’uomo nuovo e una società
socialista. “Questa è la vostra causa, e con risa,
tenerezza, poesia e la forza della ragione
sconfiggeremo anche l’imperio”.
Tutti i
temi saliti dalla matita di Tomy riflettono un
lavoro giornalistico quotidiano nelle pagine di
Juventud Rebelde, Granma, Revista Habanera, Rebelión
ed un’infinità di pubblicazioni cubane e straniere.
La sua opera non è estranea nemmeno ai venezuelani,
perché è presente in riviste come Patria Grande.
La
permanenza in Venezuela non è stata nemmeno un
ostacolo per la sua creatività.
Tomy
confessa che nei primi giorni non disporre del suo
tavolo di lavoro ed il suo abituale spazio, aggiunto
alla stanza di albergo, lo ha fatto sentire un pesce
fuor d’acqua, ma non tanto…
“In
meno di due mesi ho contato 62 disegni. Il corso, la
trasmissione di idee ai giovani, il seguito degli
eventi che ci accomunano, il golpe in Honduras, le
basi militari, il risparmio energetico e quello
dell’acqua, le aggressioni dell’imperialismo, sono
stati i temi”.
“È che
continuo ad essere lo stesso contadino di Barajagua,
con più esperienza, più capelli bianchi ed anni,
approfittando dell’esperienza rinnovatrice del
Venezuela”. (Traduzione Granma Int.)
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