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ASPETTANDO IL BRASILE
Missione compiuta
Dopo
quattro anni Cuba ritorna nell’élite del volleyball
maschile, vincendo contro l’Argentina per 3 set a
uno (25-22, 22-25, 26-24 e 26-24) nello stadio
Grandska Arena di Belgrado, durante l’apertura della
Grande finale della XX lega Mondiale.
La
partita, piena di alti e bassi da parte di entrambe
le squadre, non è stata precisamente brillante, ma
piuttosto una battaglia per la sopravvivenza, dopo
la quale il vinto avrebbe dovuto giocarsi il tutto
per tutto contro il Brasile nel gruppo F. Una
missione alquanto difficile. Da lì si spiega il
nervosismo, e l’incostante inizio dei gauchos, che
hanno sollecitato l’allenatore Javier Weber a
mettere mano alla panchina, prendendo Javier Filardi
e Lucas Ocampo, per ricomporre il gioco
traumatizzato in gran parte dagli ostacoli del muro
cubano. Perché è stata questa e nessun altra la
principale arma del gruppo delle Antille, che poco a
poco si è lasciato contagiare dall’instabilità
sudamericana, con tutto un repertorio di ricezioni
inadeguate, servizi inefficaci, e passaggi
ripetitivi che hanno finito per rendere prevedibile
l’attacco.
Solo
così si capisce come Cuba ha perso il secondo set,
per poi dominare il terzo ed il quarto in modo
deciso. Ciò soprattutto grazie a Wilfredo León, che
si è saputo inventare tre schiacciate nel momento
più complicato per dimostrare che non esiste in
questa Lega uno schiacciatore più effettivo, né 15
anni meglio sfruttati.
La sua
meritevole partita, con 24 punti, ha fornito
l’impulso definitivo del quale necessitava la
squadra cubana, basato anche sull’apporto di Michael
Sánchez (16), per ottenere un importante trionfo che
rafforza le speranze e moltiplica le possibilità.
Proprio oggi che sappiamo di che stazza è fatta la
versione più attuale del Brasile, ultima potenza
egemonica che ha conosciuto questo sport.
Ci
tocca quindi tornare ad affrontare l’incognita alle
11:30 (ora cubana), visto che ancora s’ignora il
reale livello della squadra diretta da Bernardo
Rezende (Bernardinho), che è riuscita ad arrivare
alla finale, ma giocando contro rivali di minor
portata, come Finlandia, Polonia e Venezuela. Si
tratta di una squadra parzialmente rinnovata, nella
quali alcuni degli storici – campioni mondiali
(2002, 2006), olimpici (2004), e sette volte
vincitori della Lega Mondiale – hanno passato la
staffetta alle nuove generazioni. Nonostante ciò,
tra le sue fila spiccano giocatori come
l’inossidabile attaccante Gilberto Godoy (Giba) e
Murilo Endres, ai quali se ne aggiungono altri di
provata qualità come l’alzatore Bruno Rezende, il
libero Sergio Santos, ed il gigante Lucas Saatkamp
(2,09).
Nell’altra partita del giorno, gli anfitrioni serbi
si sono avvalsi, come d’abitudine, dei potenti
attacchi di Ivan Miljkovic (17) per battere gli
Stati Uniti, con punteggi di 25-20, 25-23 e 25-22
nel gruppo E, nel quale oggi gli statunitensi
esauriranno le loro possibilità di classificazione
di fronte alla Russia, alle 2:30 p.m.(Traduzioni
Granma Int)
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