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HONDURAS
Assalito l’editore di un
giornale dell’opposizione
PL - Militari e poliziotti del regime fascista
installato in Honduras dal 28 giugno, dopo un colpo
di Stato, hanno assalito l'editore del quotidiano
El Libertador, Renè Novoa, che viaggiava in un taxi
verso il centro di Tegucigalpa.
Effettivi dell'esercito e della polizia hanno
costretto Novoa a scendere dall'automobile assieme
ad una persona che lo accompagnava e il cui nome non
si rivela per motivi di sicurezza, e li hanno
picchiati lì sulla strada.
“Ci hanno picchiato senza giustificazioni. Quando ho
voluto controllare come stava il mio compagno, un
militare mi ha dato un pugno sulla bocca dello
stomaco che mi ha lasciato senza respiro”, ha
raccontato Novoa.
El Libertador ha denunciato la brutalità usata delle
forze di sicurezza che, dal colpo di Stato del 28
giugno, reprimono le manifestazioni popolari e
attaccano le sedi ed il personale dei mezzi di
stampa che si oppongono al regime usurpatore.
Il direttore del giornale, Jhonny Lagos, è stato
minacciato dal dittatore Roberto Micheletti,
obbligandolo a vivere attualmente in clandestinità,
mentre il reporter Delmer Membreño, che è stato
sequestrato e torturato, ha dovuto scegliere
l’esilio.
Gli uffici del giornale sono stati assaltati, così
come le installazioni del Canale 36 di Televisione e
Radio Globo, colpevoli di diffondere nel mondo la
verità sulla situazione che vive l’Honduras dopo
il colpo di Stato, che costringe il presidente
legittimo e costituzionale, Manuel Zelaya, a vivere
nell’ambasciata del Brasile da più di tre mesi
(Traduzione Granma Int.)
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