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La presenza italiana in Camagüey
AIN.— Una prima settimana dedicata alla cultura
italiana, si sta svolgendo a Camagüey dove, già nel
XVII secolo, risiedevano oriundi della penisola
italica, secondo diversi documenti dell’epoca.
Promossa da discendenti di naturali d’Italia che si
fermarono nella località, questo appuntamento
prevede un’esposizione fotografica sul flusso
migratorio ed una mostra cinematografica, ha detto
alla AIN, Luis Varcasia, integrante della
commissione organizzatrice dell’incontro dedicato a
Fabio Di Celmo, il giovane italiano assassinato nel
1997 in un attentato terroristico organizzato da
Luís Posada Carriles e perpetrato da un mercenario
salvadoregno nell’ hotel Copacabana della capitale .
Rappresentato dai membri di circa 20 famiglie, il
gruppo dei discendenti di italiani ha, tra vari
progetti, quello di svolgere investigazioni sulla
presenza degli italiani nella zona, includendo la
vita del dottor José Ramón Simoni, padre di Amalia,
la moglie d’Ignacio Agramonte.
Testi redatti e archiviati nelle chiese - come i
certificati di matrimonio - rivelano la presenza,
già nel XVII secolo, nell’attuale capoluogo della
provincia di Camagúey, di originali italiani nello
stesso XIX secolo in cui si unificò l’Italia.
Domingo Varcasia Sarracena, nato nel 1929 e morto
nel 2003 a Camagüey, è stato l’ultimo naturale tra
gli emigranti italiani nella città.
In questi giorni nella capitale, L’Avana, si sta
svolgendo la XII Settimana Culturale Italiana in
Cuba, con l’auspicio dell’Ambasciata Italiana in
Cuba, dei Ministeri di Cuba e Italia di Cultura,
dell’Ufficio dello Storiografo de L’Avana ed altre
alte voci, con la partecipazione di famosi artisti
ed intellettuali, ed una grande partecipazione di
pubblico. (Traduzione Granma Int.)
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