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La OCDE prevede 57 milioni di
disoccupati per il 2010
TeleSUR - L’Organizzazione per la Cooperazione e lo
Sviluppo Economico (OCDE) ha presentato mercoledì 24
uno studio con il quale prevede che per la fine del
2010 più di 57 milioni di persone non avranno lavoro
nei 30 paesi che integrano l’organismo e che
appartengono a Australia, America del nord, parte
dell’Europa e parte dell’America Centrale.
Il segretario generale dell’organismo, José Ángel
Gurría, ha trasmesso le nuove previsioni ed ha
pronosticato una disoccupazione del 9,9% per la fine
del 2010, la percentuale più alta in 40 anni.
Alla fine del 2008 il numero dei disoccupati nel
detto “club delle nazioni ricche” era di circa 37
milioni, cioè il 6,8%.
Tra i paesi della OCDE, la Spagna registra il
maggior numero di disoccupati: le persone in questa
condizione superano il 9% degli abitanti. L’Irlanda
è al secondo posto con poco meno.
Un investigatore del Tecnologico di Monterrey, José
Luis de la Cruz, ha previsto per il Messico una
percentuale di disoccupati tra il 6,5 e il 7% nel
2010, cioè circa 3 milioni di persone.
L’accademico ha dette che il danno maggiore in
materia di lavoro si vedrà quest’anno, con 900.000
posti perduti.
Per il 2010 ci sarà una generazione di 100.000 -
150.000 impieghi perduti.
In accordo con l’Istituto Nazionale di Statistica e
Geografia, in aprile la disoccupazione si è situata
al 5,25 % rispetto alla popolazione economicamente
attiva, una proporzione maggiore d¡ quella che si
presentava un anno fa con il 3.61%.
Il Gruppo Finanziario BBVA Bancomer, ha segnalato
che al quarto mese dell’anno il Messico aveva
perduto 534.000 imprese, contro il massimo dei posti
di lavoro osservato nel 2008.
La OCDE raccomanda ai governi di sforzarsi per
aiutare i più vulnerabili, garantendo che la rete di
sicurezza sociale sia adeguata, per chi perde il
lavoro e per le famiglie a basso reddito (Traduzione
Granma Int.)
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