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Cuba difende i punti chiavi
di fronte al cambio climatico
Victor M. Carriba
PL - A due settimane dal Vertice di Copenaghen sul
cambio climatico, Cuba Ha reiterato nella ONU la
necessità di modificare gli sistemi di produzione e
consumo e di transitare verso un modello economico
veramente sostenibile.
“La sopravvivenza umana necessita d una rivoluzione
energetica a livello mondiale”, ha assicurato il
rappresentante dell’Isola presso le Nazioni Unite,
Pedro Núñez Mosquera, durante una riunione informale
dell’Assemblea Generale.
Il diplomatico ha presentato quelle che ha definito
“ le otto verità che non si possono tralasciare in
materia di cambio climatico, la prima delle quali
radica nella trasformazione degli schemi di
produzione e consumo in altri sostenibili e la
pratica di una rivoluzione energetica a scala
mondiale”.
Un’altra realtà è quella che obbliga ad applicare un
nuovo regime d’impegno della riduzione delle
emissioni, più rigoroso per i paesi ricchi e
l’adozione di una forte pacchetto di azioni in
materia di finanziamenti e trasferimenti di
tecnologie per le nazioni in via di sviluppo.
Esiste la responsabilità dei paesi industrializzati
di rispettare gli impegni della Convenzione sul
Cambio Climatico e la condanna delle iniziative che
cercano di evadere i doveri in materia di riduzione
dei gas ad affetto serra.
Il rappresentante cubano ha sottolineato l’esigenza
di una maggior partecipazione dei Paesi in via di
sviluppo nelle azioni globali, per mitigare il
cambio climatico in accordo con il principio della
responsabilità comune, ma differenziata e delle
rispettive capacità.
Inoltre ha avvertito che nel presente non si può
pretendere d’imporre impegni vincolanti di riduzione
delle emissioni a questi Stati, vittime delle
negative conseguenze dell’ingiusto e disuguale
ordine economico internazionale e delle conseguenze
del cambio climatico.
Núñez Mosquera ha segnalato che poco prima del
Vertice di Copenaghen, i Paesi sviluppati non
mostrano una volontà politica ferma per la riduzione
delle emissione ad un livello proporzionale alle
loro responsabilità storiche ed attuali e nemmeno
nell’apporto di risorse e tecnologie necessarie per
far si che i paesi in via di sviluppo possano
disimpegnare un’azione più forte nell’affrontare il
fenomeno.
L’ambasciatore di Cuba ha sostenuto che:
“L’ottenimento di un giusto accordo bilanciato in
questa materia è possibile se si fa incamminare il
processo dei negoziati con una nuova attitudine
politica, perchè permettere la perpetuazione
dell’egoismo e della mancanza di responsabilità è
eticamente e politicamente inaccettabile”, ha detto
ancora (Traduzione Granma Int.)
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