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XII settimana della cultura italiana
Gioia Minuti
È
cominciata davvero alla grande questa XII Settimana
della Cultura Italiana, inaugurata il pomeriggio di
lunedì 23, nel Convento di San Francisco de Asís –
detto in cubano – con la presenza del novello
ambasciatore italiano Marco Baccin, del
viceministro alla Cultura cubano ????Rojas, del
consigliere dell’ambasciata italiana, che ha
lavorato molto per la buona riuscita di questa ormai
attesa e tradizionale manifestazione, Marco Giomini
e dall’insostituibile storiografo della città,
Eusebio Leal.
La
presentazione è stata breve, con una rapida lettura
del programma e un accenno alla dedica a Galileo
Galilei nel 400º anniversario del cannocchiale, i
saluti dell’ambasciatore Baccin insediato da poche
settimane e le parole si Leal che, come sempre, ha
affascinato con la sua eloquenza e la sua cultura,
spaziando da Galileo ai vincoli italo-cubani così
radicati e indissolubili.
Poi la
grande sorpresa: Jenny B., il violoncellista Enrico
Melozzi, il pianista Toni Fidanza ed il
percussionista Reinaldo Hernández hanno dato vita ad
uno spettacolo musicale veramente eccellente,
intitolato “Esta soy yo y Rossini.
Qust
giovane cantante che frequenta Cuba da diversi anni
- vincitrice di un Festival di Sanremo nel settore
Giovani, due anni fa - è piaciuta moltissimo per il
suo modo di presentarsi, di comunicare e soprattutto
di cantare.
Il
progetto musicale di questi giovani artisti è molto
ambizioso, con l’elaborazione musicale di opere di
Rossini, e l’inserimento di musiche afro-cubane,
percussioni, tamburi batá , rumbe e guaguancó, che
hanno affascinato i presenti nella grande sala del
Convento de L’Avana Vecchia che, perfettamente
restaurato, è divenuto scenario di molte opere e
molti spettacoli di grande prestigio.
Il
repertorio del gruppo di Jenny B. è stato ricco e
molto gradito dal pubblico che riempiva la sala.
Niño de
Arocha, L’Agnus Dei, l’Ave Maria sono stati brani
intercalati a una trascinate rumba dedicata a
Celeste Mendoza e a Cuba Linda, che `ha toccato il
cuore sensibile del pubblico.
Enrico,
che suona con un violoncello atipico a sei corde, ha
detto che: “Mentre in Italia la musica sacra viene
seguita da pochi ed è lontana dal pubblico giovane,
in Cuba, dove la musica è parte della vita
quotidiana e dove la religiosità è sincretismo, il
pubblico apprezza e fa sua l’espressione rossiniana
– afro- cubana che noi proponiamo. Speriamo di
tornare presto per accrescere questo primo e
bellissimo contatto”.
La XII
Settimana della Cultura Italiana in Cuba continua e
darà altre gradite sorprese sicuramente, ma non sarà
facile suscitare tanto entusiasmo com’è avvenuto con
Jenny B, il suo gruppo e la musica sacra di
Rossini.
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