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Alarcón: i Cinque devono essere
liberati perché sono innocenti
Ricardo
Alarcón, Presidente del Parlamento cubano, ha
reiterato che i cinque cubani lottatori
anti-terroristi, prigionieri negli Stati Uniti, sono
innocenti e devono essere liberati.
Alarcón, che è anche membro del Buró Politico del
Partito Comunista di Cuba, è intervenuto martedì nel
programma radio-televisivo Mesa Redonda, nel quale
ha precisato che le revisioni di sentenze proclamate
oggi a Miami contro Ramón Labañino e Fernando
González, sono ancora ingiuste.
Ha
spiegato che la difesa aveva accordato con la
procura 30 anni di reclusione per Ramón, e che la
giudice Joan Lenard l’aveva concesso, visto che si
tratta del minimo per la legge statunitense, anche
se, in realtà, è una situazione ingiusta perché lui
non avrebbe dovuto essere detenuto neppure per un
secondo.
Nel
caso di Fernando, la revisione della sentenza
proclamata oggi, ha ridotto a 17 anni e nove mesi la
condanna anteriore di 19 anni.
Ricardo
Alarcón ha ricordato che nel 2008 la Corte d’Appello
d’Atlanta prese una decisione ingiusta nel
ratificare la responsabilità dei Cinque, ma nello
stesso tempo i magistrati riconobbero che quattro
sentenze erano ai margini della legge.
Si
tratta di quelle relative all’imputazione due di
Cospirazione per la commissione di spionaggio, e
considerò incorretta la sentenza di Fernando
González Llort.
La
stessa Corte annullò le sentenze contro tre di loro,
Ramón, Fernando e Antonio Guerrero, e ratifico
quelle imposte a Gerardo Hernández di due ergastoli
e 15 anni, e quella di René González a 15 anni.
Il
Tribunale Supremo, che avrebbe potuto aprire il
dibattito di fondo, ignorò la sollecitudine dopo la
decisione della Corte d’Appello.
Alarcón
ha aggiunto che è ingiusta qualsiasi nuova sentenza,
anche se continua ad essere importante la riduzione
della pena, che cambia le condizioni carcerarie.
Il
Presidente del Parlamento ha ricordato che Tony
Guerrero è stato risentenziato a 21 anni e 8 mesi,
perché la giudice non ha ammesso il minimo di 20
anni, e ha affermato che la campagna internazionale
è stata importante ed ha dimostrato che si può
incidere nel comportamento dei tribunali.
Alarcón
ha anche attirato l’attenzione sulla presentazione
manipolata della notizia che realizzano i media
stranieri, e come alcuni professionisti
dell’ifromazione di fatto smentiscano quanto detto
dalla Corte d’Appello chiamando spie i cubani,
quando giuridicamente tale imputazione fu scartata.
Ha
terminato dicendo che i tre cubani risentenziati
hanno mostrato alta dignità, e ha reso nota una loro
pubblicazione emessa oggi a Miami. (Traduzione
Granma Int.)
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