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In appello per le condanne nei casi di Fernando
e di Ramón
Il gruppo della difesa sta
considerando di presentarsi in appello per le condanne di Fernando González e
Ramón Labańino, due dei Cinque antiterroristi cubani reclusi negli Stati Uniti,
ha affermato l’avvocato José Pertierra nel programma Tavola Rotonda, della
Televisione Cubana.
“La decisione la prenderemo nei
prossimi giorni”, ha affermato Pertierra, sottolineando che non si appelleranno
per le nuove sentenze, ma per le condanne e soprattutto per il cambio di sede.
C’č un caso importante in Texas, del presidente della Enron, che potrebbe avere
un peso nel tema del cambio di sede” nel caso dei Cinque, ha detto l’avvocato
L’8 dicembre la giudice Joan Lenard, della Corte Federale del Distretto sud
della Florida, ha emesso nuove sentenze per Ramón Labańino a 30 anni di
prigione, quando la prima condanna era l’ergastolo piů 18 anni, ed a 17 anni e
9 mesi la condanna di Fernando González, che doveva scontare 19 anni.
Il 13 ottobre, la stessa
attenuante č stata stabilita per Antonio “Tony” Guerriero, con 21 anni e otto
mesi, invece dell’ergastolo piů 10 anni di condanna precedenti.
Le nuove sentenze sono state
ordinate dalla Corte di Atlanta nel 2008, la stessa che aveva stabilito
ingiustamente la colpevolezza dei Cinque, ma che ha mantenuto due ergastoli piů
15 anni per Gerardo Hernández e la sentenza di René González a 15 anni.
“Il caso di Gerardo continua ad
essere la piů grande ingiustizia del caso dei Cinque .Condannato per
“cospirazione per commettere spionaggio” e “cospirazione per commettere omicidio”,
senza nessuna prova presentata, Gerardo sta scontando un doppio ergastolo ed
inoltre, crudelmente, gli vietano il diritto di ricevere le visite di sua moglie
Adriana”, ha aggiunto Pertierra.
Fernando González, Ramón Labańino,
Antonio Guerrero, Gerardo Hernández René González scontano severe condanne per
le loro azioni tese alla frustrazione dei piani terroristici organizzati da
gruppi di estremisti che operano in territorio nordamericano.
“Sono vittime della guerra
terrorista contro Cuba”, ha detto l’avvocato, il cui ufficio si trova a
Washington.
Pertierra ha spiegato che il
Presidente Obama puň liberare i Cinque, perchč non necessita autorizzazioni del
Congresso e nemmeno coinvolgersi in un processo complicato, per firmare una
riduzione della condanna o la scarcerazione nel contesto di una guerra
terrorista sferrata da Washington contro l’Avana.
Pertierra ha ricordato le dure
condanne inflitte dai tribunali degli Stati Uniti a molti socialisti,
sindacalisti, pacifisti e religiosi che furono ingiustamente condannati durante
la Prima Guerra Mondiale.
Dopo la fine della guerra il
Presidente Wilson cancellň le sentenze e li liberň.
Il portavoce del Dipartimento di
Giustizia, nel 1919, dichiarň che le sentenze emesse furono dovute alle passioni
scatenate dalla guerra e dai pregiudizi relazionati a questa e che si dovevano
rettificare quelle ingiustizie.
La liberazione dei Cinque dev’essere
un fatto e sarebbe un bene per il sistema nordamericano.
“Il caso dei Cinque ci fa
ricordare il caso Dreyfus, nella Francia del XIX secolo, perchč nei due casi il
governo ha manipolato perversamente il sistema giuridico con fini politici, e
condannň alla sofferenza persone ingiustamente coinvolte. Come in Francia,
quando Dreyfus dovette sanare le ferite e cambiare la sua immagine di fronte al
popolo e al mondo, gli USA oggi dovrebbero fare lo stesso e liberare i Cinque.
L’amministrazione attuale deve
risolvere anche problemi come la Base Navale installata nel territorio cubano di
Guantánamo e del terrorista internazionale Luis Posada Carriles, che tra i
tanti fatti di sangue della sua storia, č responsabile dell’esplosione di un
aereo della Cubana de Aviación, avvenuto in volo nel 1976 nel cielo di Barbados,
azione che provocň la morte di 73 persone innocenti.
“Posada Carriles sarŕ giudicato
nel marzo prossimo, ha ricordato Pertierra, per aver mentito e non perchč č un
terrorista”, ed ha ratificato la posizione del Governo del Venezuela che
prosegue la sua lotta per l’estradizione di questo criminale.
Il giornalista Reinaldo Taladrid
ha sottolineato l’importanza di reiterare che i Cinque non hanno mai ammesso la
propria colpevolezza ed ha citato precedenti giuridici statunitensi che pongono
in evidenza l’intenzionalitŕ politica del governo degli USA nella severitŕ verso
i Cinque.
Ha denunciato che la giudice Joan
Lenard, al di fuori di ogni etica, ha difeso il presunto diritto di cospirare ed
organizzare aggressioni contro Cuba negli Stati Uniti, mentre si pronunciava per
evitare che queste azioni terroristiche fossero controllate e denunciate “da
certi individui”, riferendosi alle azioni patriottiche dei Cinque.
LA SOLIDARIETŔ Č FONDAMENTALE
L’azione di mobilitazione dei
Comitati di Solidarietŕ continua ad essere fondamentale, per ottenere la
scarcerazione e la vera giustizia per i Cinque.
Nel programma condotto da Randy
Alonso, al quale hanno partecipato vari familiari dei Cinque, č stato
riaffermato il ruolo positivo della solidarietŕ internazionale, come nelle
recenti udienze per le nuove sentenze di Antonio Guerrero, Ramón Labańino e
Fernando González.
Kenia Serrano, presidentessa dell’Istituto
Cubano di Amicizia con i Popoli ha detto che il movimento solidale č presente in
tutti i continenti con un maggior coordinamento a scala globale, soprattutto in
America Latina ed in Africa, e cresce negli Stati Uniti. Inoltre esiste una
vasta documentazione in Internet sul caso, in differenti lingue.
La madre di Antonio, Mirta
Rodríguez, che ha assistito all’udienza giudiziaria, ha detto che ha visto
apparire Tony nella sala, sorridente, con tutta la sua forza di volontŕ, e che
le ha strizzato l’occhio ed č stato ammonito per questo. Inoltre ha raccontato
dettaglie dell’emozione provata e contenendo la sua commozione Mirta ha
ringraziato per la lotta per la liberazione di Tony e dei suoi compagni ed ha
esortato a continuare la battaglia. Poi ha letto una poesia del figlio
intitolata “Ci sarŕ piů poesia”.
Magalys Llort, madre di Fernando,
ha raccontato il dolore provato quando lo ha visto con le catena ai piedi e le
manette, in un freddo intenso ed ha citato l’impressione rilevata dai presenti
per la dignitŕ che emanava da suo figlio.
La sala era colma di persone che
lottano per la libertŕ dei Cinque cubani, nonostante la crisi economica attuale
ed i rischi di rappresaglie.
Elizabeth Palmeiro, moglie di
Ramón, che conosce bene l’inglese, durante le udienze ha potuto captare le
intenzioni premeditate di sostenere le ingiustizie contro gli antiterroristi,
nonostante le riduzioni delle condanne che sono state dettate, mentre Gerardo
continua a trascinare le catene di due ergastoli piů 15 anni... (Cubadebate/Traduzione
Granma Int.).
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MIAMI
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