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Sin
titulo,
di X Alfonso
Gioia Minuti
Nella
Casa de Amistad, dell’ICAP, l’antica casa di
Catalina Laza e Pedro Pablo, due personaggi
leggendari a Cuba, con la partecipazione di Elio
Games, Roberto Rodríguez ed altri dirigenti
dell’Istituto di Amicizia tra i Popoli, del
Ministero di Cultura, dell’Istituto di
Cinematografia, è stato presentato alla stampa il
documentario Sin Titulo, girato dal musicista
X Alfonso, alla sua prima esperienza come regista.
Quest’opera, che dura 59 minuti, è stata presentata
nell’ambito del 31º Festival del Nuovo Cinema
Latinoamericano, fuori concorso, ed è un’idea
originale di Movie Group, un consorzio di imprese
italiane associate, che lavora nel mondo dello
spettacolo e della comunicazione da più di 20 anni.
I suoi
lavoratori sono impegnati in importanti azioni di
solidarietà e aiuti, in eventi di promozione della
conoscenza della realtà sociale e culturale del
popolo cubano.
Nella
storia di questa appassionata unione, è sorta l’idea
di finanziare la realizzazione di un documentario,
capace di far capire perchè e come mai, nonostante
50 anni di difficoltà dovute al crudele isolamento
economico - il blocco imposto dagli Stati Uniti -
la produzione culturale ed artistica di Cuba
continua ad essere una delle più originali e feconde
dell’America Latina e del mondo.
X Alfonso è stato scelto tra tanti giovani artisti -
è nato nel 1972 – per la sua carriera molto
peculiare. Dopo gli inizi in campo musicale nel
1990, col padre Carlos Alfonso, ha scritto la musica
per il film cubano, María Antonia, del regista
Sergio Giral, ottenendo il Premio Coral per la '
Miglior colonna sonora di un film latinoamericano
nel XVII Festival Internazionale del Nuovo Cinema
Latinoamericano.
Ha realizzato produzioni discografiche e concerti
dal vivo con differenti cantanti solisti come
Santiago Feliú, Carlos Varela, ha suonato con
Roberto Carcassés, Decemer Bueno, Elmer Ferrer, ha
partecipato a vari Festivals di Jazz Plaza a
L’Avana.
Nel 1992, fondò con Iván Latour e Osamu Menéndez, il
gruppo di rock Havana, e fu selezionato per un
documentario sui giovani cubani realizzato L’Avana
da cineasti nordamericani del canale Sundance nel
1997. Ha composto musiche per opere di danza di
compagnie prestigiose come “Danza Abierta”, diretta
da Marianela Boán, e per l’opera “Transit” della
compagnia catalana diretta Maria Rovira. Col gruppo
SINTESIS, ha realizzato turnée internazionali
partecipando in America Latina ed in Europa (
Francia, Olanda, Finlandia) ad importanti
festivals.
Sua mamma, a sua volta cantante, ha detto che
Alfonso ha sempre piacevolmente stupito la famiglia,
prima col famoso gruppo rock, poi con il progetto
Benny Morè, con il suo contatta con Chucho Valdes ed
ora con “Sin Titulo”. Omara Portuondo ha pronunciato
elogi e simpatiche parole per X Alfonso durante la
conferenza stampa, a cui ha partecipato anche
Roberto Carcasses.
SIN TITULO
Auspicata dal Ministero di cultura cubano questo
documentario prende lo spettatore, attraverso le
dichiarazioni di artisti di vario genere, musicisti
famosi come Juan Formell di VanVan, o Chucho Valdes,
che accarezza il suo pianoforte, Omara Portuonodo,
che parla di sè, di come usa il suo tempo, della
nipotina; attori e direttori di teatro che sanno
fare anche il muratore e l’idraulico, cantanti di
rap che raccontano la loro giornata, il loro sogno
di un giovanissimo rapero: studiare nell’Istituto
Superiore d’Arte, dove si entra per merito,
l’inventore d’una macchina da presa costruita con
rottami, il fotografo del Capitolio, che usa una
macchina fotografica che ha più di cent’anni...
Tutti raccontano le loro giornate normali, pine di
invenzioni, con lo spirito tipico dei cubani, pieno
d’allegria e d’amore.
Immagini di quartieri popolari, di ballerini, di
strade popolose regalano un’Avana vera, fanno
sentire amici i protagonisti.
X Alfonso non è un regista, ma ha un buona
esperienza in videoclips e si vede.
Gianfranco Giuliani, responsabile delle
comunicazioni della Movigroup, in Cuba con altri
dirigenti dell’impresa, ha raccontato che X Alfonso
aveva girato quasi tre ore di pellicola.
“Abbiamo dovuto tagliare, anche perchè altrimenti
non avrebbero mai accettato il documentario nei
concorsi. Ci è piaciuta questa sua Cuba di artisti,
nella vita, nella musica, nella pittura, nel teatro,
nella danza, un paese che sa offrire umanità ed
amore, un’Isola di persone che sanno trasformare
professione e passione in una vera opera d’arte,
perfetta per la Fabbrica d’Arte che abbiamo ideato
con Movigroup, che offrirà altre opere in altre
occasioni”.
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